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Maniaci del bio

Nel 2008 aumenta del 10% il volume d'affari

Gio 08 Ott 2009 | di Serena Marchionni da Monaco | Germania
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Negli ultimi anni in Germania, il fenomeno “cibo biologico” più che una tendenza è diventata una vera e propria mania. La maggior parte dei consumatori acquista bio, per tutte le tasche e in tutte le forme, anche opinabili. Infatti, nonostante la crisi, nel 2008 il volume d'affari del settore biologico è aumentato del 10% circa fino a sfiorare i 5,8 miliardi di euro.  Queste le statistiche del BOELW, l’ente tedesco che si occupa del controllo degli alimenti biologici, e che conferma anche per il 2009 una crescita nel settore attutita certo dalla crisi. Negli anni scorsi, in Germania è anche  costantemente aumentata la percentuale delle superfici coltivate biologicamente. Secondo il Bio Siegel, il marchio ecologico tedesco, già nel 2007  erano registrati presso l’Ufficio di informazione complessivamente 42825 prodotti.
Effettivamente, stime a parte, basta passeggiare per strada in una qualsiasi città tedesca per rendersi immediatamente conto di quanto i prodotti biologici di ogni genere siano diffusi ovunque: nelle drogherie, nei mercatini, nelle “boutique” alimentari molto in voga, nelle profumerie, nei supermercati e persino nei discount. Inoltre, sempre più presenti sono i BIO supermarket che rappresentano un punto di riferimento per tutti coloro che qui in Germania hanno fatto di questi beni alimentari una vera ragione di vita. Ecco allora apparire catene come “Basic”, “Eat organic”, “Supernatural”. Apparentemente dei normali supermercati, in realtà concepiti per attirare sempre più consumatori, con un design accattivante, personale molto gentile e preparato su ogni tipo di merce contenuta e sui presunti effetti benefici. C’è da dire che i prezzi sono tutt’altro che popolari, con un cestino di pomodori bio che può costare quattro o cinque euro, oppure 500 gr di petto di pollo sui 12euro la confezione, un barattolo di marmellata sui 5euro. E poi di tutto: tessuti, buste in materiale organico che costano sui cinquanta centesimi l’una, creme, distillati, profumi e anche oggetti d’arredo tutti rigorosamente ricoperti di bollini e adesivi che evidenziano la purezza del prodotto e certificano la provenienza da agricoltura biologica. Insomma fino a pochi anni fa solo i più abbienti in Germania potevano permettersi di acquistare prodotti e pietanze biologiche. Oggi non è più così con la loro diffusione su larga scala.                                 


Il “bio” nei discount
I tedeschi sono veri e propri appassionati di discount per la loro natura decisamente parsimoniosa ed è proprio in questa nazione che nascono le grandi catene, che sono sempre più diffuse anche da noi. Per poter stare al passo con le richieste dei consumatori sempre a caccia di prodotti di qualità, anche i discount recentemente, hanno introdotto merce biologica accuratamente distinta in appositi reparti. In questo modo la fascia dei consumatori bio si è notevolmente allargata. Però si pone anche l’interrogativo sulla qualità di questi prodotti biologici. Infatti, se si considera che in un discount un cestino di pomodori costa circa 1,50 euro  e quello biologico sempre nello stesso supermercato ne costa circa 2, c’è da chiedersi se si tratta proprio di quei prodotti certificati. Inoltre, dal punto di vista etico, il biologico non può essere prodotto in colture di massa intensive. Dunque come è possibile produrre una così vasta quantità a prezzi talmente concorrenziali? Peraltro, come ogni tendenza, anche quella biologica rischia di essere esasperata. Per esempio nei bio supermarket, e non solo, è possibile comprare zuppe liofilizzate o pasti pronti congelati definiti biologici. Viene naturale domandarsi come prodotti ricchi di conservanti e additivi possano essere biologici e quindi sani. Del resto i tedeschi non brillano nell’arte culinaria e quindi non rinunciano ai cibi precotti e alle ‘schifezze’ neanche in onore dell’amata cucina biologica.


Anche il fast food è “bio”
E' l’ultima novità del settore, è il fast food biologico. L’idea è di due berlinesi che hanno capito come sfruttare le attrattive del cibo cosiddetto veloce ed economico abbinandolo al trend del momento. Così nella capitale tedesca è la prima catena di fast food a base di pietanze biologiche, il Gorilla Fast Food. Il cibo è sano e certificato: al posto degli hamburger, si trovano dei deliziosi sandwich con verdure e formaggi, il tutto a prezzi davvero contenuti, per attirare in questo modo più giovani.


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