acquaesapone Mondo
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

Dalmazia: ricominciamo dal mare

Coste frastagliate, isole, storia, cultura e una cucina di qualitŕ. A pochi chilometri dall’Italia una terra tutta da scoprire ed assaporare

Mar 26 Mag 2020 | di Testo e foto di Massimiliano Rella | Mondo
Foto di 21

Tra le acque cristalline e le imponenti montagne balcaniche, con le sue coste frastagliate, le centinaia d’isole, isolette e scogli e le cittadine dallo stile veneziano, la Dalmazia è da anni una meta classica dell’estate. Vicina per storia e geografia, sull’altra sponda dell’Adriatico, in Croazia, terra di ottimi cibi e vini.  
La città più cara agli italiani è l’antica Zara (Zadar in croato), città simbolo dell’esodo giuliano-dalmata dopo la seconda guerra mondiale, che portò oltre 300mila italiani ad abbandonare le loro terre per sfuggire alle foibe e alle persecuzioni dei comunisti dell’ex Jugoslavia di Tito. 
Zara fu fondata nell’VIII secolo a.C. da popolazioni Illiriche e assoggettata alla Repubblica di Venezia dal XIII secolo al 1797, quando il trattato di Campoformio segnò la caduta della Serenissima. Il suo centro storico è un concentrato d’architetture di epoche e stili diversi: i resti della cinta muraria e le torri medievali, come quella del Capitano (XIII sec); la chiesa di S. Donato del IX secolo, di forma tondeggiante, in stile preromanico. E ancora: la monumentale cattedrale di S. Anastasia (IX sec.), pregevole esempio di romanico italiano, in pietra d'Istria; la chiesa di S. Domenico consacrata nel 1280, accanto al monastero domenicano. 
Tra i palazzi in stile veneziano, gotico e rinascimentale del centro non mancano però le costruzioni austro-ungariche, quelle razionaliste del fascismo e gli edifici bassi e simmetrici d’epoca socialista. Per fare una passeggiata la Calle Larga (ulica Jurja Biankinija), pavimentata con lucidi blocchi di marmo, è la strada più commerciale di Zara. Invece, lungo il canale della riva Zaratina si snoda una passeggiata panoramica di 800 metri con una sorpresa a fine percorso, le due opere contemporanee dell’architetto Nikola Bašić. Sono “L’Organo marino” (2005), formato da 35 canne di varia inclinazione, forma e lunghezza, nascoste sotto i gradoni a contatto con l’acqua del mare, che producono suoni sempre diversi per effetto del modo ondoso. Praticamente le canne sono “suonate” dal mare e dalle sue onde… L’altra opera è “Il saluto al sole” (2007) e consiste in una pavimentazione circolare di 22 metri di diametro, composta di 300 pannelli a strati multipli di vetro e moduli solari fotovoltaici. 

ITINERARIO DEI SAPORI
Il prodotto più tipico di Zara è il Maraschino, un liquore ottenuto da una varietà di amarena dalmata protetta dal marchio nazionale Izvorno Hrvatsko. Lo possiamo assaggiare nel negozio dell’azienda Maraska, nella città vecchia. Ma in zona si producono anche ottimi vini da vitigni autoctoni, come i bianchi debit, pošip e maraština, e rossi come la plavina. Per una degustazione in cantina potete approfittare dell’ospitalità di Vinarija Degarra, con bella sala e bistrot.

Sulla strada per Sebenico
Ci spostiamo a Sebenico (Šibenik), graziosa cittadina tra il fiume Krka e l'arcipelago delle Kornati. La parte antica, costruita a partire dal IX secolo, è un dedalo di stradine, ripide scalinate e piazze, con fortificazioni e chiese. La principale è la Cattedrale di S. Giacomo (1431-1536) in stile gotico rinascimentale e monumento Unesco. Sebenico conserva anche quattro storiche fortezze: quella di S. Michele, aperta al pubblico, in estate ospita spettacoli e concerti. Anche qui, nei dintorni della cittadina, non mancano le cantine per le degustazioni, come Vinarija Baraka.
A una ventina di km dal centro visitiamo invece il Parco Nazionale Krka, sulle rive del fiume omonimo, che nasce sotto la montagna Dinara e sfocia nel canale di S. Antonio con una serie di cascate, sette in tutto, l’ultima delle quali – Skradinski buk – è la più spettacolare e immensa (lunga 800 mt, larga da 200 a 400 mt). 
L’acqua scroscia su 17 scalini di travertino, il punto più alto a 47 metri. Sotto la cascata si forma inoltre una “piscina” naturale, dove è possibile fare il bagno senza spingersi oltre i limiti di una boa di separazione. In alternativa dalle cascate si può seguire un percorso nel bosco tra rivoli e cascatelle di 2 km su una passerella di legno. 

Dubrovnik, l’antica Ragusa
Circa a 280 km a sud, verso il confine con il Montenegro, l’antica repubblica marinara di Ragusa è un’imperdibile cittadina patrimonio Unesco ricca di monumenti di pregio - chiese gotiche, rinascimentali e barocche, monasteri, palazzi e fontane – conservati e in parte ricostruiti dopo le distruzioni causate dal terremoto del 1667 e dai bombardamenti serbi e montenegrini durante la guerra dei Balcani, che tra il ’91 e il ’92 portarono alla dissoluzione della ex Jugoslavia. Tra i più importanti monumenti religiosi troviamo il convento francescano del XIV secolo e, a due passi, la rinascimentale chiesa di S. Salvatore, fatta costruire nel 1520 in segno di ringraziamento a seguito di un terremoto che risparmiò la città. E la chiesa non fu danneggiata dal sisma successivo del 1667, che devastò invece una parte considerevole di Ragusa. Tra le architetture civili il Palazzo Di Sponza, in stile veneziano, ex sede doganale e della zecca della repubblica è oggi adibito ad archivio; mentre il Palazzo del Rettore ospita un museo storico-culturale. 
Il centro storico di Dubrovnik è circondato da una cinta muraria medievale ininterrotta, lunga circa 2 km, con camminamenti che offrono una veduta panoramica sul cuore della cittadina, un tempo difesa dalle fortezze principali di Minceta, Revelin e Imperiale. Invece la strada centrale, detta lo Stradùm, taglia in due il centro, collegando Porta Pile con piazza della Loggia, dove svetta la settecentesca chiesa di S. Biagio, in stile barocco, dedicata al santo patrono e costruita tra il 1706 e il 1714 su progetto del veneziano Marino Groppelli al posto di una chiesa danneggiata dal sisma del 1667. Fu risparmiata, però, la statua in argento e oro di S. Biagio, del XV secolo, oggi sull'altare maggiore. 
In mare aperto
Le isole della Dalmazia sono famose per il mare e il divertimento. Quella di Lèsina, ma meglio conosciuta con il nome croato di Hvar, è la più vacanziera e internazionale di tutte, molto frequentata dai giovani sia per le spiagge che per i locali della movida sul lungomare, sulla bella piazza S. Stefano e intorno al porto. Ce ne sono per tutti i gusti: in estate si mangia, si beve, si balla a tutte le ore. Ma Hvar – raggiungibile da Dubrovnik o da Spalato (Split) – ci offre altri buoni motivi di vacanza. Ad esempio, il suo patrimonio Unesco include le processioni del Giovedì Santo nei villaggi, i pizzi realizzati a mano nel convento-museo Hanibal Lucić e la pianura agricola di Stari Grad, un paesaggio agrario formato da particelle di terreno di pari dimensioni, delimitate da muretti a secco e sentieri, secondo “l’accastamento” creato dai coloni greci nel IV secolo a.C. e rimasto tale e quale ad allora. 
Il villaggio più caratteristico dell’isola è Vrboska, detta anche la “piccola Venezia”, perché attraversata da un lungo canale con quattro ponti, che conduce a un porticciolo ellittico. Tra le antichità è notevole il monastero francescano di S. Maria delle Grazie, che custodisce una preziosa “Ultima Cena” di Matteo Ponzoni. Non mancano le taverne tradizionali e le cantine enoturistiche come Vinarija Bačić, Vina Plančić o ancora Vina Carić, fino alla più moderna e grande Bastijana, nel vicino villaggio di Jelsa, tra le più belle e buone della costa dalmata. L’isola di Pago (Pag) si trova invece a 40 minuti d’auto da Zara, collegata con la terraferma da un ponte panoramico, dal quale si scorgono i resti di un’antica torre d’avvistamento. Pago è nota per il sale, il formaggio Paški sir e il pizzo di Pag, fatto a mano. Alla sua storica risorsa economica è dedicata la Galleria del Sale (Stalna Izložba Solarstua), una mostra permanente sul processo estrattivo allestita in uno dei nove magazzini a due passi dal centro. Invece, per gustare l’ottimo formaggio locale vi suggeriamo il caseificio Paška Sirana, che produce il Paški sir con latte di pecore allevate in pascoli ricchi d’erbe aromatiche, su terreni rocciosi, esposti alla brezza marina. Un’altra tipicità sono i merletti artigianali fatti a mano dalle merlettaie locali, che tramandano l’arte di madre in figlia. 

L’ISOLA DEL VINO
Ultima tappa obbligatoria nell’isola del vino, cioè Curzola (Korcula), situata oltre la penisola di Peljesac, a sud di Spalato e a nord di Dubrovnik. Tra le notevoli architetture la più importante è la cattedrale di S. Marco, sintesi di romanico, gotico e rinascimentale nel paese che dà il nome all’isola. Al suo interno custodisce una pregiata tela del Tintoretto raffigurante S. Marco, S. Girolamo e S. Bartolomeo. Anche l’offerta enogastronomica vi conquisterà, a cominciare dagli ottimi vini bianchi ottenuti in prevalenza dai vitigni autoctoni pošip e grk, che potete gustare in tante cantine come Vinnarija Toreta, su una terrazza affacciata sul villaggio di Smokvica, nell’azienda vitivinicola con ristorante agrituristico Zure, nella sottozona vinicola di Lumbarda, la più importante di Korčula, o nella cantina Blato 1902 nel villaggio omonimo di Blato.                                                             
 

Condividi su:
Galleria Immagini