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Accanto nella salita

Con una diagnosi di tumore un supporto psicologico è necessario

Gio 27 Ago 2020 | di Emanuele Tirelli | Salute
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La diagnosi di un tumore destabilizza, ribalta, interrompe. In gioco c’è la vita quotidiana, c’è la ricaduta sui progetti futuri, sulle relazioni, sul lavoro. E c’è un cambiamento nella percezione di se stesse. «Rappresenta una fase sospesa», dice Serena Oliveri, psico-oncologa, psicoterapeuta e ricercatrice presso lo IEO (Istituto Europeo di Oncologia) di Milano. Il supporto psicologico serve a trovare una nuova direzione, soprattutto per affrontare le terapie. Sono quelle a rendere concreta l’esistenza della malattia, e spesso hanno conseguenze evidenti sul corpo e quindi sulla mente. Dalla chemio agli interventi chirurgici, la sostanza di ciò che accade si manifesta in tutta la sua potenza. Ed è necessario avere un aiuto concreto. 

È un bisogno?
«Sì, ed è stato confermato esserlo nella stragrande maggioranza delle diagnosi di tumore, anche laddove non venga esplicitato dalla paziente per pregiudizi e particolari convinzioni. Ma è anche un diritto, che va difeso. La diagnosi viene vissuta come una minaccia all’incolumità fisica e agli equilibri individuali e relazionali. Ha un impatto molto vasto. Ogni paziente affronta diverse fasi a livello psicologico, secondo i propri tratti di personalità, di vita attuale, di progetti futuri. C’è innanzitutto una sensazione di smarrimento, di shock. In alcuni casi compare la negazione: ci si sente come spettatrici di quello che accade. Ma possono arrivare anche la rabbia e la depressione, e bisogna intervenire prima di tutto questo. Certe volte la diagnosi è uno scossone anche alla propria spiritualità». 


Come attivare questo supporto?
«Bisogna farne richiesta. Non è automatico. In strutture come questa, se non è la paziente a conoscerne la possibilità e a domandarla, deve essere il chirurgo a informarla. Anche l’eventuale supporto per un familiare del paziente deve essere richiesto esplicitamente, pure se di solito la psicoterapia sistemico-familiare e di gruppo - che sono percorsi differenti rispetto a questo - si svolgono altrove. Al centro, per noi, resta comunque la paziente. Ed è in base a lei che va guardato il suo caregiver. A volte può essere troppo intrusivo nella relazione medico-paziente, e quindi si interviene per lasciare più spazio. Altre invece riguarda la possibile fuga dalla sofferenza, perché non tutti sono preparati ad affrontare queste circostanze, così complesse, soprattutto quando accadono ai propri affetti, alle persone che si amano».

Quale cambiamento avviene?
«Negli ultimi anni si parla tanto di crescita personale dopo la malattia oncologica, perché c’è una specie di rinascita interiore. C’è una maturazione, una ridefinizione dei bisogni. La malattia viene vista come un vissuto che va integrato, da cui imparare che da una situazione minacciosa si può uscirne vincitrici, che si posseggono le risorse per farlo, che può condurre a vedere le cose in modo differente. In un momento come questo, anche una donna fragilissima può riscoprirsi piena di energie emotive e fisiche. E non è strano che possa stupire chi le sta intorno. Con l’aiuto di un supporto psico-ocnologico, un professionista aiuta la paziente a fare la salita e poi la accompagna nella discesa». 

In una società performante, che non ha superato ancora certi retaggi sulle donne…
«La risposta della paziente cambia a seconda dei casi. Non tutte subiscono lo stesso impatto di una filosofia maschiocentrica, che vuole la donna seguire ancora certi standard. Si manifesta di più nel momento della diagnosi, perché la malattia viene percepita come qualcosa che spezza totalmente, che stronca le possibilità. Chi già prima sentiva una pressione elevata per ciò che avrebbe dovuto soddisfare in quanto donna, vivrà la diagnosi con maggiore difficoltà. Dipende da quanto sono presenti e radicati certi stereotipi culturali. E c’è ancora chi vede la psico-oncologia come qualcosa per “i matti”. Ma negli ultimi anni ci sono stati molti cambiamenti positivi».                                        
 

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