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Gli alberi caduti in una cassa per gli smartphone

Vaia Cube č l’idea di una startup di tre giovani under 30: un oggetto di design nato dal disastro del 2018 che vide distrutti 42mila ettari di boschi

Lun 28 Set 2020 | di Domenico Zaccaria | Ambiente

I suoni della foresta possono essere racchiusi in una compilation adatta ai momenti di relax, ma anche in un oggetto di design capace di dare nuova vita agli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia. Un disastro naturale che tra il 26 e il 30 ottobre di due anni fa colpì il Triveneto, distruggendo 42mila ettari di boschi e lasciando a terra 8,5 milioni di metri cubi di legname. Federico Stefani, Paolo Milan e Giuseppe Addamo - tre giovani imprenditori under 30 - hanno dato vita alla startup Vaia e hanno creato Vaia Cube: una piccola cassa in legno massello pregiato che permette, senza l’uso di energia, di amplificare quanto si sta ascoltando con il proprio smartphone. I fondatori hanno pensato di partire da una catastrofe ambientale per restituire quanto tolto alla natura, grazie a un oggetto essenziale, ma al contempo unico nel suo genere perché artigianale, frutto dei colpi di ascia degli artigiani locali e contraddistinto dalle caratteristiche venature della materia prima. Non un legno qualsiasi, ma l’abete rosso della Val di Fassa, che, per la sua capacità di amplificare i suoni e di renderli caldi e profondi, viene utilizzato dai liutai per costruire gli strumenti a corda. «Volevamo trovare una soluzione concreta alla problematica degli alberi abbattuti e ormai inutilizzabili per le grandi strutture - spiega Federico Stefani – e da qui l’idea di usare quel legno per creare un oggetto che potesse anche lanciare un messaggio forte, sostenendo la ripresa del territorio». 

ARTIGIANI LOCALI E RIPIANTUMAZIONE 
La cassa viene realizzata da artigiani e falegnami locali e con ogni acquisto si contribuisce a piantare un nuovo albero e a far rinascere la foresta. Il team della startup ha coinvolto realtà del territorio come Etifor (uno spin-off dell’Università di Padova) e la “Magnifica Comunità di Fiemme”, concludendo a inizio giugno la prima ripiantumazione di 500 abeti e larici nella valle. Ma si tratta solo del primo passo: l’obiettivo è di mettere a dimora nei prossimi mesi ben 7mila alberi, tanti quanti sono i Vaia Cube venduti al momento. Date le premesse e lo sviluppo della startup, parlare di semplice oggetto di design può sembrare riduttivo: «Per noi – spiegano gli inventori - si tratta di una metafora forte e concreta, una cassa attraverso la quale amplificare ulteriormente il grido di aiuto della natura e mantenere alta l’attenzione sul cambiamento climatico, creando allo stesso tempo un progetto sostenibile».                          


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