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Il pasticcere dal cuore d’oro che aiuta i bisognosi

A Quartu Sant’Elena, in Sardegna, Nicola Loi regala l’invenduto ai bisognosi

Gio 28 Mag 2020 | di Nadia Afragola | Attualità
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Nicola Loi è un gesto. Nicola Loi è la sua scelta di regalare a chi non può permetterselo un dolce, un pezzo di pane, il frutto del suo lavoro. Nicola è un padre, un marito, un figlio, un pasticcere. Niente talent, riflettori e telecamere per lui. Ma una scelta precisa: aiutare chi è in difficoltà. Lo trovate a Quartu Sant’Elena, in Sardegna, insieme alle buste piene di ogni ben di Dio che ogni sera lascia appese fuori dal suo locale. Ha 36 anni Nicola, è nato a Cagliari e ama il suo lavoro, che svolge da 18 anni: «E amo ancor di più la mia terra. Sono sposato e sono papà di tre bellissimi figli. Penso proprio di non poter desiderare niente di più dalla vita».

Cosa la rende speciale? 
«Dicono i miei gesti quotidiani di solidarietà. Ho sempre aiutato tutti, con i miei mezzi e le mie possibilità. Oggi regalo l’invenduto della mia pasticceria a chi ne ha bisogno. Lo appendo fuori dal negozio, oppure contatto direttamente un’associazione con la quale collaboro. Regalare una torta, un dolce a una famiglia che non può permetterselo è qualcosa che mi riempie il cuore».

Quanto è grande il suo cuore? 
«Le persone che mi conoscono ti risponderebbero “tantissimo”. Per me invece è normale, sono gesti semplici, che dovrebbero fare tutti, perché tutti quelli che sono nel settore alimentare o che hanno un laboratorio di pasticceria, una panetteria hanno delle rimanenze a fine giornata. Che senso ha buttarle quando si possono fare felici tante persone?». 

Da cosa deriva questa sensibilità?
«Parte della mia sensibilità deriva sicuramente dalla paternità. Essere papà ti ammorbidisce, ti rende più umano e più disponibile. Nella mia vita, poi, ho vissuto dei momenti bui e quando torni alla luce hai solo voglia di condividere con gli altri la tua felicità e la fortuna che hai finalmente raggiunto».

Chi prende quello che lascia appeso fuori dalla sua pasticceria?
«Ho visto diversi tipi di persone: alcune sembrano davvero tanto bisognose, altre lo mascherano meglio. Non sta a me giudicare chi si merita di più i miei dolci, anche perché ti accorgi che alcuni cercano di nascondere la loro situazione dietro un alone di finta normalità, ed è comprensibile. Ho capito col tempo che non si può giudicare qualcuno solo da uno sguardo».

La gente si mostra o ha vergogna? 
«Ci sono persone che conosciamo anche personalmente, perché vivono la loro condizione con grande umiltà. Entrano in negozio, ci ringraziano e a volte ricambiano con gesti d’affetto che ci lasciano senza fiato. Una volta una signora ha regalato una rosa a mia moglie, che lavora con me e segue più la parte di vendita dell’attività. Ecco, risposte di questo tipo, seppur semplici, hanno per noi un valore incalcolabile. Ci sono famiglie che grazie a noi possono condividere nuovamente un momento di festa e di felicità davanti a un vassoio di pasticcini. Tutti si meritano un po’ di dolcezza e di spensieratezza». 

Come hanno reagito il suo paese e le istituzioni? 
«Quando ti esponi, il rischio è di subire delle critiche. Sembra strano, ma il paese si è diviso in due: c’è chi ci ha additato accusandoci di essere solo alla ricerca di facile pubblicità e chi invece ci sostiene. Le istituzioni fortunatamente hanno capito la bontà dei nostri gesti e si sono apertamente schierate dalla nostra parte».

Il suo gesto è stato contagioso? 
«Sì, altre attività hanno seguito il nostro esempio: una panetteria, un negozio di frutta e verdura e alcune pizzerie di paesi limitrofi. È questo il senso di condivisione con cui vorremmo contagiare tutti; anche perché, in caso contrario, un singolo gesto, anche se grande, rischia di rimanere un caso isolato».                            


 

CHI È LO CHEF?

Nicola Loi è il pasticcere dal cuore d'oro che, ogni sera, prima di chiudere la sua pasticcera, il suo bar, il suo laboratorio, dona i prodotti invenduti a chi ne ha bisogno. 

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