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Come ci muoveremo in città nel futuro?

La nuova mobilità è una delle sfide centrali delle città di domani: una ricerca fotografa la situazione e indica percorsi da seguire quando il mondo avrà 2 miliardi di auto

Mer 30 Dic 2020 | di Domenico Zaccaria | Energia
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Su richiesta dell’utente, in condivisione, su bici e monopattini elettrici. Fra quindici anni saranno questi i nuovi paradigmi del movimento negli spazi urbani. Le modalità tradizionali – dalle auto di proprietà al trasporto pubblico locale – di certo non andranno in pensione, ma nel 2035 uno spostamento su cinque avverrà con mezzi non tradizionali: auto e scooter in sharing, bici e monopattini elettrici, piattaforme on demand per prenotare un veicolo solo quando occorre. È il quadro che emerge dal nuovo studio di Boston Consulting Group “Solving the Mobility Challenge in Megacities”, realizzato attraverso oltre duemila interviste a Pechino, Boston, Londra e Mosca. «Lo scorso anno in Italia – spiega Fabio Cancarè di Boston Consulting Group – la nuova mobilità ha contribuito al 2% degli spostamenti nelle aree urbane, percentuale che crescerà al 10% nel 2030 e al 18% nel 2035». La ricerca non si limita a fotografare la situazione da qui ai prossimi quindici anni, ma intende tracciare anche il percorso da seguire: questo perché «in assenza di una chiara direzione sistemica la new mobility potrebbe addirittura peggiorare le prestazioni degli ecosistemi di mobilità urbana, ad esempio cannibalizzando il trasporto pubblico».

SERVE UN COORDINAMENTO EFFICACE TRA DOMANDA E OFFERTA
Le grandi città hanno bisogno di un “orchestratore” che metta ordine al caos dei trasporti, gestendo la frammentazione della mobilità e garantendo che operatori pubblici e privati lavorino insieme in modo efficace. Da un lato servirà un sistema integrato di gestione che riunisca i dati di tutte le modalità di viaggio e delle infrastrutture di trasporto della città; dall’altro lato occorrerà un’interfaccia digitale per i clienti, ossia una piattaforma che combini tutte le opzioni di trasporto disponibili in città. Il controllo di questi due elementi permetterà di ottimizzare il sistema di trasporto e di soddisfare le esigenze dei consumatori, che potranno prenotare un viaggio efficiente e personalizzato che coinvolga più modalità attraverso un’unica interfaccia. La mobilità urbana rappresenta una delle principali sfide del futuro, come dimostrano i numeri: stando a una stima delle Nazioni Unite, entro il 2030 le megalopoli ospiteranno più di 750 milioni di persone (+35% rispetto ad oggi). Se a questo dato aggiungiamo che, secondo il World Economic Forum, il numero di auto in tutto il mondo nel 2040 sarà pari a 2 miliardi, è chiaro che la pressione esercitata sulle reti di trasporto è destinata inesorabilmente ad aumentare.   

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