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Il libro è come un dono da scartare

Nel nuovo romanzo “Semplicemente amami” Moccia racconta un amore maturo e doloroso. Mentre su Netflix è arrivata “Summertime” la serie ispirata a “Tre metri sopra il cielo”

Gio 02 Lug 2020 | di Laura Alteri | Interviste Esclusive
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Ventotto anni fa ha scritto una storia d’amore che ha attraversato generazioni, venduto quasi due milioni di copie ed emozionato i giovanissimi di tutto il mondo. Dopo  il travolgente successo di “Tre Metri sopra il cielo”, Federico Moccia ha continuato a raccontare nei suoi libri un’età, quella acerba della giovinezza, spensierata, effimera eppure profonda e intensa. Oggi lo scrittore di romanzi da record è in libreria con una nuova storia, “Semplicemente amami” (Editrice Nord): protagonista è l’amore sì, ma questa volta quello consumato, doloroso, nascosto, traditore degli adulti.

«Questa volta ho voluto raccontare i sensi di colpa che proviamo nella vita e nei sentimenti. Così succede ai due protagonisti, Sofia e Tancredi, che vivono costantemente nella colpa: l’una per aver causato l’incidente in moto del marito, l’altro per non essere riuscito a salvare la sorella. Mi piaceva l’idea di far incontrare questi due cuori, che vogliono perdonarsi e vivere. Ho raccontato delle penombre dell’animo umano e di come sia difficile ammettere di aver sbagliato e di essere fragili».

Molti anni dopo il film, “Tre metri sopra il cielo” ha ispirato la serie tv Netflix “Summertime”. Che differenza c’è tra i giovani di allora e di oggi?
«Il fatto curioso è che in Italia la serie tv si chiama “Summertime”, mentre all’estero si chiama proprio “Tre metri sopra il cielo”. Ho riconosciuto l’atmosfera del mio libro, la goliardia e la spensieratezza tra Summer e Ale, i due protagonisti, ricorda molto quella tra Step e Babi. Per la sceneggiatura ho dato solo qualche indicazione sullo spirito da seguire. Ne è venuta fuori una storia di forte impatto narrativo. Adesso tra i giovani è tutto più veloce, le cose sono cambiate nei social e nel sociale. In “Tre metri sopra il cielo” raccontavo la mia giovinezza, una realtà senza cellulari, fatta di amori estivi fuggevoli. Adesso i ragazzi hanno un altro passo, ma la stessa voglia di sorridere».

La quarantena ha cambiato qualcosa nella tua vita?
«In quei giorni ho sofferto molto pensando al dolore di chi aveva perso i propri cari e ho apprezzato il lavoro di medici e infermieri. La pausa forzata mi ha permesso di passare più tempo con i miei figli, ho capito di poter fare alcune cose più lentamente per vivermi la quotidianità con loro. Ho avuto anche tempo per un nuovo progetto inedito: ho disegnato un libro per giovanissimi!». 

Nei libri citi spesso film. Quanto il tuo lavoro di sceneggiatore si intreccia con quello di scrittore?
«Sono vasi comunicanti. Scrivo in modo diretto, per farti entrare nella scena come fossi in un film. Penso che la semplicità è la chiave per comunicare anche i messaggi più complessi e far emozionare. Poi per me il libro è un pacchetto, un dono nel quale trovare citazioni di film e canzoni, luoghi da scoprire, informazioni da assorbire».

Cosa ti ha donato negli anni “Tre metri sopra il cielo”?
«Il libro ha avuto un enorme successo è vero, ma ci sono voluti 12 anni perché me lo pubblicassero. Allora avevo 38 anni, già lavorato per cinema e tv, e ho saputo tenere i piedi piantati a terra. Sicuramente “Tre metri sopra il cielo” mi ha regalato un sogno: mi ha permesso di girare il mondo e di sentirmi amato ovunque andassi. Ma il successo da solo non ti fa crescere. Abbiamo bisogno di fare sempre qualcosa che ci migliori e ci stimoli. È giusto esser grati di ciò che si ha, ma c’è sempre altro da scoprire e non bisogna mai smettere di cercare in noi nuove passioni». 

 



Semplicemente amami

Federico Moccia, dopo aver scritto i testi di molte trasmissioni, come “Scommettiamo che...?”, “I cervelloni”, “Ciao Darwin”, “Chi ha incastrato Peter Pan?”, “Domenica in” e “Il treno dei desideri”, nel 1992 scrive il romanzo “Tre metri sopra il cielo”: lo pubblica prima con Il Ventaglio, poi, nel 2004, con Feltrinelli. Il libro diventa un film con Riccardo Scamarcio e Katy Saunders. Oggi anche serie tv su Netflix. A giugno ha pubblicato “Semplicemente amami” (Editrice Nord).

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