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La dolce vita di Damiano Carrara

Si divide tra l’Italia e l’America: cucina, scrive, conduce programmi in tv e tutela il made in Italy

Gio 27 Ago 2020 | di Nadia Afragola | Interviste Esclusive
Foto di 9

Damiano Carrara è il vicino di casa che tutti vorrebbero avere, il ragazzo che ogni mamma vorrebbe vedere accanto alla propria figlia. Faccia da bravo ragazzo, gentile, educato, mai una parola sopra le righe, mai oltre. Di mestiere fa il pasticcere, ma è la tv ad averlo portato alla ribalta del grande pubblico e nelle case di tutti gli italiani. Nasce a Lucca ed è da lì che inizia il giro intorno al mondo alla ricerca del suo posto. Dall’Irlanda arriva a Los Angeles, dove lavora come bartender prima di decidere insieme al fratello Massimiliano di aprire una vera pasticceria italiana, quella della tradizione. A fine 2011 fonda la “Carrara pastries”. Ad oggi, l’azienda conta due negozi, una prossima apertura a Pasadena (California) e una in Italia, nella città che gli diede i natali. Dal 3 luglio è tornato su Real Time, protagonista di “Cake Star” con Katia Follesa, la sfida tra abili pasticceri. Poi sarà la volta di “Bake Off”, l’equivalente nel campo della pasticceria di “Masterchef”. Damiano avrà, insieme a Benedetta Parodi, Ermst Knam e Csaba dalla Zorza, il ruolo di giudice.

Chi è Damiano Carrara?
«Un pasticcere. Vivo tra l’America e l’Italia e da un po’ di anni a questa parte nella mia vita largo posto ha trovato anche la tv». 

Quando ha capito che il mondo della pasticceria, sarebbe stato il suo mondo? 
«Sono un italiano e come tale ho sempre cucinato, i dolci sono una passione che si è fatta professione. Quasi dieci anni fa, aprì la mia prima pasticceria con mio fratello, oggi sono diventate due con una terza ai box solo per via della pandemia. Nella prima c’è l’angolo caffetteria e gelateria, facciamo pranzi, cene, c’è la possibilità di avere musica dal vivo. Parliamo di uno spazio di 500 mq, l’altra ha sede è a Malibù, anche qui spazio all’angolo pasticceria e caffetteria. La prossima apertura sarà a Pasadena. Tutti i prodotti arrivano dall’Italia e facciamo tutto noi, dalla pasta fatta in casa, al gelato, dalla torta della nonna, al tiramisù, passando dalle focacce, ai bignè».

Come ha vissuto il lockdown? 
«Ero in Italia per le registrazioni del programma e per completare il libro. Ho fatto quello che potevo fare, ho continuato a studiare ricette nuove, ad allenarmi e la notte la passavo al telefono con l’America, provando a risolvere tutti i problemi che una situazione, come quella generata dall’avvento del Covid, ha generato».

Oggi è un personaggio televisivo. In America è diventato la stella di Food Network. Com’è iniziato tutto?
«Avevo aperto già le mie due pasticcerie, feci un provino insieme a mio fratello, presero me e scartarono lui. Salvo mandarmi a casa per poi richiamarmi quattro mesi dopo. Feci una gara, arrivai in finale e da lì non mi sono più fermato. Ho fatto più di 15 programmi vestendo i panni del giudice, poi sono arrivato in Italia».

Perché poi ha scelto di tornare in Italia?  
«Perché è bello vivere entrambi i mondi. Passo circa otto mesi l’anno in Italia per registrare i vari programmi. Mi sento cittadino del mondo e non credo ci sia cosa più bella».   

Quanto vale oggi il made in Italy? 
«Tantissimo ed è difficile “farlo”. Non tutti hanno capito che a rendere speciale il nostro paese è la semplicità di esecuzione dei piatti e soprattutto le materie prime, a patto che siano tracciabili. Ecco perché in America porto la mia farina, il mio caffè».

La strada del bartender è solo un inizio, il suo inizio a Londra, o potrebbe tornare in qualche progetto? 
«Iniziai a Dublino, poi in Italia e infine in America. Mi ritrovai a gestire un ristorante, a fare il manager. Credo che tutte le esperienze fatte un giorno torneranno utili e poi il mondo dei cocktail non è così distante dalla cucina e dalla pasticceria. Per tante ricette ho preso spunti dai cocktail che facevo, come anche le prove di sferificazione fatte in pasticceria per Back Off trovano un fondamento nel beverage».   

Qui dopo “Bake Off Italia” su Real Time, passa a “Junior Bake Off”. Com’è avere a che fare con i bambini? 
«Sono genuini ed è un aspetto che mi contraddistingue e mi permette di rivedermi in loro. Hanno ciò che manca oggi alle persone: sono autentici e, se devono dire una cosa, te la dicono senza filtri».

Su Real Time con Katia Follesa va a caccia delle migliori pasticcerie: com’è vivere il set?
«Quello che vedete è la realtà, credo che il successo del programma sia figlio di un team di persone affiatatissime. Katia ha un copione da seguire, certo, anche io, ma uscire dai binari è ciò che rende speciale quello che facciamo. Era una collega, oggi è un’amica che sento tutti i giorni».

Parliamo di pasticceria. Il suo dolce preferito? E il suo pasticcere preferito? 
«Il tiramisù, semplice, con il caffè e il mascarpone. Lo mangio da sempre. E poi mio fratello, non potrebbe essere altrimenti».  

Crede che il suo aspetto l’abbia aiutato in televisione? 
«Credo che in tv avere un bell’aspetto ti aiuta, ma poi nessuno ti regala nulla, puoi nascere come ti pare, ma alle sei del mattino la mia sveglia suona, mi alleno tutti i giorni e dormo pochissime ore a notte. Serve sacrificio, serve stare bene con se stessi, serve avere uno stile di vita genuino».

A cosa non riesce a rinunciare a tavola?  
«Ho una dieta che seguo a momenti perché poi amo mangiare tutto. Ho un problema con il cestino del pane, se me lo metti davanti lo finisco in pochissimo tempo, ecco perché se ad attendermi c’è un percorso di degustazione chiedo di non ricevere il pane».

Dopo l’autobiografia, “Nella vita tutto è possibile” (Harper Collins), a settembre uscirà il nuovo libro. Cosa ci sarà dentro? 
«E pensare che sono partito facendo il metalmeccanico. Il prossimo libro, il mio primo di ricette, uscirà il 20 settembre, ci saranno delle parti dedicate alla pasticceria, con tutte le basi da conoscere e poi 30 dolci non semplicissimi da fare, divisi in sezioni, da assemblare. Un dolce magari si compone di 5/6 strati e quindi di 5/6 ricette complete. Parlo anche di ingredienti, delle loro caratteristiche». 

Cosa vuole fare da grande? 
«Sono già grande e ho qualche capello bianco. Voglio continuare a far bene quello che sto facendo. In previsione c’è l’apertura di un atelier della pasticceria a Lucca. Faremo spedizioni in tutta Italia, sarà un laboratorio artigianale, aperto poche volte la settimana al pubblico. Sarà una pasticceria senza glutine e senza lattosio e troverete solo prodotti stagionali. Se a gennaio mi chiedi una torta con le fragole ti dirò di no».

Sarà al fianco di Csaba dalla Zorza, nuovo giudice di “Bake Off Italia”, e di Ernst Knam, con Benedetta Parodi.  
«Le riprese stanno andando alla grande, sembra di aver sempre lavorato insieme. Quest’anno con il Covid il format è un po’ cambiato, ma è molto bello... poi mi direte».

 


DAMIANO E LA TV

La popolarità della pasticceria lo porta in tv, per diversi programmi di Food Network USA. Queste esperienze televisive lo fanno notare ai vertici di Discovery Italia, che dal 2017 lo includono tra i giudici di “Bake Off Italia – Dolci in forno”. Seguono “Bake Off Junior”, “Bake Off All Stars Battle”, “Cake star” con Katia Follesa e “Fuori Menù”, programma che lo vede per la prima volta al timone nel mondo della ristorazione.  

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