acquaesapone Bambini
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

Abbiamo evitato l'aborto, anche se con pochi soldi

Lui era spaventato, ma quando ci hanno mostrato il Progetto Gemma e non ci hanno lasciati soli, è cambiato

Mar 26 Mag 2020 | di a cura di Patrizia Lupo | Bambini

Due lineette rosse mi dicevano che stavo aspettando un figlio. Avevo tanto desiderato questo momento da non pensare nemmeno che non avevamo abbastanza soldi per mantenerlo. Jacob era nervoso, perché non aveva ancora un lavoro sicuro. Il proprietario della piccola impresa dove lavorava gli dava pochi soldi a settimana, gli prometteva un contratto che però non arrivava mai. Quanto avevamo ci bastava per pagare l’affitto (la nostra preoccupazione principale) e le spese necessarie per noi. Io stavo aspettando ancora il mio permesso di soggiorno e non potevo lavorare. Jacob, tornando a casa una sera, mi disse che non voleva questo figlio: non era il momento, dovevo abortire. Piangevo a sentire quelle parole, non volevo rinunciare ad avere un bambino mio, da amare e da tenere tra le braccia. Era un colpo al cuore. Sentivo la mancanza della mia famiglia e ne volevo una mia, avevo già 28 anni, quando avrei avuto un figlio? Abortire mi faceva paura e se poi non avessi potuto più avere figli, come sarebbe stata la mia vita? Jacob non capiva e quando dicevo che non volevo abortire mi urlava tutta la sua rabbia per farmi “capire”, per convincermi, ma non ci riusciva. Siamo andati avanti così per giorni, divisi. Si doveva trovare una soluzione e forse per riuscire a convincermi Jacob è voluto andare a parlare con una sua zia. Grande è stata la mia sorpresa quando ci ha detto che dovevamo tenere il bambino e che conosceva un’associazione che poteva aiutarci, il Segretariato Sociale per la Vita. Sapeva di tante donne che lì avevano trovato aiuto per far nascere i loro bambini. Jacob si convinse a fare un tentativo e dopo pochi giorni eravamo già da loro. Speravo tanto che aiutassero anche noi. Sui muri della stanza foto di bambini. Una attirava la mia attenzione. Ho domandato cos’era e la dottoressa me l’ha mostrata: era di un bambino a poche settimane di vita dal suo concepimento. Jacob ha spalancato gli occhi: «Dio mio, ma è un bambino!». E guardava meravigliato, contento, emozionato. Tutto sembrava improvvisamente cambiato e lui pareva un altro. Siamo andati via contenti perché non ci avrebbero lasciati soli. Così abbiamo potuto affrontare la gravidanza più serenamente, potevamo contare sull’aiuto economico del Progetto Gemma e fare visite mediche ed ecografie senza affrontare spese. Un po' alla volta abbiamo acquistato fiducia e all’arrivo di Joy avevamo tutto ciò che le serviva: non ci è mancato nulla.                                             
————

Per un aiuto sano
Segretariato Sociale per la Vita Onlus
Tel/fax 06.37.51.75.01 – 06.80.85.155

Condividi su: