acquaesapone Italia Solidale
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

La mia quarantena di ‘vicinanza’

Mamma e missionaria, così supero l’epidemia: relazioni di vita con l’India e gli italiani

Gio 02 Lug 2020 | Italia Solidale

L’attuale epidemia porterebbe ognuno di noi a chiudersi, a ripiegarsi sulle proprie paure. Il SARS-CoV-2  non ci permette neanche di stare vicini… ma forse ci chiama ad essere vicini davvero, oltre ogni formalismo o superficialità! L’ho sperimentato durante la quarantena. Mi chiamo Alessia ho 37 anni, e sono una mamma missionaria, ho 3 figli. Con mio marito Luca, siamo volontari di “Mondo Solidale - Italia Solidale”. Dal 2006 partecipiamo allo “sviluppo di vita e missione” di più di 1.200 famiglie dello stato indiano dell’Andhra Pradesh e di tante altre famiglie in Italia. Nel 2006 avevo 22 anni ed ero molto malata: attacchi di panico ogni giorno, ansie e fobie, problemi gastrointestinali e stavo entrando in una forte depressione. L’incontro con Padre Angelo mi ha cambiato la vita, mi ha dato la luce sul mio inconscio, sui condizionamenti negativi ricevuti fin dal grembo materno. Ho trovato la guarigione spirituale e fisica e anche la mia vocazione missionaria. Oggi, grazie ai “gemellaggi mondiali”, metto in contatto le famiglie indiane attraverso le videochiamate con gli italiani che non vogliono cedere a paura, chiusura e depressione che questo virus vorrebbe installare in loro. Così s’incontrano con i bambini e le famiglie da loro adottati a distanza e si scambiano esperienze profondissime. Gli indiani testimoniano come superano le difficoltà grazie alle loro comunità; come sopravvivono mettendo in comune i beni realizzati con le piccole attività produttive realizzate grazie a “Mondo solidale - Italia solidale”. Le famiglie “gemellate” si aiutano molto e spesso hanno storie simili, come Anuchandana ed Emanuela, due donne lontane fisicamente, ma accomunate dall’esperienza di una grave malattia. Entrambe, grazie ai libri di Padre Angelo, sono entrate nel proprio inconscio, hanno colto la dignità della loro persona, hanno recuperato la capacità di amare e stanno guarendo. Queste sono state le mie giornate nella quarantena, mettendo al centro la relazione d’amore che, attraverso il “gemellaggio mondiale”, cura e sana tante solitudini. 
Anche i miei 3 figli partecipano. Il primogenito di 8 anni, Gioele, ha deciso di adottare a distanza lui, da solo, un bambino indiano, per essere “missionario”. In questa comunione mondiale, tutto andrà bene!

Condividi su: