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Siena: una bellezza in Palio

Questo gioiellino toscano svela le sue meraviglie in ogni stagione. Ecco perché Siena è la meta da scoprire e ri-scoprire al più presto

Lun 26 Ott 2020 | di Alessandra De Tommasi | Bella Italia
Foto di 37

Dicono che il 2020 sia un anno da dimenticare, io invece voglio tenermi stretta il ricordo di quest’immagine. Sono seduta a gambe incrociate con le spalle appoggiate ad un muretto e guardo, dall’alto, il Duomo di Siena. Mi trovo alla Porta del Cielo e si chiama così per una ragione precisa: raccoglie tutte le meraviglie della città toscana e le rivolge verso l’alto perché incompiute. C’è un lato poetico in questi lavori lasciati a metà, nell’ambizioso – seppur non concreto – desiderio di allargare questa chiesa al punto tale da superare in magnificenza persino la Basilica di San Pietro a Roma. Complici varie sciagure e un terreno non proprio adatto, il progetto è stato accantonato, ma è rimasto questo slancio struggentemente impossibile.

Per salire fino a qui bisogna passare per strade a chiocciola e gradini impervi, ma ne vale la pena, anche se il fiatone resta. Ecco perché prendersi un momento per riequilibrare il respiro e restare al tempo stesso senza fiato davanti a questa sfacciata bellezza è davvero un tutt’uno. 


L’INCANTO DEL SILENZIO
Da quassù tutto è silenzio, pace, assoluto, ma anche per strada, nei vicoletti delle diciassette contrade, molti suoni si sono ammutoliti. La patria del Palio sta riscoprendo una dimensione cittadina, a passo d’uomo, e mai come in questi tempi incerti permette di visitarla in tutto il suo splendore, evitando code infinite, file estenuanti e folle caotiche. Il manto discreto che avvolge questo gioiellino toscano è inedito anche per chi ci vive, ma risplende di rinnovato calore attraverso nove itinerari inediti che il Comune ha realizzato con la collaborazione del saggista Luigi Oliveto. Oltre alle mete solite, che nei viaggi in famiglia o nelle gite scolastiche in molti hanno avuto il piacere di visitare, troviamo proposte sorprendenti per vivere Siena con occhi nuovi. Come, appunto, la Porta del Cielo che permette di sbirciare dietro le quinte del Duomo, passando per il sottotetto o per percorsi nascosti dietro statue o “trucchetti architettonici” di varia natura. Nella vita come nell’arte, a volte basta cambiare prospettiva, spostarsi anche di pochi centimetri per essere investiti dallo stupore.

VISITATORI E ABITANTI ILLUSTRI
Molti nomi altisonanti sono stati abbagliati dalla stessa meraviglia, da Casanova a Freud passando per Stendhal, e alcuni hanno persino messo radici – anche se a volte per brevi periodi – come Leonardo Sciascia e Filippo Tommaso Marinetti, padre del futurismo. Alcuni si sono sentiti persino cittadini onorari, travolti – anche dal punto di vista sentimentale – dalla passione per il luogo e i suoi abitanti. Altri hanno soggiornato al Grand Hotel de Sienne, dimora storica a pochi passi dalla Fortezza Medicea, per arrivare a chi, come Galileo, vi ha trovato conforto e asilo durante l’ostracismo. È nata qui la musa del dipinto La dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci, la nobildonna Cecilia Gallerani, nella terra che ha visto fiorire la patrona d’Italia, Santa Caterina (la casa è diventato un santuario molto visitato da pellegrini di tutto il mondo).

SOGNARE IN GRANDE
Passeggiare per i terzi (così si suddivide la città) è come un sogno ad occhi aperti, tra botteghe artigianali che una volta – come in via di Stalloreggi – ospitavano maestri del calibro di Duccio di Buoninsegna. Esistono persino piccoli, grandi misteri, come il quadrato raffigurato su uno dei muri esterni del Duomo e contenente il famoso “Palindromo del Sator”, che permette appunto di leggere la stessa parola da qualsiasi angolazione la si voglia guardare. E che dire dell’Orto botanico? Si dice sia infestato da un fantasma piuttosto caparbio, mentre un’altra città si snoda sotto le fondamenta conosciute, quella dei “bottini”, ossia cantine in cui si scavavano dei passaggi alla ricerca di un fiume leggendario. Era così che si faceva scorta d’acqua mentre oggi si conservano pregiatissime bottiglie di vino. I più fortunati possono prenotare persino un tour di degustazioni, come all’Enoteca Cantina del Brunello, in collaborazione con Siena Wine Service, un vero e proprio paradiso enologico. 

IL SAPORE DEL SOLE
I vicoli più stretti e in pendenza ospitano le sorprese più gradite, come l’Osteria il Grattacielo, con una storia antecedente all’Ottocento, che usa tutti ingredienti a chilometro zero. I piatti tipici della cucina locale sono serviti (dal fegato al cervello fritto) sulla tavola de Il Mugolone, soprannome del primo proprietario oggi orgogliosamente riportato in vita in chiave contemporanea. Tutta la forza della tradizione sposa l’ingegno senese in forme sempre nuove, come succede al neonato ristorante Il Particolare, un inno alle colline toscane che offre un vero e proprio viaggio sensoriale. Ce n’è per tutti i gusti: chi preferisce i sapori rustici con un tocco di brio può fare tappa in centro a pochi metri da Piazza del Campo al Ristorante San Desiderio. Ognuno di questi locali è gestito con passione e slancio da ristorati di zona, con esperienza lunghissima e grande rispetto della storia. Qui l’accoglienza irradia un calore autentico, genuino e confortante, lo stesso che a colpo d’occhio si staglia per i tetti della città, che danzano tra sfumature diverse di mattone per trovare una propria armonia.                                                      

 



Lorenzo... il magnifico fornaio

Il Panificio si chiama Il Magnifico (a via dei Pellegrini, 27) e il maestro fornaio fa di nome Lorenzo. Coincidenza fortuita o un destino già segnato dalla grandezza? Quest’uomo instancabile ha ricevuto in eredità dal padre un luogo ormai storico per i senesi e i viaggiatori in giro per il centro. Ingredienti locali, impasti fatti a mano e tanto amore sono la ricetta vincente di una tappa obbligata e non solo per i più golosi. Pane, pizza, ma soprattutto prodotti tipici: quest’inno alla buona tavola segue il calendario della tradizione e inizia l’anno il primo novembre, giorno di Tutti i Santi, quando si sforna il pane co’ Santi, una delizia indescrivibile. È in ottima compagnia… e non solo degli indimenticabili cantuccini e cantuccioni, ma anche dei cavallucci, del panforte, del panpepato, dei ricciarelli e dei dolci delle feste, dalla schiacciata di Pasqua alla colomba per arriva al più classico dei panettoni natalizi. L’aroma delle infornate di Lorenzo si sente da qualche isolato di distanza e pervade tutta la via e l’accoglienza in panetteria sembra una festa. 

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