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Anna Valle: Sono una burlona

Voleva fare l’avvocato ed è diventata Miss Italia, attrice di cinema e tv. E, da un anno, anche mamma di Ginevra

Ven 06 Nov 2009 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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Solare, grintosa, elegante, regale. Quando la incontro, non posso che apprezzare la sua bellezza che, dopo 14 anni dalla conquista del titolo di Miss Italia, è ancora più consapevole e matura. Correva l’anno 1995, quando Anna Valle partecipò al concorso più famoso del Paese: aveva 20 anni, studiava Giurisprudenza a Catania, aveva mosso pochi passi nel mondo del teatro e sognava di fare l’avvocato. Poi, la moda, la tv e il cinema l’hanno rapita, rendendola una delle attrici più credibili del panorama nazionale.

Quanto ti ha aiutato o ostacolato il titolo di “bella”?

«è piacevole che un’attrice sia considerata anche bella. Ma non basta. Per alcuni ruoli è sufficiente, ma, quando vuoi che quello di attrice diventi un lavoro, ci vuole preparazione. La bellezza, per quanto mi riguarda, ha creato dei pregiudizi intorno a me solo all’inizio della mia carriera, proprio a causa della mia provenienza. Dopo aver lavorato come modella, nell’anno successivo a Miss Italia, ho capito che la mia vera passione era recitare. E, fortunatamente, in breve tempo i pregiudizi sono scomparsi».

Dopo i successi di “Commesse”, “Soraya”, “Callas” e “Onassis”, sei considerata da critica e pubblico una brava attrice.
«Questa cosa mi lusinga. Ma, nella vita, non si può mai dire di essere arrivati. Quando ho deciso di avventurarmi in questo ambito, ci sono volute determinazione, studio, esperienza sul campo e fortuna. Se non avessi fatto “Commesse” e se non avessi vestito i panni di un personaggio che è piaciuto molto, in un momento d’oro per la fiction, forse ora non sarei qui. Se avessi ricoperto quel ruolo oggi, le cose sarebbero andate diversamente. Sicuramente la fortuna senza determinazione lascia il tempo che trova. Ogni giorno è una lotta, ma le persone hanno imparato a “fidarsi” di me!».

Hai vissuto il mondo della moda e vivi quello del cinema: cosa ti hanno dato?
«Dal mondo della moda, che ho vissuto per poco tempo nell’anno di Miss Italia, ho imparato a correre, ho acquisito dinamicità. Dal mondo del cinema ho imparato che è importante la preparazione, la tenacia».

Ultimamente ti abbiamo apprezzato su RaiDue nella fiction “Nebbie e Delitti” con la quale sei tornata in tv, dopo un anno di pausa per maternità.
«Ho ripreso dopo una pausa di maternità che mi sono stra-goduto!  E ho ricominciato in maniera soft con un progetto che mi ha divertito, ma mi ha permesso di non stare troppo lontana dalla mia Ginevra. Su 4 mesi di riprese ho lavorato solo una quarantina di giorni. Mi è piaciuto anche vestire i panni di un personaggio diverso da quelli fatti fino ad ora. Chiara, questo il suo nome, è sorridente e determinata».

E tu come sei?
«Solare, a volte mi infurio e sono aggressiva. Ma sono anche molto più burlona e scanzonata di quanto può sembrare apparentemente».

Come ti ha cambiato la maternità?
«è una cosa talmente totale che non può non cambiarti. Cambiano le priorità. Poi, da quando sono mamma, non mi preoccupo più di dover piacere a tutti per forza. Prima di mettere in cantiere Ginevra, mi sentivo lontana dall’idea di diventare madre. Poi io e mio marito abbiamo deciso di avere un figlio e, da allora, ho vissuto delle emozioni fortissime, che non pensi di poter provare mai. è un sentimento che ti amplifica tutto quello che provi e vivi normalmente nella tua vita. Quando conosci quelle emozioni, non ne puoi fare più a meno. Non dico che tutte le donne debbano diventare madri, ma è straordinario vivere e capire cosa significa ciò che le madri ti raccontano di aver provato».

Come ti ha condizionato la maternità nella scelta dei tuoi ruoli?
«Mi ha condizionato solo nell’impegno: non scelgo dei ruoli che mi tengono lontano da Ginevra troppo a lungo. Per questo ho abbandonato le scene per un anno. Volevo godermelo appieno, dovevo allattare e volevo vivere, senza pensare al set, questo ‘stravolgimento’».

Come riesci a conciliare la maternità con questo lavoro?
«Ci si organizza. Mia madre è lontana e quindi non mi può aiutare. Mi danno una mano una tata bravissima e mio marito. Anche lui lavora, ma nel weekend è sempre con me. Lui è straordinario. E poi, ora, mi porto la bimba sul set!».

Progetti ai quali stai lavorando?
«Teatro e cinema. Per il teatro, opto per qualcosa che non mi implichi un impegno eccessivo, in cui non ci sia una tournée massacrante».

Cosa pensavi di fare da grande?
«Quando ero piccolissima, pensavo di fare l’astronauta! Poi, quando sono diventata più pragmatica, ho deciso che sarei diventato un avvocato. E alla fine ho deciso di intraprendere questa carriera».

Che rapporto hai con la tua terra?
«In realtà ho un rapporto da nomade. Sono nata a Roma, vissuta a Ladispoli fino ai 13 anni, poi sono vissuta in Sicilia fino ai 19 – mia madre è originaria di Lentini –, poi mi sono trasferita a Milano per 6 anni. Per questo, non mi sento a casa in nessun posto. Mi sento dell’Italia. Quando sto in un posto, dopo 10 giorni, trovo una scusa per partire. E Ginevra, sino ad ora, ha retto bene il ritmo. Comunque, ho un rapporto stretto con l’Italia in senso totale: mi piace il cibo italiano e l’unica cosa “straniera” che penso sia davvero buona è il sushi. In Italia, ovunque, vivo bene. Non potrei vivere in modo stabile in nessun altro posto. Per esempio sono vissuta anche a Parigi, ma solo per qualche mese.  Sono italiana al 100% nel senso che rappresento il nord, il sud e il centro e non ne potrei fare a meno».        

 




Avvocato mancato

Nata a Roma il 19 giugno del 1975, è cresciuta fino ai 13 anni a Ladispoli, per poi trasferirsi a Lentini, in Sicilia. Mentre frequenta il Liceo Classico, muove i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo, esordendo con la “Lisistrata” di Aristofane al Teatro Greco di Siracusa. Finito il liceo, si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza, ma interrompe gli studi nel 1995, quando viene eletta Miss Italia. Nello stesso anno partecipa al videoclip della canzone "Giovane amante mia" di Gianni Morandi. Studia recitazione e, nel 1999, viene scelta per un ruolo da protagonista nella fiction tv “Commesse” con Sabrina Ferilli e Nancy Brilli. Successivamente partecipa ad altre fiction tv, tra cui: “Turbo” (2000), “Cuore” (2001), “Papa Giovanni - Ioannes XXIII” e “Per amore” (2002), “Imperium: Augusto” e “Soraya” (2003), “Le stagioni del cuore” (2004), “Callas e Onassis” (2005), “Fuga per la libertà - L'aviatore” (2008) e “Nebbie e delitti 3” (2009). Nel 2000, in Germania, ha girato una serie di fantascienza "Aeon - Countdown im All". Al cinema esordisce con “Le faremo tanto male” (1998) di Pino Quartullo, cui seguono nel 2001 “Sottovento!” di Stefano Vicario, nel 2007 “SoloMetro” di Marco Cucurnia, nel 2008 “Misstake” di Filippo Cipriano e “Carnera: the walking mountain” di Renzo Martinelli. 


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