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Costantino Della Gherardesca: e ora ballo!

Per vederlo a “Pechino Express” dobbiamo aspettare il 2021 (forse). Intanto a settembre sarà sulla pista di Milly Carlucci e promette di vincere!

Gio 27 Ago 2020 | di Nadia Afragola | Interviste Esclusive
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Costantino della Gherardesca è un nobile atipico. Un nobile popolare, uno che piace alla gente comune, che fa televisione ben fatta e scrive cose che la maggior parte di noi pensa, ma lui le scrive meglio di come noi le pensiamo. Parla come se avesse mangiato a colazione tutti e 164 milioni di volumi contenuti nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, senza per questo farti sentire un ‘idiota patentato’. È in tv con un paio di programmi, è in libreria con il suo ultimo manuale di resistenza e a settembre lo vedremo ballare alla corte della Milly nazionale, ma sogna di poter tornare presto in India, nel suo amato centro ayurvedico del Kerala. 

Come ha passato il lockdown? 
«Sfortunatamente senza terrazzo per cui sono stato chiuso in casa a leggere testi di antropologia e a guardare vecchie repliche di reality inglesi».

A Roma, lontano dalla sua Milano: cosa le è mancato maggiormente?  
«Di Milano mi manca camminare per il quadrilatero con le mie amate signore ingioiellate e la boutique di Prada uomo di via Montenapoleone. Detto questo a Roma mi diverto un po' di più che a Milano».

Ne è uscito migliore? E il Paese?
«Il Paese è bloccato. Bisogna smantellare la burocrazia e accelerare per raggiungere nazioni come La Corea del sud o città come Singapore che hanno gestito molto meglio l’emergenza Covid. Avere uno sguardo globale e sapere come gira il mondo è fondamentale per la ripresa economica e culturale del nostro Paese».

Ama viaggiare. Prossime destinazioni nel mirino?
«Non vedo l’ora riaprano i confini con l’India. Ho fatto davvero pochissime vacanze, sogno di tornare in un centro ayurvedico del Kerala».

“La Religione del Lusso” è il titolo del suo ultimo libro. Ci dia delle coordinate. 
«Il lusso per me non è come quello di Dinasty anni ’80, degli orologi d’oro o degli yacht per intenderci. Il lusso, come lo tratto nel mio libro, è sinonimo di esclusività, cultura e informazione. Solo tramite l’educazione e lo studio possiamo avere gli strumenti necessari per trovare il bello anche dove normalmente le persone non lo riconoscono».

Apre il libro dicendo che non è moralista. 
«Il moralismo è un tic dei nostri tempi, viviamo in una pièce teatrale di Epstein, dove le persone pensano solo a indignarsi e a giudicare gli altri invece che ai problemi reali da affrontare».

Invece il suo cinismo da cosa nasce?
«Il mio cinismo nasce da un’attenta analisi dei mezzi di informazione. Quando alcuni giornalisti televisivi nello stesso talk mettono sullo stesso piano un terrapiattista e un astrofisico si rendono complici di un fenomeno chiamato false equivalenze. Tutti questi professionisti dei media non sono mai stati responsabilizzati sui danni che ciò comporta. Capita purtroppo a volte che il lavoro del giornalista tv non sia quello di informare, ma semplicemente di preoccuparsi degli ascolti o di guadagnare maggiore popolarità».

Si sente più a suo agio a scrivere o a stare dietro lo schermo?
«Sinceramente entrambe le cose. Quando vado ospite nei programmi tv altrui, ho a volte una tale mancanza di adrenalina per cui rischio di abbioccarmi se a pranzo ho mangiato troppo (ride - ndr)».

Parla come un libro stampato. Come fa? 
«La mia famiglia mi ha insegnato a pronunciare le parole in modo corretto, mia madre e mia sorella mi hanno sempre aiutato molto in questo».

Ha fatto sempre cose di qualità e allo stesso tempo popolari. Come ci riesce? 
«Trovo che non si debba mai sottovalutare il pubblico, ma che vada rispettato offrendo una comunicazione a 360 gradi. Bisogna rendersi conto che stiamo vivendo in un’epoca globale dove si deve conoscere tutto per poter comunicare bene».

La troviamo su Sky, a “The Royals - Vizi e virtù a corte”. Il suo è un racconto guidato tra i matrimoni da favola, gli scandali, le dimore sfarzose, alla moda più esclusiva. Bene, che vuol dire essere un nobile oggi? 
«Assolutamente nulla. I veri nobili, dalla rivoluzione industriale in poi, sono le famiglie di industriali come i Moratti o gli Agnelli. Nel mio caso l’unico aiuto è di essere stato istruito e che mi è stato insegnato come ci si deve comportare a tavola».

Ad agosto è stato in tv su RaiDue con “Resta a casa e vinci”. Le famiglie italiane sono messe così male? 
«Assolutamente no. Le famiglie italiane sono prontissime al progresso e alla modernizzazione della società. Come dicevo prima la burocrazia va semplificata, cosicché gli italiani possano avere più opportunità nel lavoro e nella vita».

Ma davvero la vedremo a “Ballando con le stelle”? 
«Mi vedrete vincere a “Ballando con le Stelle”».

Progetti per il futuro (oltre al ballo)?
«Mi piacerebbe molto fare un programma che racconti la tv di tutto il mondo: dalle soap opera coreane ai reality giapponesi fino ai quiz sudamericani e le youtuber polinesiane».                                   


PUNTA DI DIAMANTE

È una delle punte di diamante della nuova televisione italiana, soprattutto grazie al suo elegante e irriverente stile di conduzione. È stato l’ingrediente chiave del successo di “Pechino Express” (Rai 2) e dal 4 settembre, sarà uno dei protagonisti del venerdì sera di Rai 1 a “Ballando con le stelle”. Ha collaborato con “Vogue”, “Vanity Fair”, “Vice” e “Il Foglio”. Per Rizzoli Lizard ha scritto “Punto” (2017), a giugno, per la stessa collana, è tornato in tutte le librerie con “La Religione del Lusso”.

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