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In bilico tra ieri e oggi

La Moldova, piccola repubblica indipendente, incuneata tra Romania e Ucraina, dal fascino retr˛

Mer 22 Lug 2020 | di Testo e foto di Massimiliano Rella | Mondo
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Facciamo subito un distinguo: la Moldavia è una regione storica della Romania, la Moldova è invece una piccola Repubblica indipendente di 3,5 milioni d’abitanti, incuneata tra la Romania a ovest e l’Ucraina sul confine orientale. 
La prima sensazione che provi arrivando nella sua capitale Chișinău è di ritrovarti in un luogo in bilico tra passato e presente, una realtà che ricorda l’Italia del secondo dopoguerra alla vigilia del boom economico. La Moldova, una delle Repubbliche nate nel ‘91 dopo il disfacimento dell’Unione Sovietica con il crollo del comunismo, non è certo tra le mete turistiche più conosciute. Anche se insolita ha molto da offrire dal punto di vista culturale e ambientale: siti archeologici e naturalistici, chiese ortodosse, cittadine con monumenti del passato comunista, sapori tradizionali e buon vino, da degustare in tante cantine di un Paese che ha riscoperto la sua lunga tradizione enologica.  
La capitale Chișinău, a due ore di volo low cost dall’Italia, fu in parte distrutta durante la Seconda Guerra mondiale. Conta 870mila abitanti e si presenta con palazzoni grigi, grandi piazze e colorate case basse, oltre a qualche architettura di stile Brutalista a ridosso del centro. La strada principale è il boulevard Stefan Cel Mare (Stefano Il Grande), un interminabile corso alberato con negozi, locali, palazzi razionalisti, neoclassici e neogotici, illuminato giorno e notte, che confluisce sulla piazza delle “Grandi Adunate”. Questo enorme slargo concepito per le parate militari dei regimi comunisti è dominato dal marmoreo Palazzo del Governo, in stile razionalista, opposto all’Arco di Trionfo del 1840, sulla stessa piazza, che ricorda i caduti per la liberazione dagli ottomani. Tra i giardini s’intravede invece la Cattedrale della Natività (Catedrala Nasterea Domnului), del 1838, con facciata neoclassica. All’interno custodisce una straordinaria iconostasi, oggetto di assidua devozione, con i fedeli che in “processione” rendono omaggio ai santi, baciando le icone alla maniera ortodossa.

FRUMENTO E VIGNE
Lasciata Chișinău si attraversa un paesaggio pianeggiante di campi di frumento, granturco, patate e vigne, fino al villaggio di Hincesti, 15mila abitanti a 30 km dalla capitale, la cui piazza del Municipio è abbellita da imponenti mosaici sovietici che raffigurano operai e operaie in pose virtuose, sulla facciata del Palazzo della Cultura. Nei dintorni ci attende anche l’elegante Castello di Manuc Bei. Appartenuto alla famiglia del Principe Manuk Bay (Mirzoyan), un diplomatico che favorì la firma del trattato di pace russo-ottomano del 1812, consiste in una maestosa villa di stile francese, con giardino d'inverno, torri di guardia e parco. 
Se invece andiamo a 50 km a nord-est di Chișinău possiamo visitare il noto complesso archeologico e naturalistico di Orheiul Vechi, nella valle del fiume Raut tra i villaggi di Trebujeni e Butuceni, nel distretto di Orhei. Il sito comprende un insieme di monumenti storici dislocati su un lungo promontorio di forma ellittica. I cinque principali luoghi d’interesse sono: la città dei Getae, la fortezza medievale, il bagno turco, la locanda e la chiesa ortodossa. Candidata Unesco, l’area è anche ricca di sentieri e spazi per eventi artistici; ci sono due villaggi a vocazione agrituristica, strutture ricettive di modeste dimensioni e due chiese sul crinale del canyon. Quella rupestre e più antica (XV-XVII sec) si trova all’interno di una grotta abbellita d’icone, con affaccio a strapiombo sulla vallata, ed è dedicata all’Assunzione della Vergine Maria (Adormirea Maicii Domnului). La seconda, del XIX secolo, è la Natività della Madre di Cristo (Nasterea Maicii Domnului). 

un salto ai tempi del Soviet 
Quando invece arrivi a Tiraspol, la “capitale” della Transnistria, autoproclamata Repubblica Moldava di Pridnestrovie, ti ritrovi in un mondo parallelo e surreale: uno “Stato” nello Stato con 500mila persone di etnie russa, ucraina e moldova, diviso dal ‘92 da una frontiera interna creata dopo una sanguinosa guerra civile. Si esibisce di nuovo il passaporto, si ottiene un visto in cirillico valido 10 ore, ma estendibile, e si fa scorta di rubli transnistriani (anche monetine di plastica, tipo fiche) perché le nostre carte di credito qui non funzionano. Questo “Paese” fantasma, però, non è riconosciuto da nessuno, neanche dalla Russia che la sostiene anche con suoi militari presenti come forza di pace ... 
La “capitale” Tiraspol, sede del Governo e Parlamento locale, è comunque una bella e ordinata cittadina caratterizzata da lunghe strade ortogonali. La principale è il viale XXV Ottobre, una “quinta” di architetture razionaliste, sculture dai gesti trionfanti e busti di Lenin, memoriali di ex combattenti, carri armati che diventano arte di piazza e manifesti in cirillico coi simboli della falce e del martello. Una città fantasma ai tempi supplementari dell’ex Unione Sovietica. Attorno al viale tra i monumenti importanti troviamo il palazzo del Governo, la chiesa ortodossa di S. Gregorio e i giardini con la scultura equestre di Suvorov, eroe e fondatore della città nel 1792. E ancora: il palazzo ultra-razionalista del Comune, il Teatro drammatico Nadejda Aronezcaia e l’Università, che include una sezione archeologica ed è abbellita da vetrate decorate con simboli comunisti. 
Per cambiare gli euro (o i Lei della Moldova) con moneta corrente - il rublo transnistriano - facciamo tappa allo sportello cambio dentro un supermercato Sheriff, che è il marchio della più grande holding della Transnistria, proprietaria di negozi, canali Tv, distribuzione di Mercedes e telefonia; un’azienda fondata da due ex agenti segreti e vicina in passato all’ex presidente transinistriano Smirnov, tutti personaggi dai retroscena oscuri e controversi, in tono con questa regione additata come buco nero dei traffici internazionali d’armi e droga. Ricordate il film “Educazione Siberiana”? I giovani protagonisti venivano proprio da questa terra dove soltanto il pallone mette d’accordo la diplomazia, aprendo la Champions League allo Sheriff Tiraspol, che è un po’ la Juve “pigliatutto” del calcio moldavo. Ma per giocare in Europa non bisognerebbe appartenere a un Paese riconosciuto dalla Uefa?

Moldova, terra di vini
Sulla strada del ritorno, varcata in direzione opposta la “frontiera” interna, facciamo tappa alla Fortezza di Tighina, costruita nel 1538 per volere del sultano ottomano Solimano il Magnifico in una delle più potenti città medievali della regione: Tighina, oggi chiamata Bender, all’epoca un importante avamposto commerciale. La costruzione difensiva è circondata da mura spesse 2-3 metri in pietra calcarea e mattoni, con dieci bastioni d’artiglieria angolari, undici torri e sei porte. Un fossato delimita il complesso completando l’assetto della roccaforte. 
Dopo questo veloce passaggio nella storia cominciamo finalmente un piccolo tour nel mondo del vino. Dopo la caduta del comunismo, e in particolare negli ultimi dieci anni, grazie anche alla consulenza di numerosi enologi italiani e francesi, il settore vinicolo della Moldova ha vissuto un grande rilancio qualitativo. Non mancano i vitigni autoctoni come rara neagră, feteasca alba, viorica e isabella. Alcune cantine esistevano già prima del ‘91, ma in seguito molte aziende collettive e statali sono state privatizzate e nel frattempo sono sorte piccole cantine dedite anche all’enoturismo. 

DEDALO DI GALLERIE
Tra i big del passato, Cricova è un’enorme azienda ancora di proprietà statale con un dedalo di gallerie sotterranee fino a 100 metri di profondità che complessivamente coprono 120 km (80 km per la conservazione del vino, 40 come miniera). Pensate che ci si sposta tra le gallerie solo con dei pulmini .... 
La sua storia cominciò negli anni del proibizionismo russo, quando la miniera fu utilizzata per nascondere gli alcolici. Si racconta che l’astronauta russo Yuri Gagarin, durante una visita nel ‘66, ritrovatosi alticcio per qualche bicchiere di troppo, si perse e non trovò l’uscita. Ne venne fuori il giorno seguente, dopo aver trascorso la notte in sala degustazione, che ora porta il suo nome. Invece il presidente russo Vladimir Putin ha festeggiato tra queste botti il suo 50esimo compleanno. Sono interessanti da visitare anche la cantina di qualità Purcari Wines, fondata nel 1827, che ha predisposto camere a forma di botti di vino, e Castel Mimì, una bella struttura con orto e ristorante gourmet, camere e maestosi giardini. Dopo un grande intervento di recupero conservativo curato da architetti moldavi e russi e dal designer italiano Arnaldo Tranti, Castel Mimì è stata riaperta nel 2016.                                               

 


INFO PRATICHE
• Cambio: 1 €  = 20 Lei
• Si vola su Chișinău con Air Moldova (www.air-moldova.it) e WizzAir (www.wizzair.com) dai principali aeroporti italiani. A/R a partire da 140€ 
• Prezzo medio di un taxi da aeroporto 100 Leu (5€)
• Bus e filobus a Chișinău: 2 Leu. 
• Documenti: passaporto o carta d’identità elettronica; senza visto 
• Fuso orario: 1 ora in avanti
• Info turismo www.moldova.travel

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