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L’insostenibile complessità del Fisco

Riformato un pezzo alla volta, è un puzzle complesso

Gio 27 Ago 2020 | di Armando Marino | Soldi

Il Fisco prova a rimettersi in ordine, a partire dall’assegno per i figli che, secondo una legge in esame in Parlamento, dovrebbe diventare unico. Un importo che dovrebbe aggirarsi tra i 200 e i 250 euro al mese, sostituendo tutti vari bonus e assegni familiari, una rete articolata di aiuti che si è andata affastellando negli anni rendendo complicato anche l’aiuto a chi vuole, come si suol dire, metter su famiglia. L’erogazione dell’assegno sarà comunque legata all’Isee familiare e dovrebbe arrivare fino al compimento del ventunesimo anno di età del figlio. è possibile che sia erogato direttamente o sotto forma di credito fiscale.

Ma ci sono ancora tante incognite, perché contemporaneamente si discute di un più ampio riordini del nostro Fisco che, riformato un pezzo alla volta, è un puzzle che ha una sola certezza: è complesso ed estremamente iniquo. Negli anni, come tante altre regole, si è andata approfondendo la distinzione tra lavoratore dipendente, con tutte le garanzie, e la partita Iva che, al netto dell’alleggerimento del carico fiscale degli ultimi anni, devono farsi carico di mille incombenze e incertezze.

Ma chissà, magari si troverà la forza di diminuire la distanza ingiusta tra le due forme di lavoro (il dipendente e la partita Iva spesso fanno esattamente lo stesso lavoro). 
Pare molto ragionevole la proposta dell’attuale direttore dell’Agenzia delle entrate, secondo cui sarà eliminato l’attuale sistema di saldi e acconti che costringe le partite Iva a pagare le tasse per l’anno dopo sulla base di entrate presunte, creando continuamente debiti e crediti fiscali che diventano un’ulteriore giungla per il contribuente. Il nuovo Fisco, secondo Ruffini, basandosi sulla fatturazione elettronica, dovrebbe far pagare le tasse a fine mese alla partita Iva, sulla base di quanto ha davvero guadagnato in quel mese. Basta quindi con maxi versamenti su imposte presunte. Resta da vedere se il meccanismo sarà semplice abbastanza anche da evitare alla partita Iva di spendere per tenere la contabilità cifre che, a parità di reddito, sono sei-sette volte superiori a quelle del dipendente. è anche per queste ingiustizie che la vita per chi lavora in Italia è diventata davvero complicata.

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