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Grey’s Anatomy, poker d’assi

Nell’ospedale della serie tv a volte muoiono piů medici che pazienti: una ricetta per il successo che ha infranto speranze e spezzato cuori tra gli spettatori

Lun 30 Mar 2020 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
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Iniziato come tappabuchi di mezza stagione, “Grey’s Anatomy”, in onda su FoxLife e Amazon Prime Video, continua le sue vicende in corsia ormai da sedici anni e, a parte l’interruzione momentanea delle riprese causa Coronavirus, non accenna a mettere la parola fine alle avventure mediche e sentimentali dei protagonisti. 

Creato da una cinquantenne vulcanica, Shonda Rhimes, la serie ha totalmente rivoluzionato il genere medical (è entrata nel Guinness dei primati come telefilm più longevo nella propria categoria) puntando sugli affari di cuori dello staff prima che sulla cartella clinica del paziente. E con un turn over del cast davvero impressionante, a giudicare proprio dal numero di decessi certificati tra i medici delle storie, basti pensare che solo tre attori sono presenti fin dal primo episodio, la protagonista Ellen Pompeo, Chandra Wilson e James Pickens JR, interpreti rispettivamente di Miranda Bailey e Richard Webber. È successo di tutto, dai pazienti con bombe nel petto a schianti di aerei, in una sorta di “attira-sciagure” senza precedenti. Si sono assecondate guest star illustri, da Christina Ricci a Demi Lovato, da Geena Davis a Mandy Moore, da Rosanna Arquette ad Abigail Breslin, e nuovi talenti sono stati scoperti, come Millie Bobby Brown di Stranger Things. Per non parlare delle stelle nate o rilanciate dalla serie, come Patrick Dempsey che, dopo essere stato un sex symbol Anni Ottanta, aveva subito uno stop della carriera, o come Ellen Pompeo, la protagonista che da semisconosciuta è diventata una delle attrici più pagate in tv.

La creatrice, che poi ha dato vita a “Scandal” e “How to get away with murder” e ha conquistato un contratto di collaborazione a moltissimi zeri con Netflix, ha sdoganato ogni tipo di personaggi e relazioni, con grande plauso della comunità LGBT. Nel cast anche Giacomo Giannotti, italiano trapiantato in Canada, nei panni del dottor Andrew DeLuca, e Stefania Spampinato, che interpreta la sorella Carina. 
Non si tratta solo di una corsia arcobaleno, ma della sensibilità con cui molti temi sono stati trattati e molti pregiudizi sradicati. Per una rete generalista americana, ABC, si tratta di una rivoluzione gigantesca, che continua a fare scuola. 
Un ottimo copione, quindi, ma anche un cast di prim’ordine, come raccontano in tre domande quattro volti storici della serie, incontrati svariate volte in giro per il mondo e un paio proprio sul set della serie, a Los Angeles.                     


 

ELLEN POMPEO: MEREDITH GREY

Questa cinquantenne del Massachussets interpreta la protagonista Meredith Grey, chirurgo brillante figlia d’arte, che all’inizio della storia è all’inizio della specializzazione e si prende una cotta per il suo capo, già sposato (dettaglio di cui non era a conoscenza). Lo sposa ma poi lui, Derek, muore tragicamente. Nel frattempo scopre di avere almeno due sorellastre. 

La scena preferita di Meredith e Derek?
«Il momento del primo episodio in cui lei dimentica il nome di lui… epico!».

Ci svela una curiosità che forse non conosciamo?
«Inizialmente mancava il personaggio di Alex e qualcosa non funzionava, la produzione se n’è accorta in tempo. Siamo una grande famiglia, ma una di quelle variegate e diverse, che si bilancia per andare avanti. Non potevo esserne più felice: conosco Justin dai tempi in cui facevamo entrambi i modelli ed è stata una benedizione ritrovarlo».

A fine stagione cosa si augura per Meredith?
«Niente. Per carattere sono una che vive nel presente e non pensa mai al futuro».

 


PATRICK DEMPSEY: DOTTOR STRANAMORE

Questo cinquantaquattrenne del Maine ha interpretato il dottor Derek Sheperd, chiedendo poi di abbandonare la serie che gli ha ridato il successo. La morte del personaggio è stato il colpo più basso inflitto dalla serie, soprattutto perché l’uscita di scena è risultata quantomeno surreale. Una delle menti mediche più brillanti al mondo muore per lo stupido errore di un collega. 

L’hanno ribattezzata Dottor Stranamore: se lo aspettava?
«Onestamente no, era un nomignolo nato in una puntata che poi ha preso il sopravvento tra lo stupore generale. Ma avere successo da adulto mi ha insegnato ad avere la giusta prospettiva verso le cose quindi mi ci faccio una risata».

Le serie mediche spopolano, ma il sistema sanitario americano è lontano anni luce da quello che si vede in tv. Che ne pensa?
«La mia opinione è a livello personale, da cittadino, e non so quanto valga ma credo sia tremendo che molta gente non abbia accesso alla sanità. Si spera sempre in un cambiamento ed è tempo che avvenga».

Che ne pensa delle scene d’amore sul set?
«Sono sempre le più divertenti da girare!».

 


JUSTIN CHAMBERS: ALEX KAREV

Questo quarantanovenne dell’Ohio, interprete del dottor Alex Karev, è uscito di scena dalla serie nella stagione in corso per sua volontà. Peccato che il personaggio non compaia nell’ultima puntata a lui dedicato, ma si veda solo una sequenza lunghissima di flashback e una spiegazione assurda: molla tutti con tre letterine per andare a vivere in un ranch con Izzie, sua ex moglie, che ha partorito due gemelli in vitro anni fa senza dirglielo.

Cosa la colpisce di Alex?
«Che sembri collezionare donne pazze, a vari livelli e in vario modo, in tutta la vita. Ma questi rapporti lo cambiano molto e ce ne accorgiamo guardando indietro al tipo un po’ superficiale che era all’inizio. Onestamente penso che se la serie mettesse in scena relazioni normali la gente si annoierebbe a guardarla».

Crede che Izzie abbia tirato fuori il meglio di Alex?
«Quando lei si è ammalata di cancro lui ha tirato fuori tutta la sua delicatezza e galanteria. Il vero amore ti trasforma».

Ha sempre voluto fare l’attore?
«Macchè, da bambino sognavo un futuro da investigatore privato».

 


SANDRA OH: CRISTINA YANG

Questa quarantottenne canadese, interprete della dottoressa Cristina Yang, uno dei personaggi più brillanti e complessi della serie, uscita di scena di sua volontà ma con stile. Il genio del bisturi si trova in Svizzera a svolgere un lavoro d’avanguardia. È “la persona” di Meredith, qualcosa di più della migliore amica, una specie di anima gemella.

Per quale partner di Cristina ha fatto il tifo?
«Per Owen, soprattutto perché sono molto affezionata al collega Kevin McKidd che lo interpreta, un tipo buffo: ogni oggetto che gli capiti a tiro lo usa come fucile e lo impugna come un'arma... Scherzi a parte, mi è piaciuta la dinamica di loro due: inizialmente lei non si fida, un anno dopo la rottura con Burke, ma poi si lascia andare e fa benissimo, secondo me».

Interpretare un dottore sempre all’erta non dev’essere stato facile, no?
«Tranne nella puntata in cui visita il reparto di dermatologia e sembra in pace con il modo, senza stress, ma non fa per lei che invece ha bisogno di costante adrenalina».  

Che consiglio le avrebbe dato?
«Di essere paziente, soprattutto in amore, e di mollare ogni tanto questa visione in bianco e nero delle cose. Avrei voluto vederla più rilassata, di tanto in tanto».   

 


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