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Nuovi Ogm, la favola smentita dalla scienza

La manipolazione genetica NBT ci sta per invadere: č sicura come ci vogliono far credere? Recenti ricerche (che quasi nessuno divulga) dicono di no. Parla Daniela Conti, eminente esperta in materia

Lun 30 Mar 2020 | di Francesco Buda | Ambiente
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Si sgretolano i dogmi alla base della invasione di nuovi Ogm, che presto potrebbero avere la strada spianata in Europa, Italia compresa. 

Ci sono grosse ombre. Non è vero che li conosciamo quanto necessario e che sono perfettamente controllabili. Di sicuro adesso nessuno può onestamente negare certe sviste e mutazioni indesiderate con effetti sconosciuti e irreversibili delle Nbt, le nuove tecniche di riproduzione con manipolazione genetica. Ma nessuno può neanche affermare con lealtà e trasparenza che tali imprevisti non siano potenzialmente pericolosi per la salute e per l'ambiente. Lo dimostrano varie e importanti ricerche scientifiche. 

Facili e veloci da usare, queste tecniche sono molto economiche. Di più: darebbero luogo a miglioramenti genetici uguali a quelli che la Natura ha messo a punto in millenni di storia della vita sulla Terra, o a quelli ottenuti coi classici incroci che fanno i contadini da secoli. Per sdoganare senza studi scientifici davvero indipendenti gli Ogm di prima generazione, negli anni '90 si usò l'inedita formula del “sostanzialmente equivalenti” agli organismi naturali. Una curiosa logica “scientifica” e governativa basata sul quasi, sul circa… Adesso si vorrebbe far credere che addirittura non c'è differenza con gli organismi naturali e che non sono affatto Ogm. Lo giurano molti ricercatori, politici e governanti (anche italiani), tecno-burocrati a Bruxelles e anche le maggiori organizzazioni dei nostri agricoltori. 
Perciò, dicono, andrebbero immessi in commercio a tutto spiano e senza alcun vincolo. In particolare, si punta sull'editing genomico: un taglia e cuci di segmenti del Dna. Ma è davvero come  raccontano?

SCONTRO EPOCALE PER TOGLIERE OGNI CONTROLLO
L'europarlamento chiede estrema cautela. E così anche uno sparuto gruppo di membri della nostra Camera dei deputati, i cui sforzi sono stati finora bocciati dal Governo italiano. Nell'Unione europea e in Italia, comunque, il punto fermo è che le “creature” prodotte con queste nuove manipolazioni sono Ogm. Perciò per essere smerciate, devono prima essere autorizzate solo dopo un’approfondita valutazione a lungo termine dei rischi per l’ambiente e per la salute umana. Oltre all'obbligo di tracciabilità, etichettatura e monitoraggio: deve cioè essere chiaro a tutti, fino al consumatore, da dove arrivano, che derivano da ingegneria genetica e vanno tenuti sott'occhio. Lo ha deciso la Corte di Giustizia europea a luglio 2018, facendo infuriare la Commissione europea, cioè il governo dell'Unione, molto favorevole a questa roba. Chi invece li vuole, chiede una totale e immediata deregulation: zero regole, zero controlli, zero informazione al pubblico. 
È la linea del presidente Usa, Donald Trump, che sta puntando addosso all'Italia e all'Unione europea come un fucile i dazi, ossia l'aumento delle tasse sulle nostre merci (non Ogm), in America. A loro vini, pasta, olio e parmigiano naturali... e a noi? 

NUOVE SIGLE, NUOVI PERICOLI, VECCHIE VOLPI...
La nuova tecnica più in voga e osannata come rivoluzione benefica, è l'editing genomico chiamato Crispr. Si pronuncia crìspar e possiamo tradurla come “brevi ripetizioni palindrome raggruppate e distanziate a intervalli regolari”. Ha costi bassi e rapidità impensabili fino a pochi anni fa. Altre tecniche impiegate, ma molto meno, si chiamano Talen e Zfn (più complicate ma anche più precise). A dominare il campo è la Crispr – Cas9, dove la seconda sigla indica la proteina di solito spiegata come “forbicina molecolare” che taglia i due filamenti di Dna bersaglio, che poi si autoriparano perfettamente (così dicono). «Non è affatto così semplice o semplicistico. Gli effetti indesiderati, imprevisti e imprevedibili ci sono eccome! Sia sui pezzetti di Dna bersaglio che su quelli non bersaglio. E chiariamo subito che siccome i componenti e i vettori necessari all'editing provengono da batteri o da virus, il loro inserimento nel Dna dell'organismo manipolato lo rende un Ogm secondo la definizione ufficiale», sottolinea la dottoressa Daniela Conti. Da biologa ha trascorso la vita a curare le edizioni italiane dei testi universitari fondamentali di genetica classica, biologia molecolare, biotecnologie e ingegneria genetica. Tra gli autori curati da lei per l'Italia, uno su tutti: il premio Nobel per la chimica, Paul Berg padre dell’ingegneria genetica. Imponente la divulgazione che offre su www.nuovabiologia.it 

SBUGIARDATI DALLA FOOD AND DRUG ADMINISTRATION DEGLI USA
Proprio dalla culla degli Ogm, gli Usa, una ricerca pubblicata a febbraio scorso su Nature Biotechnology assesta una bordata epocale alle Nbt. Riguarda una “creazione” con editing genomico sbandierata come prova vivente del fatto che le Nbt non generano mutazioni impreviste né Ogm. «Grazie ad analisi più approfondite di quelle standard – spiega la dottoressa Conti –, gli scienziati della Food and Drug Administration, l'agenzia governativa per la sicurezza di cibi e farmaci, hanno scoperto alterazioni non previste e non volute, finora sfuggite a ogni osservazione, nel Dna dei famosi vitelli senza corna, figli di quelli modificati nel 2013. Gli errori possono essere grossolani, al punto di creare Ogm di “vecchia generazione”». Come in questo caso: nel Dna bovino è stato inserito un intero vettore batterico, una sorta di mosaico, un insieme di vari geni, che si trasmette ai discendenti per via ereditaria. Parliamo di geni di origine batterica resistenti agli antibiotici, cosa ancora più preoccupante. Meno ce ne sono in giro e meglio è. Infatti, i farmaci antibiotici perdono sempre più efficacia e non si sa come sconfiggere certe infezioni. Un'emergenza in cui purtroppo l'Italia è ai primi posti. La ricerca sui vitelli è importantissima anche perché è la prima volta che un’autorità pubblica - e per di più americana - ha studiato in modo indipendente gli Ogm. Non solo: dopo aver trovato quei problemi, ha preso pubblicamente una posizione autonoma e assai critica.  

ANDIAMOCI PIANO, SOPRATTUTTO CON LE PIANTE
Steven Solomon, direttore del settore veterinario FDA, ha invocato una stretta sorveglianza e regolamentazione degli animali modificati con le nuove tecniche di editing genetico e dei loro prodotti. «Sia gli scienziati che i decisori politici devono tenere conto della possibilità che si verifichino alterazioni non volute», ha affermato a febbraio. 
La scoperta della FDA è un duro colpo anche per il Dipartimento Usa per l'agricoltura, l'USDA: i suoi tecno-burocrati sono per la totale deregulation. Un'altra ricerca tedesca su cellule umane, pubblicata a fine 2019 da Nature Methods, ha scoperto che in circa un terzo dei siti bersaglio trattati con Crispr – Cas9 vi sono effetti imprevisti. Lo studio è stato condotto dal Laboratorio europeo di biologia molecolare e dal colosso farmaceutico GlaxoSmithKline, insieme ai ricercatori dell'università americana di Stanford. «In particolare – precisa la dottoressa Conti – hanno rilevato continua produzione e attività della proteina che si voleva disattivare e la sintesi di proteine anomale, i cui effetti restano ignoti. Sugli animali c'è più attenzione, soprattutto dopo lo scandalo dei tre bambini nati da embrioni manipolati con il Crispr. Ma bisogna stare molto attenti anche alle manipolazioni sulle piante», avverte la dottoressa Conti. Il business bio-tech punta soprattutto sui vegetali...

ALLERGENICI E TOSSICI? 
Le piante sono le specie più manipolate con Crispr – Cas9, a scopo commerciale e con rigoroso brevetto. «Bisogna andarci molto piano, basandosi su fatti ed evidenze scientifiche: molte ricerche sulle piante dimostrano che le mutazioni non volute create dall'editing sono assai frequenti, ma spesso non vengono riportate nelle pubblicazioni scientifiche perché non sono state rilevate a causa dei limiti metodologici nell'analisi del Dna, oppure perché sono passate sotto silenzio o non vengono nemmeno cercate». Lo documenta l'agghiacciante ricerca tedesca, pubblicata a luglio 2019 su Environmental Evidence Journal. «L'Istituto federale tedesco di biosicurezza delle biotecnologie vegetali ha studiato 1.328 esperimenti di editing di genomi vegetali – ci spiega Daniela Conti – effettuati dal gennaio 1996 al maggio 2018, di cui il 78% erano con Crispr – Cas9, circa il 10% con Talen e circa il 5% con Zfn, le altre due tecniche Nbt più diffuse. Ma solo nel 23% dei casi, nemmeno un quarto!, si è condotta un'approfondita analisi delle possibili mutazioni fuori bersaglio non volute. Tutto ciò ci impone studi approfonditi e di lungo corso per controllare anche nelle piante i possibili effetti allergenici o tossici delle mutazioni non volute. Perciò bisogna valutare e devono spiegarci scrupolosamente il processo, cioè come ottengono certi risultati. Guardare solo al prodotto finale non è sufficiente», spiega la dottoressa Conti.

LA ‘RELIGIONE’ DEL DNA? MEGLIO «RISCOPRIRE IL SACRO NELLA VITA»
Sui libri curati da lei si sono formate schiere di bio-tecnologi italiani. «Le scelte di molti ricercatori si basano su una formazione miope e riduzionista, che fa comodo a poteri molto forti. C'è la religione del Dna. Siamo stati educati a un sistema di pensiero Dna-centrico, che tende incessantemente al controllo della vita. L'illusione del controllo tecnologico è un elemento chiave dell'ideologia dominante. Ma la nuova biologia ha demistificato il mito del Dna monarca assoluto del destino di ogni essere. Penso a frasi come “non ci posso fare nulla perché è scritto nei miei geni”. Ma è una mitologia falsa, superata e pericolosa. Infatti è dimostrato che il gene funziona e si esprime anche in base ai segnali che riceve dall'ambiente. Un organismo non è riducibile al suo Dna, come vuole il riduzionismo che circa 50 anni fa ha motivato la nascita dell'ingegneria genetica, ma ha una continua reattività con l'ambiente ed una incontenibile, meravigliosa creatività. In questo sta il nocciolo immutabile della vita. Da veri scienziati – sollecita la dottoressa Conti -, occorre tenere presenti le probabilità che le cose non vadano come previsto e come si vorrebbe. I processi della ricombinazione genetica sono ancora in gran parte ignoti, ci si fa prendere dalle semplificazioni finendo per banalizzare e relativizzare. È il caso delle “forbicine molecolari” per spiegare il sistema Crispr, che certo non va demonizzato. Ma non si possono raccontare le cose “all'incirca”! Compito di tutti è recuperare il senso del sacro nella vita, nella natura, lo dico laicamente – conclude Daniela Conti –.  Al mondo agricolo dico che la svolta non sono le Nbt, ma il passaggio a un'agricoltura ecologicamente compatibile».           

 


007 USA: «ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA»

Le NBT con editing cioè correzione del genoma – come adesso chiamano le nuove tecniche per fare Ogm - sono facili da utilizzare, veloci e costano poco. Per qualche decina di euro puoi acquistare su internet un kit per manipolazione NBT su piante, batteri, insetti e anche cellule umane. E se poi qualcuno modifica batteri o insetti e li rilascia nell'ambiente? Non a caso il capo dei servizi segreti degli Stati Uniti d'America, James Clapper, ha definito l'editing genomico come “arma di distruzione di massa” nel suo rapporto ufficiale del 2016 “Valutazione delle minacce nel mondo”. Noi abbiamo avviato la procedura per un ordine su uno dei siti web più importanti del settore: in pochi minuti, senza dover dimostrare di essere ricercatori o adetti ai lavori, ci hanno fatto il prezzo e inviato l'offerta.

 


Come funziona

Crispr – Cas9 è il sistema  più usato per le manipolazioni con l'editing genetico. È stato scoperto nel 2012 dalle ricercatirci Jennifer Doudna e Michelle Charpentier. È il sistema impiegato dai batteri per difendersi dai virus, tagliando a pezzetti il Dna del virus. Questa difesa funziona così: la proteina Cas9 viene orientata da un RNA guida (una sorta di “bussola” che deriva dalla sequenza genomica Crispr) su una specifica sequenza di Dna. Quando ci arriva, taglia i due filamenti che costituiscono l'elica del Dna. I tagli vengono poi aggiustati da meccanismi di autoriparazione della cellula. È qui che può sfuggire la situazione: le riparazioni non hanno sempre la stessa precisione. Per arrivare sul bersaglio, questi due elementi vanno 'montate' su dei vettori che li portano sul bersaglio. «Il problema è la complicatissima costruzione di questi vettori – spiega Daniela Conti, esperta in materia -, che di solito sono plasmidi, molecole circolari di Dna derivate da batteri o da virus. Costrutti molto complicati. Laddove avvengono i tagli del Dna – prosegue l’esperta – possono inseririsi frammenti dei componenti dell'editing stesso o anche interi vettori». E poi chi lo sa… 


 

Diffusione NBT nel mondo

La maggior parte degli esperimenti sulle piante con tecniche per nuovi Ogm, le Nbt, si stanno compiendo in Cina (il 40%). Seguono gli Usa (33%) ed Europa (13%). Negli altri continenti la sperimentazioni Nbt sono a meno dell'1%. 
Fonte: Enviromental 
Evidence, luglio 2019


 

Il Governo italiano li vuole 

Già con Matteo Renzi, il governo italiano aveva stanziato 21 milioni di euro per la ricerca sui nuovi Ogm targati Nbt. Al nuovo governo Conte è stato chiesto di impegnarsi concretamente a mantenere il controllo e il divieto di utilizzo di Ogm e Nbt e di far superare diverse pratiche ormai insostenibili. Tra queste, le monocolture estensive (tipiche degli Ogm). Richiesta bocciata. L’ha avanzata, dati alla mano, l'onorevole Sara Cunial nella risoluzione n. 6-00094 il 19 dicembre scorso alla Camera dei deputati. Perché? Lo spiegavano alcuni passaggi inizialmente presenti nelle premesse della risoluzione. La parlamentare, che è dottoressa in Chimica e fa agricoltura biologica, chiedeva di far riconoscere all'Assemblea, tra l'altro, che “i prodotti agricoli, gli alimenti, le fibre e i combustibili Ogm ed Nbt aggravano tutti i difetti delle monocolture industriali: più uniformità genetica e quindi meno resilienza agli stress biotici e abiotici, maggiore fabbisogno di acqua e pesticidi. Portano, inoltre, a brevetti monopolistici che non solo ledono i diritti degli agricoltori, ma impediscono anche alla ricerca sulla biodiversità di concentrarsi sull'adattamento al cambiamento climatico come da miglioramento genetico partecipativo in campo”. Con il sottosegretario all'Ambiente in aula, Roberto Morassut (PD), il governo ha fatto togliere tutto ciò. «Le lobby degli agrofarmaci da tempo spingono verso un'agricoltura ancora più industriale sul modello Usa – spiega l'on. Cunial alla rivista Acqua&Sapone –. I vari trattati internazionali in discussione come Ttip e Ceta vanno in questa direzione: monocolture intensive, Ogm e Nbt, meno misure di tutela per la salute dei cittadini, ampio spazio al libero mercato di prodotti che oggi sarebbero vietati. Addio al principio di precauzione». Già la ministra dell'agricoltura, Teresa Bellanova (PD), si era espressa con grande apertura ai nuovi Ogm. Invece i 5Stelle, oggi al governo, si sono sempre dichiarati contro gli Ogm. «Per quel che mi risulta – e risulta dal lavoro in Aula e Commissione – il sottosegretario all'agricoltura Giuseppe Labbate e il presidente della commissione agricoltura Filippo Gallinella sono entrambi vicini al pensiero della ministra Bellanova, un pensiero anacronistico ed economicamente insostenibile. La strada da percorrere – ci dice ancora l'on. Cunial - è opposta a quello che ci stanno vendendo: biodiversità, agroecologia, ripristino della fertilità dei suoli, azzeramento della chimica di sintesi in agricoltura, rispetto per la terra e per la vita». 

 


Il Molise non li vuole, il Governo gli fa causa

La Regione Molise il 13 novembre scorso ha stabilito con la legge regionale n. 12/2019 che sosterrà la fornitura e l’utilizzo dei cibi locali e di quelli non contenenti OGM negli appalti pubblici di servizi o forniture di prodotti alimentari ed agroalimentari per le mense scolastiche, università, ospedali e luoghi di cura gestiti da Enti pubblici e da soggetti privati convenzionati. Ma la Presidenza del Consiglio dei Ministri, quindi il capo del governo, vuole cancellare tale norma. Ha perciò impugnato la legge davanti alla Corte costituzionale. 

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