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ora di pedalare (assistiti)

Un modo salutare per muoversi al tempo del distanziamento

Gio 28 Mag 2020 | di Giuseppe Marino | Tecnologia

Molti medici sono stati eroici. Ma dalla tecnologia e la ricerca medica ci aspettavamo di più. Per gran parte della lunga quarantena non sono arrivate risposte univoche. E non c'è nulla di strano: il virus si è dimostrato un nemico insidioso e, ancora una volta, abbiamo capito che la tecnologia è soprattutto un aiuto nella risoluzione dei problemi, non è né la causa né la soluzione delle nostre sventure.

Alla tecnologia si chiede ora di risolvere un altro problema che ci affligge: non sappiamo se il distanziamento sociale sarà una necessità sporadica, temporanea o a lungo termine. Ma in ogni caso uno dei problemi cruciali è la mobilità. Come ci può aiutare la tecnologia? La prima risposta si è indirizzata verso i nuovi veicoli elettrici individuali che già stavano prendendo piede: i monopattini, di cui abbiamo parlato in precedenti puntate di questa rubrica e, ancor di più, le bici elettriche.

Al momento in cui scriviamo non è ancora certo, ma si prevede un bonus di 500 euro per l'acquisto di questo tipo di veicoli, il che rappresenterebbe un'ottima occasione per dotarsi un veicolo in grado di aggirare tanti problemi creati dal virus, dalla scarsità di mezzi di trasporto pubblico in alcune città e dal traffico.

SAPERE... PER SCEGLIERE
La batteria: è molto importante sapere quanto dura la carica (ed è un valore espresso in Ampere/ora, in sigla Ah) e quanto ci impiega a ricaricarsi. In Italia sono ammesse solo bici a pedalata assistita: non hanno un acceleratore, il motore si attiva solo se si pedala e diventa fondamentale soprattutto in salita. Motore e batteria appesantiscono il veicolo, per cui se l'autonomia è troppo limitata, si rischia di restare appiedati con un veicolo che pesa ben di più di una bici, per cui lo sforzo di pedalare diventa notevole.
La velocità invece non è un dato rilevante: per legge è limitata a 25 km l'ora al massimo. Importante anche vedere la posizione del motore e della batteria, più sono vicini al baricento della bici, cioè, approssimativamente, al punto in cui sono agganciati i pedali, più sarà stabile. è fondamentale anche che la batteria si possa sganciare e portare via. è una delle parti più costose della bici e bisogna proteggerla da malintenzionati.

I MODELLI
Molto gettonata è la Ncm Milano, che ha una vecchia versione a circa 1.200 euro e una nuova, con batteria ancora più potente, a 1.600. Con 16 Ah, la batteria del modello plus va di sicuro oltre i 100 km di autonomia e si può permettere anche una presa usb per ricaricare il telefonino in caso di necessità. Ma i prezzi sono nella fascia medio alta e il peso pure: 25 kg.
Il marchio spagnolo Moma Bikes sforna invece una bici pieghevole che pesa solo 18 kg. L'autonomia scende di molto, circa 30-35 km. Ma il prezzo è decisamente interessante, intorno ai 700 euro, e il fatto che sia pieghevole può fare la differenza, perché una volta chiusa può salire le scale o seguirvi sui mezzi pubblici con facilità. Infine un marchio italiano, la Nilox, proponela E Bike X5 che ha un'autonomia intorno ai 55 chilometri, costa meno di 700 euro, pesa 23 kg ed è particolarmente valida dal punto di vista estetico: ricorda una normalissima city bike. La bici in ogni caso va provata, tenendo conto anche dell'altezza: molte hanno ruote da 26” poco adatte a chi supera il metro e 75 di altezza. Meglio fare una prova.  

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