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Mobili a noleggio per una casa più sostenibile

Si chiama Circular Housing il progetto sperimentale che vuole dare una seconda vita ad elettrodomestici e componenti d’arredo

Gio 26 Nov 2020 | di Domenico Zaccaria | Ambiente

Una tonnellata di rifiuti: è quanto viene prodotto, in media, in un singolo trasloco. Per minimizzare l’impatto ambientale e lo spreco di risorse, a Milano ha preso il via l’iniziativa Circular Housing Project, che propone un nuovo modello dell’abitare in linea con i principi dell’economia circolare. L’idea è quella di dare una seconda vita agli elettrodomestici e ai componenti d’arredo, sviluppando una filiera sostenibile, capace di introdurre una nuova concezione del fine vita dei rifiuti. Coordinato da Redo Sgr in collaborazione con il Consorzio Ecodom, il Politecnico di Milano, Poliedra e Bsh Elettrodomestici, il progetto pilota riguarderà un gruppo di inquilini dei nuovi quartieri di social housing di Affori e Crescenzago; sarà offerto loro un servizio di locazione di unità abitative che includa anche il noleggio di arredamenti ed elettrodomestici di alta qualità e durevolezza, senza che siano influenzati nella scelta dalla durata del contratto. Il modello implementato considera tutte le fasi del ciclo di vita dei beni e comprende tutti gli attori della filiera, dalla produzione alla gestione del fine vita: allo scadere del contratto si potrà optare per il recupero e il ricondizionamento di apparecchi elettronici e mobilio, dando così la possibilità per un nuovo utilizzo agli inquilini successivi e risparmiando sui costi del trasloco e sul riadattamento dei mobili.

IMPATTI AMBIENTALI RIDOTTI
Finanziato da Eit Climate Kic, il progetto punta a rimettere in circolo questi rifiuti grazie al ricondizionamento, garantendo una riduzione dell’impatto ambientale di 300 chili annui di Co2 equivalente per ogni cittadino; se venisse esteso, in dieci anni si potrebbe arrivare a una riduzione di anidride carbonica pari a quella assorbita da un bosco grande come l’intera regione Umbria. Il coinvolgimento di diversi attori permetterà il controllo e la gestione di tutte le fasi del processo: dalla fornitura di mobili ed elettrodomestici - prevista nel canone d’affitto e regolata da un istituto finanziario - al trattamento del fine vita e al ricondizionamento, fino al loro ricollocamento in un nuovo appartamento. «Agendo in sinergia – spiega Luca Campadello, Projects & Researches Manager di Ecodom - puntiamo a sviluppare un sistema che, evitando inutili sprechi di rifiuti, promuova comportamenti sempre più circolari e sostenibili all’interno delle nostre abitazioni. Un progetto che auspichiamo possa essere replicabile in altre città italiane».                 

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