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Il cerotto che cura i coralli

L’Istituto Italiano di Tecnologia ha brevettato un cerotto intelligente che può riparare le ferite dei coralli colpiti da infezioni o batteri

Mer 22 Lug 2020 | di Domenico Zaccaria | Ambiente
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Dalle corsie dei nosocomi ai fondali marini: dall’Istituto Italiano di Tecnologia arriva un’invenzione che, sfruttando le tecnologie per la cura delle ferite in campo ospedaliero, permette di curare i coralli in maniera davvero innovativa. Si tratta di un cerotto intelligente, biocompatibile e biodegradabile, da applicare sulle “ferite” di queste splendide creature, fondamentali per l’ecosistema del mare e gravemente minacciate dagli effetti dei cambiamenti climatici. Il cerotto è in grado di aderire perfettamente ai coralli colpiti da infezioni batteriche, virali o fungine, e di rilasciare in modo controllato principi attivi, come antibiotici e antiossidanti; successivamente, viene applicato un secondo medicamento per sigillare la parte danneggiata dell’organismo, in modo da fermare il potenziale ingresso di ulteriori agenti patogeni. Realizzata in collaborazione con il MaRHE Center (Marine Research and High Education Center alle Maldive) dell’Università di Milano-Bicocca, questa tecnologia si è rivelata efficace sia in acquario che nell’ambiente naturale: l’effetto terapeutico del cerotto è stato testato per dieci giorni in laboratorio e, successivamente, in mare per quattro mesi.

L’IMPORTANZA DELLE SCOGLIERE CORALLINE
Le scogliere coralline rappresentano un habitat fondamentale per la salute del mare e la loro distruzione, dovuta a inquinamento, cambiamenti climatici e altre attività umane, porterebbe gravi conseguenze. Nell’ultimo mezzo secolo si è assistito a una riduzione di questo ecosistema del 50% e le malattie causate da microrganismi rappresentano una delle cause principali del declino. «Il nostro lavoro – spiega Simone Montano, ricercatore del MaRHE Center - rappresenta una novità assoluta. Ad oggi, per limitare l'impatto di queste patologie, la tecnica che viene più comunemente utilizzata è la totale o parziale rimozione della colonia, il che comporta danni ulteriori alle comunità coralline. Grazie a questo studio si potrebbero curare direttamente in loco gli esemplari malati, permettendo una conservazione più efficace di uno degli ecosistemi naturali più preziosi del nostro Pianeta». Inizialmente il cerotto verrà applicato nel campo dell’acquariologia, per poi sbarcare nei prossimi mesi sui fondali del mare; ma i ricercatori sono convinti che gli utilizzi di questa tecnologia si potrebbero allargare a tante altre specie marine soggette ai danni causati dalle attività umane.          

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