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Bambini, inconscio, censura

Cosa si può dire e cosa è sconveniente in questa società che ha perso la luce dei bambini

Gio 02 Lug 2020 | di di Alberico Cecchini alberico@ioacquaesapone.it Tecnico del marketing - Editore della rivista Acqua&Sapone | Editoriale
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Poche sera fa ho notato la piccola delle mie figlie che se ne stava da sola un po' triste sul divano e allora mi sono avvicinato. Non ho detto nulla, le sono solo rimasto accanto. Dopo qualche minuto lei mi ha chiesto se la zia che era morta il giorno prima era quella della firma del biglietto che lei teneva appoggiato al suo gracile petto. Era un biglietto di auguri di compleanno che ogni anno l’anziana zia le inviava insieme a qualche soldino. 

Mia figlia quella zia la vedeva raramente e non se la ricordava benissimo. “Sì è proprio lei, amore di Papà, ma non ti devi preoccupare perché pregava così tanto ed era così buona che adesso, stai sicura, che starà meglio di prima”. Allora siamo rimasti in silenzio insieme e poi mi sono accorto che una lacrima le solcava tutta la guancetta. 

Il giorno dopo mi ha raccontato il suo sogno “era notte, era tutto buio ma dalla mia cameretta ho visto una luce blu che veniva dalla cucina, allora sono andata a vedere cosa era, ma non avevo paura come sempre. In cucina la statua della Madonnina si era illuminata di blu. Papà io la sera prima di dormire avevo chiesto a Gesù di darmi un segno se la zia stava bene e me l’ha dato, ora so che lei sta bene”.

Mia figlia è una bambina speciale, proprio come tutti i bambini. In questo mondo così arrabbiato, falso e superficiale le uniche persone sane sono i bambini. Per loro è naturale questa sensibilità e naturale spiritualità finché non vengono disturbati dal materialismo e dall’individualismo di questa nostra civiltà sempre più barbara, marcia, violenta.

Ho chiesto a mia figlia se secondo lei era il caso di raccontare questo fatto o no e lei mi ha detto prima di no perché aveva paura di essere presa in giro. Poi le ho spiegato che tanto gli stupidi che vogliono prendere in giro gli altri ci sono sempre, ma che non devono avere il potere di zittire nessuno, tantomeno di non far conoscere una storia così bella. Allora poi lei ha accettato in tutta serenità. Perché è una ragazza molto libera. 

No, non le facciamo nessun lavaggio del cervello, anzi eccediamo forse nel rispettare la sua libertà, quasi con il pudore di parlare di cose religiose. Cerchiamo con molta fatica e poco successo di dare il buon esempio perché le parole contano ben poco. Soprattutto abbiamo l’esperienza che sono i bambini che insegnano a noi adulti cosa è la vita e cosa è davvero importante. 

Devo dire che anche io ho avuto più di qualche dubbio se raccontare questa cosa o meno, ma poi mi sono detto, ma che mondo è mai questo in cui tutti parlano e dicono ogni sorta di schifezza e poi un fatto così bello invece non si può raccontare perché altrimenti chissà cosa pensano o dicono gli altri. 

Chi se ne frega di chi non coglie la profonda delicatezza di questa esperienza. In cui credo, per inciso, che non ci sia proprio nulla di paranormale o di sensazionalistico. Nella storia popolare, nelle radici di tante famiglie, nell'inconscio collettivo c'è sempre stata una forte e semplice spiritualità con un forte legame con l'aldilà, spesso proprio attraverso il sogno. Proprio l'inconscio è ciò che ci lega all'infinito, all'universo, all'eterno, ad energie che la mente cosciente ha difficoltà ha spiegare, come nei sogni premonitori, tanto diffusi quanto scientificamente inspiegabili.

Piuttosto ci dice molto dell’intimità sacra dei bambini, di tutti i bambini, di quando eravamo noi bambini e avevamo tanto amore nel cuore. Cercavamo solo quello in fondo, solo quello ci dava pace e sicurezza. Lo cercavamo perché quella era la nostra natura, tutto il resto ci confondeva, quando non ci offendeva. Poi cosa è successo? Abbiamo smesso di cercarlo?

Vedo questi giovani meravigliosi, ognuno unico e irripetibile che invece di essere se stessi tendono ad imitare modelli che dire negativi e davvero poco. Così inconsapevoli del loro immenso valore, si buttano via troppo facilmente per farsi accettare. Non sono sostenuti come meriterebbero nell’esperienza delle proprie energie personali, della potenza della loro vera natura, della loro fresca giovinezza. 

Li vedo talvolta spavaldi per sentirsi vivi, ma sono davvero accolti nella loro fragilità interiore, nella loro intima ricerca di rispetto e delicatezza? Che relazioni trovano intorno di accoglienza e rispetto oppure di giudizio, di superficialità e di rifiuto?

Guai figlie mie e giovani tutti, guai a perdere la propria persona, la propria luce, la propria anima per farsi accettare da una società brutta, vecchia e depravata che non merita un centesimo della vostra bellezza interiore. Guai a pensare che la realtà sia quella della Tv, dei social, dei gruppetti di amicizie in cui spesso spadroneggiano i più superficiali e i più disturbati.                   

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