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Il robot-granchio che libera il mare dalle microplastiche

“Silver 2” è l’ultima soluzione della robotica applicata all’ambiente: in futuro potrà raccogliere anche sacchetti e bottiglie

Gio 02 Lug 2020 | di Domenico Zaccaria | Ambiente
Foto di 2

Proprio come un granchio, sfrutta l’interazione con il fondale marino per muoversi. Ed è in grado, a seconda delle esigenze, di vestire i panni di un esploratore o di uno spazzino. Si chiama “Silver 2” ed è l’ultimo risultato della robotica applicata alla difesa dell’ambiente: un piccolo mezzo capace di attraversare terreni accidentati e irregolari per raggiungere ambienti vulnerabili ancora poco conosciuti, nel pieno rispetto dell’ecosistema. Con due obiettivi principali: perlustrare fondali difficili da raggiungere con le tradizionali metodologie e pulire il mare dalle microplastiche. L’invenzione è frutto del lavoro di un team di ricerca dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna, coordinato nel laboratorio di Livorno dal ricercatore Marcello Calisti. Figlio di un approccio ispirato ai processi naturali - che ha permesso di applicare al robot i principi di locomozione degli  animali bentonici come il granchio – “Silver 2” pesa venti chili e può scendere fino a duecento metri di profondità. è dotato di sei zampe articolate e molleggiate che gli permettono di saltellare sul terreno senza danneggiarlo e di aggirare gli ostacoli: in questo modo può sfiorare il fondo del mare per raccogliere sabbia o altro materiale che serve per conoscere meglio le caratteristiche dei fondali, avvicinandosi moltissimo ai suoi “bersagli”, che siano pesci o alghe, reperti archeologici o rifiuti.

DAI SOTTOMARINI ALLE GAMBE ARTIFICIALI
Il robot può essere guidato a distanza grazie a una boa superficiale che riceve i dati e li trasmette con un sistema wireless al computer dell’operatore. Ha inoltre due telecamere ad alta definizione posizionate all’altezza degli occhi e può tenere nella pancia vari strumenti che permettono di raccogliere campioni del fondale da analizzare in cerca delle microplastiche. Grazie a “Silver 2” si apre insomma una nuova strada nella salvaguardia e nella conoscenza di un delicato ecosistema. «Quando si pensa all’esplorazione del mare – spiega Calisti - vengono in mente sottomarini o veicoli simili che nuotano fino ad arrivare in prossimità degli oggetti di interesse, tipicamente sul fondale. Noi abbiamo pensato di ribaltare il concetto: andare direttamente sul fondale, con un robot con delle gambe, per interagire in maniera più delicata ed efficace». Finora grazie a questa invenzione si è riusciti a ripulire il mare dalle microplastiche: ma presto - grazie a un braccio robotico - sarà possibile raccogliere anche rifiuti di dimensioni maggiori, come i sacchetti e le bottiglie.                          

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