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Quel disturbo over 50

Gravidanze, vita sedentaria tra le cause delle emorroidi

Mer 30 Dic 2020 | di Maria Giovanna Graziani | Salute
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Ammettiamolo, le emorroidi sono davvero fastidiose. Molto diffuse tra gli over 50, rappresentano un disturbo piuttosto frequente. Su questo numero proviamo a capire di cosa si tratta, perché si formano e come intervenire.  

COSA SONO
Le emorroidi sono una formazione anatomica del canale anale, sono morbidi cuscinetti di tessuto che contribuiscono alla discriminazione del contenuto rettale, al mantenimento della continenza e all'evacuazione. In condizioni normali la loro presenza non viene avvertita, ma il loro gonfiore eccessivo genera fastidio e sintomi, quali prolasso, dolore, bruciore, prurito o sanguinamento. Il termine emorroidi designa sia le strutture venose sia la disfunzione, più correttamente indicata come patologia o malattia emorroidaria.

PERCHÈ SI INFIAMMANO? 
La patologia emorroidaria è una disfunzione legata all'infiammazione delle vene emorroidali, le emorroidi, che scivolano all'esterno della loro sede naturale nell'ano per il cedimento della mucosa rettale. In alcuni casi si produce la formazione di un grumo di sangue (coagulo o trombo) che amplifica i sintomi dolorosi. La disfunzione può interessare tanto le emorroidi interne che quelle esterne, situate intorno all'ano. 
 
DISTURBO COMUNE
Le emorroidi sono un disturbo comune. Si stima che circa la metà delle persone con più di 50 anni di età ha avuto, in maniera più o meno acuta, un problema di emorroidi.
Le cause delle emorroidi sono molteplici: predisposizione familiare, stipsi cronica, sedentarietà, sforzi eccessivi, gravidanze, stazione eretta prolungata, etc. Questi fattori provocano un cedimento delle strutture presenti nell'ano che comporta una flessione verso l'esterno delle emorroidi, esponendole a infiammazione, rigonfiamenti eccessivi, rottura e alla frizione dello sforzo durante la defecazione.

I SINTOMI
I sintomi della patologia emorroidaria sono:
dolore, in particolare durante la defecazione o mentre si è seduti; piccole perdite di sangue, che solitamente si osservano dopo la defecazione e sono dovute a rotture dei vasi sanguigni; prurito e forte disagio; sensazioni di gonfiore o di corpo estraneo nell'ano; in qualche caso, una perdita anomala di feci; presenza al tatto di corpi morbidi esterni all'ano.

COMPLICAZIONI
Le complicazioni delle emorroidi sono rare e si verificano quando la disfunzione è prolungata. La perdita di sangue può causare carenza di ferro (anemia) oppure danni gravi ai tessuti. Se l'emorroide è strozzata il tessuto epiteliale può subire una forma di cancrena.
Per allontanare il rischio di emorroidi è bene osservare uno stile di vita sano che comprenda: una moderata attività fisica, una dieta ricca di fibre, l'assunzione di liquidi; se si è sofferto di emorroidi è bene cercare di mantenere la zona sempre pulita, cercando di evitare il ricorso a prodotti troppo aggressivi. È bene evitare di forzare troppo la defecazione. In situazioni di difficoltà è meglio ricorrere all'uso di lassativi riferendone l'esigenza al medico. è inoltre opportuno evitare la sedentarietà. 
 
LA DIAGNOSI 
La sintomatologia emorroidaria può essere molto fastidiosa, ma eccezionalmente comporta un effettivo rischio per la salute. È fondamentale tuttavia escludere che i disturbi derivino da altre patologie e in particolare da un tumore del colon-retto. Per questo motivo, i pazienti di età superiore a 40 anni che presentano un sanguinamento ano-rettale o altri fattori di rischio vengono sottoposti a una colonscopia. La diagnosi di emorroidi avviene mediante una visita dello specialista colon-proctologo. 

TRATTAMENTI
Il trattamento della patologia emorroidaria dipende dalla durata e dall'intensità del disagio. Nella maggioranza dei casi le emorroidi tendono a guarire da sole dopo un certo periodo. Talvolta è sufficiente modificare la dieta, con l'introduzione di fibre, vegetali e liquidi. I trattamenti variano in base agli stadi di classificazione:
• per il primo e secondo stadio è sufficiente un trattamento medico basato su norme igienico-dietetiche e sull'impiego di alcuni farmaci, soprattutto ad azione locale;
• nel secondo stadio, possono essere adottate tecniche non chirurgiche, quali la legatura elastica e le iniezioni sclerosanti, procedure eseguibili ambulatorialmente senza anestesia, ma la cui efficacia è in genere parziale e transitoria;
• l'intervento chirurgico viene solitamente consigliato per le emorroidi di III e IV grado.                       

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