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Che senso ha vivere da morti?

Precauzione assoluta, sė! Ma non facciamoci bloccare dalla paura

Gio 26 Nov 2020 | di Alberico Cecchini | Editoriale
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Leggere un ottimo libro è uno dei più grandi piaceri della vita. Prendiamo per esempio i Promessi Sposi. 

Da tanti anni volevo rileggerlo fino a che di recente mi sono deciso, anche per distaccarmi da questa fissazione sulla pandemia. Ebbene, me lo sono divorato! Mi è talmente piaciuto proprio nei dettagli, negli approfondimenti storici, nelle descrizioni dei luoghi e delle emozioni dei personaggi, che non riuscivo a staccarmi da quelle pagine. 

Ognuno di noi ha una sua personale percezione del Coronavirus e dei suoi effetti. Questa percezione dipende dalla sua sensibilità, dall’informazione che più o meno sceglie e da ciò che dicono le persone che ha intorno. Questa percezione è quindi sempre soggettiva e inevitabilmente più o meno distorta e confusa. Continuamente confusa dalle mille diverse e contraddittorie dichiarazioni di chi dovrebbe saperne più di noi.

Per questo credo sia un ottimo esercizio per migliorare la propria percezione della realtà quello di staccarsi dal clima di confusione del momento per immergersi, con la lettura, nelle vie e nelle sensazioni delle persone della Milano del 1630, dove la peste in pochi mesi uccise in modo straziante 3 persone su 4! 
Se la paragoniamo alle epidemie che ci sono state spesso nella storia - peste, colera, lebbra, tifo, vaiolo, tubercolosi, ecc. - ringrazieremmo il cielo per quanto è poco mortale questa epidemia. 
 
Per carità, grande precauzione e massimo rispetto delle regole innanzitutto! Però credo che questo sia solo come un grande avvertimento ad essere pronti e organizzati alla possibilità di pandemie molto più gravi, come quelle che hanno caratterizzato la storia di ogni civiltà. Ma nel frattempo quello che mi pare più importante da focalizzare ogni giorno è ricordarsi di ringraziare il Cielo perché non viviamo sotto le bombe di una guerra o sotto il terrore di una dittatura o di un’epidemia grave come le altre, e soprattutto di non fermare la nostra vita per la paura. Che senso ha vivere da morti seppelliti in casa? Il sistema immunitario è la più grande difesa e per tenerlo pronto il modo migliore è amare, relazionarsi, poi anche uscire al sole, e mantenere in movimento il fisico e l’anima.                

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