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Raffica di aumenti post Covid

Il Centro consumatori ha stimato un aumento di spesa a famiglia di 490 euro

Gio 02 Lug 2020 | di Armando Marino | Soldi

In attesa di capire se il Covid sarà un tragico incidente nelle nostre vite o una realtà con cui fare i conti periodicamente, si possono cominciare i conti degli aumenti dei prezzi legati agli strascichi dell’emergenza.

Il Centro consumatori ha stimato una raffica di aumenti dei prezzi di alcune categorie commerciali, che, in media, porterebbero a un aumento di spesa di 490 euro a famiglia così suddivise:

• Agro-alimentari: + 140 euro annui;
• Prodotti per la casa e sanificazione: + 110 euro annui;
• Bar, ristoranti: +  90 euro annui;
• Centri estetici e parrucchieri: + 105 euro annui;
• Servizi balneari: +   45 euro annui.
Meno pesanti del previsto, al momento, gli effetti sui prezzi di sdraio e ombrelloni, mentre nei ristoranti i rincari si sono riversati soprattutto su voci accessorie come pane e coperto. Non c’è dubbio che la riapertura dopo il Coronavirus abbia imposto spese aumentate per molte categorie produttive, dalla sanificazione, alla necessità di diminuire il numero di clienti per rispettare il distanziamento, alle spese per i trasporti che non sono rientrate subito nella normalità.
Lo spazio per risparmiare si potrebbe aprire su un altro fronte, quello dei mutui bancari. Proprio lo choc subito dall’economia sta infatti facendo nuovamente crollare le compravendite immobiliari e spingendo le banche a nuovi ribassi dei tassi di interesse sui mutui. Per chi ha un mutuo a tasso variabile potrebbe essere il momento ideale per ricontrattare o surrogare. Al momento in cui scriviamo i tassi sono tali che in teoria si potrebbe riuscire ad avere un tasso fisso tra lo 0,7 e l’1%. Si tratta di una possibilità teorica, perché bisogna trovare la banca disponibile ad accendere un mutuo in questo periodo e come si è visto, gli istituti di credito hanno il freno a mano talmente tirato che nemmeno la pasticciata garanzia dello Stato per i prestiti è riusciti a convincere le banche a essere più generose. Le chance aumentano se la quota di mutuo che resta da pagare è inferiore al 70% del valore dell’immobile senza essere però troppo vicini alla fine delle rate. La banca potrebbe non essere interessata a cifre troppo modeste. Attenzione anche ad eventuali costi accessori che vengano caricati, come l’obbligo di accendere un conto bancario con la nuova banca a condizioni penalizzanti.

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