acquaesapone Il notaio risponde
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

La surroga del mutuo

La garanzia più utilizzata è l’ipoteca che si estingue dopo venti anni

Lun 27 Apr 2020 | di Carlo Cervasi | Il notaio risponde

Nella scelta di un mutuo bisogna prestare particolare attenzione ad una serie di aspetti: l'importo della rata, la durata, cioè il tempo concesso per restituire il capitale ottenuto in prestito e i relativi interessi. Si deve pertanto valutare principalmente la propria capacità di adempimento, programmando sempre con prudenza i propri investimenti, in base alle proprie esigenze e alle proprie capacità economiche attuali e preventivabili per il futuro. Le variazioni nell’andamento del costo del denaro e le innovazioni nelle offerte sul mercato, tuttavia possono far sorgere, in alcuni casi, la convenienza a cambiare le condizioni dei mutui e in alcuni casi “traslocare” da una banca all’altra. Tra le operazioni principali per cambiare il proprio mutuo c’è la "surrogazione nell’ipoteca”. Il pagamento con surrogazione per volontà del debitore era già previsto nel codice civile del 1942, per il quale “Il debitore, che prende a mutuo una somma di danaro […] al fine di pagare il debito, può surrogare il mutuante nei diritti del creditore, anche senza il consenso di questo”. La norma, ben poco utilizzata fino al 2006, è stata oggetto di frequentissima applicazione da quando sono stati modificati alcuni aspetti della sua disciplina: in particolare, il mutuatario in surroga a partire del 2006 non deve pagare né spese di perizia o di istruttoria, né imposte né, infine, spese notarili: tutte queste saranno a carico della nuova banca. Il limite della portabilità consiste nella necessità che il nuovo importo finanziato coincida perfettamente con il debito residuo del vecchio mutuo che sarà interamente estinto. 

Se il mutuo originario è poi garantito da assicurazione, si potrà decidere se porre la stessa assicurazione a garanzia del nuovo debito o estinguerla (e chiedere il rimborso della quota di premio non goduta) ed eventualmente accenderne una a favore della nuova banca.

Il mutuo in surroga, dunque, è un’operazione a tutto vantaggio del mutuatario che vede migliorare le condizioni del proprio debito senza alcuna spesa. Con la surroga, infatti potranno essere variati sia la durata, tanto in aumento che in diminuzione, che il tasso di interesse ed eventualmente le altre condizioni accessorie. Le surroghe possono essere fatte a piacimento, ovviamente a condizione di trovare una banca che conceda un nuovo mutuo: non vi sono infatti né limiti al numero di surroghe che possono essere stipulate né un tempo minimo che deve intercorrere tra una surroga e l’altra. Ovviamente, in alternativa al mutuo in surroga è ben possibile chiedere di rinegoziare le condizioni contrattuali con la propria banca.                                                              

Condividi su: