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Sesso nella Terza età: “Esiste. non c’è niente di sbagliato e fa pure bene”

Cosa accade quando il corpo cambia? Come superare gli stereotipi e vivere un nuovo tipo di relazione alleggerita dalle ansie da prestazione?

Lun 28 Set 2020 | di Emanuele Tirelli | Attualità
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Convenzionalmente si parte dai 65 anni. Ma quella dell’età è anche una questione personale, di corrispondenza o meno tra anagrafica e mente. C’è chi a 70 è ancora in fermento lavorativo e chi a 60 è diventato invece un barbaro pantofolaio. Un luogo comune abbastanza importante sulla Terza età, che resiste ancora oggi, è quello che vuole l’assenza di ogni stimolo sessuale. «È come se le persone anziane non dovessero fare sesso perché non fa parte del loro ciclo di vita», commenta Marilena Iasevoli, psicologa e consulente in sessuologia clinica presso l’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma. «La verità è certamente un’altra e dobbiamo farcene una ragione», aggiunge sorridendo. «Questa realtà è supportata anche da molti studi fatti negli ultimi anni. Inoltre, è stato rilevato pure un aumento delle infezioni a trasmissione sessuale negli anziani».

È una sessualità più serena?
«In un certo senso, sì. Non esiste più il pensiero della riproduzione, da volere o da evitare; non c’è l’ansia da prestazione; la vita manca dello stress legato alla ricerca del lavoro o alla costruzione della carriera, all’acquisto della casa, alla crescita dei figli. Ci sono più libertà e più tempo a disposizione, anche per riscoprire i propri hobby, e si avverte una leggerezza maggiore nel vivere i rapporti. Insomma, se da un lato è un bene, quasi come una seconda adolescenza, da un altro conduce ad uno scarso uso dei contraccettivi e quindi porta all’aumento delle malattie».


Come cambia rispetto agli anni precedenti?
«Fa i conti con numerose trasformazioni del corpo che riguardano anche l’erezione, le perdite urinarie, la scarsa lubrificazione vaginale. Solitamente è più concentrata sull’affettività. Si basa meno sulla penetrazione e sul coito, che invece sono gli elementi caratterizzanti della sessualità nelle persone più giovani. Si concentra allora sul petting, sulle coccole, sulla seduzione, sull’aspetto ludico. C’è uno sguardo più ampio che va oltre la prestazione in sé. Ma dipende anche da tanti altri aspetti, come le condizioni fisiche, la presenza di un compagno di vita, il piacere dell’attività sessuale negli anni precedenti. Serve pure a mantenersi in salute, perché alcuni ormoni che vengono rilasciati contribuiscono al buon umore».

Bisogna adattarsi.
«Che non vuol dire viverla con sofferenza. È importante accettare le trasformazioni del proprio corpo e di quello del partner. Parlo sia degli uomini che delle donne, e non è così scontato. C’è chi subisce un duro colpo e va in depressione. Alcune donne affrontano con piacere l’assenza del ciclo mestruale. Altre sentono venir meno la propria femminilità e l’attrattività nei confronti del partner. L’uomo può non accettare il calo della sua prestanza fisica. Insomma, va a finire che, frenato dalla paura o dalla bassa autostima, c’è chi si fa prendere dallo stereotipo che la sessualità non sia consona alla propria età e la abbandona. Chi invece riesce a vivere questa nuova fase della vita guardando a se stesso, e ritrovando nuove possibilità, ha sicuramente quella distensione mentale che gli permette di non lasciar andare il piacere del sesso».

Perché siamo portati a credere che dopo una certa età non si debba o non si voglia fare più?
«La sessualità ha dei tabù e degli stereotipi. In più, siamo abituati ad attribuire dei ruoli alle persone. In questo caso, è come dire che dopo una certa età, magari dopo essere diventati nonni, gli unici compiti possibili debbano essere quelli di aiutare i propri figli nella gestione della quotidianità e di badare ai nipoti. Gli anziani vengono visti anche un po’ come dei bambini e il pensiero che possano avere dei desideri sessuali fa rabbrividire molte persone». 

E invece?
«Bisognerebbe tenere da parte queste considerazioni e riconoscere a tutti la possibilità di stimoli, della volontà di esplorare e frequentare la sessualità, indipendentemente dall’età. E magari pensare che quei momenti stanno rendendo felice una persona».     

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