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Che esempio per i nostri figli

Un periodo che i ragazzi non dimenticheranno, tra disguidi e lezioni di vita

Lun 27 Apr 2020 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli
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Il mondo dopo sarà diverso? Chi ha la risposta me la mandi pure per mail. Io non lo so. Però il tempo passato in cattività con due figli adolescenti e un marito iper attivo costretto al divano mi ha sicuramente costretto a cambiare prospettiva su tante cose. Guardando dalla finestra reale e quella della tv, a me è parso di vedere un'Italia impacciata e degli italiani straordinari. è incredibile come siamo stati inondati da indicazioni contrastanti e confuse, eppure siamo riusciti lo stesso a focalizzarci quasi tutti sull'obiettivo di spezzare la nostra vita sociale e chiuderci in casa per raggiungere un obiettivo.

Che esempio incredibile per i nostri figli. Li credevamo intenti a crescere placidi in vista della difficile sfida del lavoro e invece si sono trovati nel mezzo di questa guerra aerea. Ci lamentavamo che stessero troppe ore attaccati alle loro estensioni digitali e abbiamo continuano a lamentarci, ma abbiamo anche scoperto quanto è fondamentale saperle usare per affrontare il nuovo mondo. Offrivamo loro in tv come eroi opinionisti sgangherati e masterchef e si sono trovati ad ammirare gli eroi in camice bianco, diventati anche i nuovi ospiti fissi dei talk show.

E che dire degli insegnanti? Abbiamo scoperto, o meglio avuto la conferma, che sono l'unico vero valore aggiunto della scuola. Dell'edificio, dei banchi, delle lavagne elettroniche, dei laboratori, della palestra: di tutto si può fare a meno. Ma i bravi professori non si sostituiscono. Per i miei figli la differenza l'hanno fatta solo le qualità dei loro insegnanti. Uno, il più piccolo, si è ritrovato completamente abbandonato per quasi un mese. Un suo professore ha osato mandare una videolezione e i colleghi lo hanno azzannato: come ti permetti di prendere l'iniziativa? E così, in attesa di iniziative dall'alto, per settimane uno dei miei figli è rimasto abbandonato a se stesso. L'altro, grazie a insegnanti bravi e organizzati, in pochi giorni ha ripreso un'attività scolastica certamente limitata dalla mancanza di una vera socialità, ma comunque meglio del silenzio totale. Delle istituzioni non parliamone proprio: certo, i ragazzi avevano intuito che non sarebbe stato un anno normale. Ma era proprio necessario demotivarli confermando già ad aprile che sarebbero stati tutti promossi?
E che esempio meraviglioso tutti quelli che ci hanno dato una mano ad andare avanti sfidando la paura? Chi ha offerto servizi digitali gratuiti, chi ha continuato instancabilmente a consegnare merci a domicilio, chi ha lavorato nei supermercati costretto a portare una mascherina e i guanti per ore, chi ha organizzato canti giochi collettivi alla finestra, chi aperitivi virtuali, chi ha dato una mano in qualunque modo.  Chi ha pianto i propri cari in silenzio, rimandando le polemiche per l'abbandono e gli errori. Chi ha cominciato a leggere e informarsi per capire la pioggia di numeri, percentuali e parole che ci è piovuta addosso: il picco, il plateau, i tamponi, il rapporto infetti/terapie intensive, guariti/deceduti, le mascherine con le loro sigle. Chi ha inventato la spesa sospesa per dar da mangiare a chi non poteva. I volontari che hanno portato farmaci e cibo agli anziani. Gli artisti e gli intellettuali che dalle loro case hanno parlato per noi, suonato e cantato per noi, scritto, dipinto e recitato. Gli psicologi e i filosofi che hanno messo a disposizione un numero di telefono per chi aveva bisogno di parlare. Chi semplicemente è stato in casa il più possibile e ha fatto di tutto per non rischiare e non far rischiare gli altri. Il mondo forse sarà uguale a prima. Ma i miei figli sapranno che in giro in questo mondo ci sono tutti gli eroi della quarantena a cui ispirarsi.

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