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Tamponi: farli a tappeto oppure no?

Un viaggio tra le diverse tipologie di test e tra esiti più o meno certi

Lun 26 Ott 2020 | di Armando Marino | Soldi

A sei mesi dalla fine del lockdown nel mondo scientifico è ancora vivo il dibattito sui tamponi. La ricerca ha messo a disposizione diverse tipologie di test per il Coronavirus e c'è chi suggerisce di farli a tappeto a tutta la popolazione e chi avverte che, al netto di possibili risultati non affidabili, il test restituisce la fotografia di un dato momento, inducendo in chi risulta negativo un senso di sicurezza che potrebbe ingannare. Si può tranquillamente essere negativi al momento in cui si è fatto il tampone ed essersi infettati poche ore dopo. Sta di fatto che il tampone è diventato anche uno strumento importante dal punto di vista legale. Se si viaggia o si deve partecipare a particolari eventi pubblici, è possibile che sia richiesta la prova di non essere contagiati e contagiosi. Il test più affidabile, ma anche più “lento” e costoso è il tampone molecolare. Nelle grandi città, nei periodi di alta diffusione del virus, si sono formate code di ore e ore per sottoporsi, dietro prescrizione, a questo test presso una struttura pubblica. La speranza è che ci si attrezzi meglio. Altroconsumo ha verificato la situazione in diverse regioni, riscontrando un prezzo medio di 94 euro che in nessun caso scendeva al di sotto dei 65 euro. Esistono però altri tipi di tamponi che si possono fare anche presso strutture private. Il tampone antigenico, che è sempre di tipo rinofaringeo, cioè con un prelievo di mucose da bocca e naso, fornisce una risposta più rapida: il tempo per avere il risultato scende da 4-6 ore a 12-15 minuti. E infatti i test antigenici sono usati in posti di transito, tipo gli aeroporti, dove è necessario controllare un elevato numero di persone in breve tempo. Questo tipo di test è però meno affidabile e per avere la certezza richiederebbe un secondo controllo con i test più precisi. Il test sierologico invece non riesce a individuare il virus, ma solo le sue tracce indirette, cioè gli anticorpi che il nostro corpo produce quando viene in contatto con il Coronavirus. Il che significa non avere la certezza di essere contagiosi, ma solo sapere se si è mai stati contagiati, magari in passato e senza accorgercene. L'ultima novità, ma ancora da verificare, sono i test salivari, decisamente meno invasivi. Ma sono ancora poco diffusi. Intanto la Regione Lazio ha autorizzato 65 strutture private a fare tamponi rapidi a 22 euro. 
 

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