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Fragole & chimica

La fragola vanta il primato di essere tra i frutti più contaminati da pesticidi

Gio 02 Lug 2020 | di Enrico Cinotti | Ambiente
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Buona e maledetta. La fragola è uno dei frutti più amati dai consumatori, ma vanta anche il triste primato di essere quello più contaminato da pesticidi: dagli Stati Uniti all’Europa risulta sempre in testa alle classifiche dei prodotti ortofrutticoli più trattati chimicamente. Non solo: secondo il rapporto Stop Pesticidi 2019 di Legambiente, è il frutto con il numero più alto di residui (fino a 9 principi attivi contemporaneamente) in Italia e tra quelli che fanno registrare più sforamenti rispetto ai limiti di legge sulle concentrazioni di fitofarmaci. 
Criticità confermate dai risultati delle analisi del Salvagente su 20 campioni di fragole: in due casi abbiamo riscontrato la presenza di un insetticida, il flonicamid, non autorizzato per questa coltura - rilevato sulle fragole La Favetta e su quelle di Giaccio Frutta - e il superamento del limite di legge per l’impiego dello spinosad sempre per La Favetta. E diverse sono state le presenze sgradite, seppur ammesse dalla normativa: in due occasioni - Aop Luce Fortuna e Candonga - abbiamo accertato la presenza di ethirimol, ma non in quanto principio attivo - messo al bando in Europa -, ma come metabolita di una molecola consentita dalla legge, il bupirimate. E poi, seppur in tracce, abbiamo trovato l’imidacloprid, un insetticida neonicotinoide, responsabile della morte delle api, messo al bando nel 2018 nella Ue nelle colture in campo, ma ancora autorizzato, fino al 2022, per le coltivazioni in serra.
Non da ultimo, un multiresiduo molto accentuato riscontrato su una serie di prodotti testati: in 6 campioni registriamo la presenza contemporanea da 6 fino a 9 molecole diverse, segno che la fragola resta una coltura, prevalentemente di serra, sottoposta a molti trattamenti. 
Il motivo? Prettamente economico: la fragola garantisce un buon margine economico per chi la coltiva e questo spinge la produzione al limi
te del possibile, attraverso l’impiego, spesso anche forzato, di fertilizzanti, fitofarmaci e acqua. Il miglioramento genetico degli ultimi anni poi ha consentito di avere varietà tali da poter allungare la stagione di raccolta per quasi tutto l’arco dell’anno. E le conseguenze di questa coltivazione intensiva le ritroviamo sul prodotto finale: oltre ai pesticidi, la presenza, seppur in tracce, di arsenico, cadmio e piombo sulla stragrande maggioranza dei prodotti testati, mette nel mirino i concimi e l’acqua utilizzata. L’eccesso d’acqua poi influisce sulla qualità del frutto stesso. Se da un lato è vero che la fragola è costituita in massima parte di acqua, l’irrigazione eccessiva, come ci spiega il professor Giuseppe Martelli, del Dipartimento di Scienze dell’Università della Basilicata, produce meno resistenza ai patogeni - e quindi impone l’impiego maggiore di insetticidi - e una minore shelf life, ovvero una durata commerciale ridotta rispetto a frutti meno “innaffiati”.

 


VERO O FALSO?

La fragola non è un frutto 
Vero La fragola è un falso frutto, perché ciò che mangiamo in realtà è l’infiorescenza ingrossata, mentre i punti neri (acheni) che la “rivestono” sono i veri frutti e non sono come si crede i semi della fragola.

La fragola non è amica della dieta 
Falso È un alimento considerato povero in calorie, apporta solo 27 kcal per 100 grammi di parte edibile. La fragola contiene anche buone quantità di vitamine, specie la C, di acido folico, di sali minerali come potassio (di cui è particolarmente ricca), ferro, magnesio, fosforo, calcio, fornendo un supporto a chi soffre di reumatismi e malattie da raffreddamento.

Sono leggere e posso mangiarne a volontà
Vero/Falso Sono certamente ipocaloriche, ma se condite con zucchero e/o panna montata diventano nemiche della dieta.

È un frutto che contiene zuccheri buoni
Vero Fra i vari zuccheri contenuti nella fragola (circa 5 grammi per 100 grammi di prodotto), trova spazio lo xilitolo, ragion per cui questo frutto naturalmente protegge e sbianca in modo naturale i denti.

Con la fragola faccio un carico di vitamina C, anche più dell’arancia…
Vero/Falso La fragola apporta molta vitamina C circa 60 mg per etto, ma è un 10-12% in meno dell’arancia e un terzo in meno del kiwi che arriva a 93 mg per etto.

Lavandola troppo perde benefici?
Vero Sono frutti delicati, vanno consumati velocemente dopo la raccolta e se sono trascurate sovramaturano e “ammollandosi” troppo c’è il rischio di perdere succo e vitamine.

I bambini è meglio che non ne mangino: è vero?
Vero/Falso Pur non essendo un frutto allergizzante si preferisce aspettare
l’anno di vita per dare tempo di consolidare il sistema immunitario. 
Bisogna anche tenere conto dei trattamenti che subiscono in campo ed è meglio attendere, perché i bambini non ricevano troppe molecole di sintesi.

La fragola va lavata bene
Vero Le fragole non hanno buccia per cui vanno lavate prima di togliere il picciolo e si può fare per ammollo in acqua e bicarbonato per una mezzora e poi vanno rilavate singolarmente con solo acqua. Vanno lavate bene, ma non vanno stressate troppo perché, non avendo buccia, hanno poche difese fisiche e perdono facilmente il valore salutistico.

Risposte a cura del professor Alberto Ritieni


 


In collaborazione
L’articolo è a cura della Redazione de “Il Salvagente”, mensile in edicola e anche on line, leader nei test di laboratorio contro le truffe ai consumatori. Info: www.ilsalvagente.it

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