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Firenze silenziosa

Strade deserte, nessuna coda ai musei e zero traffico: la Firenze post lockdown si mostra in tutta la sua magnificenza, avvolta da un silenzio quasi magico. E non c’è momento più adatto di questo per visitarla

Mer 22 Lug 2020 | di Alessandra De Tommasi | Bella Italia
Foto di 30

Avevo già prenotato le vacanze estive all’estero, come mi capita tutti gli anni. Ma quella era la “vita precedente”, prima del Covid. Poi ho pensato di non partire affatto. Ma una vocina interiore mi ripeteva che no, non potevo lasciar vincere la paura, non potevo rintanarmi in casa per sempre sperando di cancellare la pandemia.
Mi sono informata, ho preso tutte le precauzioni del caso e ho riempito la borsa con riserve capaci di fare invidia ad una farmacia, da guanti monouso a igienizzante mani e superfici fino a mascherine sia monouso che lavabili. E sono partita, per la prima volta, con una meta che mai avrei preso in considerazione prima d’ora per i mesi caldi dell’anno, ossia la regina delle città d’arte in Italia, Firenze.
 
UNA FIRENZE NUOVA
L’ho visitata tante volte, quindi pensavo (arrogante) che non avesse poi tanto altro da dirmi. Mi sbagliavo. Anzi questo è il momento migliore in assoluto per riappropriarci delle meraviglie urbane dell’Italia e farle davvero nostre. Chi ha visitato i poli di maggior turismo del nostro Paese sa bene cosa voglia dire girare per Roma o Venezia, ad esempio, e tentare di fare una foto a Fontana di Trevi o Piazza San Marco senza una concentrazione demografica pari a quella di Tokyo ai semafori nell’ora di punta. Riuscire anche solo a sostare davanti ad un monumento – non parliamo poi di un’opera d’arte ai Musei Vaticani o agli Uffizi – diventa un lavoro da contorsionisti del Cirque du Soleil. Puntualmente nei selfie spunta fuori qualche sconosciuto, che magari ti chiede pure d’inoltrargli lo scatto su Instagram. La visita diventa una gara a chi si sveglia prima dell’alba per guadagnarsi un centimetro di vista del panorama delle città dall’alto. Ma non stavolta. 
Mi basta scendere dal treno alla Stazione di Santa Maria Novella per essere sopraffatta da un silenzio irreale. Non si sente più quell’incomprensibile groviglio di idiomi che sgomita per trovare un’indicazione. Ci teniamo tutti a distanza, con la valigia in una mano e l’Amuchina pronta nell’altra. E in un attimo il tempo rallenta, sento il rumore dei passi sull’asfalto e quello delle rotelle sul trolley, ascolto persino il mio respiro, assieme a quello di Firenze. Ma non è più la capitale caotica della Toscana che conoscevo, dove si aveva l’impressione di essere in un Tupperware sottovuoto, assieme ad un’altra miriade di sconosciuti.
Stavolta il silenzio è talmente assordante da dare al tempo stesso un senso di pace e surrealismo. Due sentimenti, in effetti, di alienazione, ma anche presenza che ci hanno accompagnato in questi mesi a dir poco fuori dal comune.

PER LA PRIMA VOLTA A CASA
Ho tirato un sospiro di sollievo senza accorgermene. È vero, la crisi ha messo in ginocchio la nostra economia, non solo quella turistica, ma scegliere una destinazione italiana va ben oltre il senso civico e il patriottismo. Non solo non è affatto una scelta di serie B o un sacrificio, ma un autentico regalo che ci meritiamo tutti. Fino ad ora non mi ero mai sentita a casa a Firenze: c’era una gran fretta che liberassi il tavolo al bar o mi scansassi da Piazzale Michelangelo per lasciare spazio al visitatore successivo, non mi è mai venuta neppure in mente l’idea di sedermi al tavolo di un locale. A Piazza della Signoria, poi, era impensabile. Invece stavolta, invece di guardare da lontano il Ristorante Frescobaldi (mentre l’onda della folla mi trascinava via da Palazzo Vecchio) sono riuscita persino a pranzarci in tutta tranquillità e a gustare i vini delle loro rinomate cantine, mentre la luce si rifrangeva sulle pietre del campanile del Comune. 

IN GIRO IN ALLEGRIA
Complici il caldo e qualche timore residuo, ho deciso di provare per la prima volta l’esperienza di un top van, ossia di un tour con una vettura piccola e a tetto scoperto. Il tour operator Happy in Tuscany ha ridotto i sei posti previsti per rispettare il distanziamento e, con una guida specializzata, ha saputo coniugare sia la volontà di una visita panoramica che l’esigenza di sicurezza. Di solito organizzano anche tour del Chianti, della Val D’Orcia e delle zone limitrofe con picnic, giri a cavallo e degustazioni. E come non farlo? Ogni volta che visito San Casciano in Val di Pesa la prima tappa resta l’Antica Dolce Forneria, una di quelle botteghe d’una volta sul corso, a conduzione familiare, per un tripudio di sapori locali a dir poco irripetibile.
Ma come prima volta ho deciso di concentrarmi su Firenze città, per sfruttare al massimo l’opportunità di avere un patrimonio a cielo aperto tutto per me e per i pochi fortunati in giro. Dopo la visita alla Basilica di San Miniato al Monte firmata da Filippo Brunelleschi ho persino avuto il tempo di fermarmi alla farmacia monastica lì accanto, gestita dai frati dell’abbazia che non solo coltivano erbe dalle alte proprietà curative come l’altea, ma preparano persino gelati artigianali.

VOGLIA DI…
Non stupisce che ogni anno migliaia di sposi da tutto il mondo scelgano gli scenari bucolici della Toscana come cornice al loro “sì”. Verrebbe quasi voglia di sposarsi per fare un giro con il Bridal Team di Pamela Leti e la sua hair stylist e make-up artist di fiducia Giulia Di Terlizzi, per scoprire i borghi più nascosti e le ville d’arte meno conosciute. Anche in questo caso, sono per la maggior parte straniere le coppie che vogliono immortalare le nozze in queste lande incontaminate. Un po’ per campanilismo e un po’ per abitudine, ci sfugge la bellezza che ci circonda. Finora abbiamo sempre dovuto spintonare e sgomitare per ammirarla (benvenga il turismo, ci mancherebbe!), ma stavolta ci è concessa una seconda chance, quella di sceglierla per i nostri momenti speciali o anche solo per un weekend di pura evasione, senza il timore di non trovare un biglietto per una galleria d’arte o una sedia libera in un’enoteca. 
Ritrovare il David di Michelangelo e avere il tempo di ammirarlo senza essere disturbati è un po’ come poter uscire da soli a cena con il proprio migliore amico, dopo averlo sentito solo al telefono o visto spesso in compagnia del/della partner che non ci sta tanto a genio. Lo conosci da una vita, ma starci accanto così è tutta un’altra storia.                                      

 


IL RESORT URBANO SUL FIUME
Ogni mattina, a Ville sull’Arno, resort di Planetaria Hotels a 5 stelle, si sentono i canottieri che vogano sul fiume, assieme al cinguettìo degli uccellini. Sembra un dipinto bucolico d’altri tempi e invece è tutto vero. Quest’oasi cittadina in effetti è nata come dimora di campagna nell’Ottocento per poi ritornare alla vita di recente con i colori e lo stile di un tempo nell’arredamento e nei dettagli di stile. Spa, piscina riscaldata e serra incorniciano queste stanze incastonate in una bellezza immortale.

 


FEEL FLORENCE PER NUOVI ITINERARI
L’assessora della Città di Firenze Cecilia Del Re, che si occupa del turismo (tra gli altri settori), ha spiegato cosa aspetta i prossimi turisti: «Negli ultimi anni Firenze ha un po’ sofferto l’afflusso di 13-14 milioni di turisti ogni anno, soprattutto nel cuore del tempo storico, al punto che i cittadini hanno iniziato a pensare che quel patrimonio non fosse più loro da vivere, insomma si sono sentiti invasi. L’aumento negli ultimi 5 anni in particolare è stato esponenziale. Oggi, sebbene la città si trovi in difficoltà per la bassa affluenza, offre però un’atmosfera particolare di pace. Si può passeggiare su Ponte Vecchio senza ricevere gomitate. Riscopriamo all’ora il turismo di prossimità, per cogliere l’occasione di godersi Firenze in un modo irripetibile, anche se in un momento particolare. Per questo abbiamo lanciato a metà luglio la nuova app Feel Florence, che offre itinerari inediti, artistici, ma anche green, e aiuta ad identificare i luoghi più congestionati. Con questa offerta diversificata puntiamo molto sulla città, anche grazie ai grandi eventi tra cui il Gran Premio di Formula Uno al Mugello (il 13 settembre) e la sfilata di Dolce e Gabbana di giugno scorso. È anche in atto una rigenerazione urbana per gli eventi estivi, come nella Manifattura Tabacchi, un esempio d’architettura razionalista fuori dal centro storico, che si estende su 100mila metri quadrati».

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