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Tutta questione di punti di vista

Qualche strategia per immortalarsi al meglio e postare foto perfette!

Mer 22 Lug 2020 | Tecnologia

Se è vero che in media vengono postati mille selfie al secondo, di sicuro d'estate la media sale di brutto. è il momento delle vacanze, in cui magari ci si trova in scenari naturali particolarmente favorevoli a fare da sfondo. Ed è anche vero che alcuni, trovandosi con più tempo libero del solito, non trovano miglior modo di impiegarlo che immortalare se stessi in migliaia di foto tutte uguali.
Ma c'è poco da fare la morale: anche se è un'occupazione egocentrica e spesso un po' vuota, è pur sempre un fenomeno globale nato quando nel 2010 la Apple ha inserito una fotocamera frontale sull'iPhone. Nel 2013 il termine “selfie” veniva nominato parola dell'anno dal dizionario di Oxford. Ed è anche vero che in quelle mille foto al secondo che postiamo, ogni tanto una che valga la pena di guardare c'è. Per cui, tanto vale cercare di imparare a scattare come si vede e farlo quando vale la pena.
La tecnologia aiuta. Ma anche la tecnica, come ha ben illustrato su Instagram Danae Mercer, influencer con oltre un milione di follower, che ha deciso di svelare i trucchi del mestiere, fotografandosi coraggiosamente con cellulite in piena vista e in versione “furba”, con il giusto taglio di luce. Che è la prima lezione di Danae Mercer: la cellulite e le imperfezioni della pelle all'ombra spariscono, soprattutto a confronto con altre parti illuminate. “La luce laterale diffusa da una finestra - scrive la influencer - è la più lusinghiera per gli addominali, ma di solito piuttosto cattiva sul viso. Ecco perché spesso vedrai un telefono che copre il volto”. Anche l'angolazione della luce e della fotocamera sono importanti e sono spesso frutto di numerosi tentativi.
Naturalmente l'editing può fare la sua parte, se avete voglia di imparare a usare le apposite app. Tra le ultime arrivate c'è Facetune 2, Perfect 365 aggiunge al volto il make up e infine c'è Retrica, che è anche un social network dedicato.
Ma prima di arrivare al fotoritocco, bisogna munirsi di alcuni gadget di base. Il più diffuso è il selfie-stick, il classico “bastone” che si estende in modo da reggere lo smartphone alla giusta distanza dal volto. I modelli di Anker e Mpow, tra i 10 e i 15 euro, sono vendutissimi su Amazon. Ma con un paio di euro in più si può prendere lo stick Yoozon che incorpora anche un treppiede, che può risultare molto comodo. Un altro trucco ormai molto noto è la “ring light” che illumina al meglio il viso. Le luci ad anello professionali, con decine e decine di led, creano l'effetto “pupilla luminosa”, che si vede in certe inquadrature televisive. Si può puntare più modestamente su una ring light portatile, che si applica allo smartphone, come la Myriann 36 o simili, gadget da una decina di euro. Per chi vuole fare più sul serio, ci sono le lenti DSC-QX100 della Sony, con ottiche Carl Zeiss. Si applicano allo smartphone e lo trasformano, anche esteticamente, in una macchina fotografica professionale con uno zoom 3,6x. Punto dolente è il prezzo: si vola oltre i 400 euro.
Infine, una app per chi vuole davvero stupire con effetti speciali. Letteralmente. Con Cappy, solo per iPhone, si può usare il telefono come uno scanner che permette di ricostruire modelli in 3d di quello che state fotografando. Ci sono versioni professonali che si usano per stampare i modelli con le apposite stampanti, Cappy invece è solo per divertimento. E, in fondo, a quello servono i selfie, no?                

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