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Top manager sì...ma a 40 anni divento fotografa

Barbara Dall’Angelo, una carriera da urlo con le più grandi case di produzione cinematografiche. Poi una ‘seconda vita’ (con altri successi), immortalando la natura

Lun 28 Set 2020 | di Susanna Bagnoli | Attualità
Foto di 8

Questo è il racconto di un ‘cambio vita’ incompiuto. Voluto, cercato, ma anche rimasto a metà. In una transizione ricca di soddisfazioni. Barbara Dall’Angelo, nella sua prima carriera è una manager nel campo dei diritti televisivi. Giovanissima fonda la sua impresa, gira il mondo, stringe accordi importanti e porta in Italia serie tv, film notissimi e cartoni animati. Un titolo su tutti, tra i tanti : Masha e Orso. Poi a 40 anni arriva la voglia di un cambiamento e la passione per la fotografia di natura trova sempre più spazio: «per anni mi ero molto identificata con il mio lavoro e l’ho portato avanti senza risparmiarmi – racconta –, ma da tempo sentivo che il mondo del business mi costringeva a un tipo di vita che non avevo scelto fino in fondo. Volevo trovare una dimensione più contemplativa e a contatto con la natura. Un’esigenza che mi ha dato la spinta per iniziare una seconda vita, anche professionale». 

Come entra la fotografia nella tua vita? 
«È la conseguenza del mio desiderio di viaggiare. All’inizio era solo un mezzo per documentare e  ricordare i viaggi, poi è diventata un modo per riappropriarmi della mia parte creativa. Oggi è diventata una ricerca consapevole e una necessità». 

Quando hai capito che poteva diventare un ‘piano B’ rispetto alla tua vita professionale? 
«Nel 2011 decido di fare sul serio e faccio corsi serali e workshop sul campo. Partecipo a concorsi internazionali e fotografo tantissimo. Arrivano i primi riconoscimenti. Vinco il primo premio al Festival International Nature Namur in Belgio con la foto di una foresta di eucalipto arcobaleno, scattata alle Hawaii. Poi inizio a collaborare col National Geographic. A quel punto ho capito che poteva diventare davvero un lavoro. La convinzione è stata ancora più forte dopo la mia prima mostra individuale nel 2016 a Roma. Il responso di pubblico e critica mi ha fatto capire che avrei potuto scegliere tra i due lavori».

Cosa serve per lasciare il piano A per il piano B?
«È che il Piano A mi piace moltissimo: il mondo del cinema e della televisione è stato il mio primo amore. Tutti i miei studi e i miei interessi personali sono sempre andati per anni in questa direzione. Però la fotografia ha sempre più spazio nella mia vita di tutti i giorni». 

Come concili le due vite professionali?
«Quando ho aperto la Dall’Angelo Pictures spesso non riuscivo a “staccare” nemmeno durante i week end. Oggi svolgo gran parte del lavoro col cellulare e con le mail. Riesco abbastanza bene a seguire il lavoro anche durante i viaggi fotografici. Mi è capitato di vendere i diritti televisivi di Papillon durante una scalata sulle Dolomiti e di acquisire i diritti di Masha e Orso mentre visitavo il Madagascar. Tengo tutto insieme perché amo entrambe le professioni».

Che cosa significa essere una fotografa di natura? 
«Essere all’alba nella savana o al cospetto di un iceberg è un modo per ritrovare l’armonia e riappacificarmi con la parte più inquieta che c’è in me. Mi ritrovo anche spesso a sfidare le mie paure e a doverle affrontare, scoprendo risorse che non sapevo di avere».

Ti sono capitate disavventure?
«Parecchie negli anni: onde tsunami impreviste tra gli iceberg della Groenlandia, gas tossici di un vulcano che mi hanno danneggiato i polmoni, serpenti velenosissimi nella mia tenda, la carica di un elefante imbizzarrito. Per fortuna le posso raccontare e comunque non mi fanno desistere dall’andare ancora alla scoperta del nuovo». 

Invece un bel ricordo legato ad una tua foto? 
«Il 13 marzo 2013 ero con mio marito in Islanda. Da mesi seguivamo le previsioni delle aurore boreali, per essere nel posto giusto al momento giusto. Ci eravamo fermati per una notte di pausa, ma il sito delle previsioni ha preannunciato che era in arrivo un’aurora boreale forza 9. Di corsa abbiamo preso l’attrezzatura ed è iniziata l’attesa, con 10 gradi sotto zero. E poi finalmente è arrivata, come dal nulla. Una luce verde intensissima che rapidamente ha danzato per tutto il cielo. Quella notte magica io e Marcello abbiamo capito che ci saremo sposati».                                                                                             


 


Da CSI al National Geographic

Barbara Dall’Angelo ha studiato Spettacolo all’università e si è diplomata in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Nel 1998 fonda la società di distribuzione di diritti  televisivi e cinematografici Dall’Angelo Pictures di cui è amministratrice. Porta in Italia “CSI Scena del Crimine”, “Shaun Vita da Pecora”, “W” di Oliver Stone, “Masha e Orso”. Dal 2011  si specializza in fotografia di natura e paesaggio. Collabora con National Geographic Italia, con cui ha pubblicato più di 30 reportage. Il suo sito è barbaradallangelophotography.com.

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