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Diamo una nuova vita ai pannolini usati?

In Veneto si compie un passo in avanti nel riutilizzo dei prodotti assorbenti che vengono trasformati in carta di elevata qualità

Mer 30 Dic 2020 | di Domenico Zaccaria | Ambiente
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Dai prodotti assorbenti per la persona usati alle cartiere, passando attraverso un impianto in Veneto che permette di dare nuova vita a questi rifiuti. Il riutilizzo dei pannolini muove un altro passo in avanti nel percorso dell’economia circolare: ora dalla cellulosa proveniente dall’attività di riciclo sarà possibile ottenere carta di elevata qualità. L’ulteriore step di una tecnologia che vede l’Italia capofila in Europa è stato possibile grazie all’accordo tra Contarina Spa, che si occupa della gestione dei rifiuti in provincia di Treviso, e Cartiere Saci, che produce carta da imballaggio a partire da materia prima 100% riciclata. L’impianto di riciclo dei pannolini a Lovadina di Spresiano è in grado di gestire fino a 10.000 tonnellate l’anno di prodotti usati; la cellulosa proveniente da questi, opportunamente miscelata ad altri maceri selezionati, permetterà di ottenere circa 600 tonnellate di carta. D’ora in avanti, spiega il direttore generale di Contarina Spa, Michele Rasera, «la cellulosa ricavata dal riciclo dei prodotti assorbenti potrà avere finalmente uno sbocco produttivo ed essere utilizzata come materia prima seconda. È l’esempio concreto di come i rifiuti non sono solamente scarti, ma, se valorizzati adeguatamente, possono avere una nuova vita e creare economie positive per il territorio».

COME FUNZIONA IL RICICLO
Il processo di riciclo prevede quattro fasi: i pannolini e i prodotti assorbenti per la persona usati vengono raccolti dagli utenti, stoccati, trattati in autoclave - dove la forza del vapore a pressione permette di aprirli e sterilizzarli, eliminando completamente i cattivi odori - e infine separati delle frazioni riciclabili per via meccanica. «Questa tipologia di rifiuti – spiega Giovanni Teodorani Fabbri, general manager di FaterSmart che ha sviluppato la tecnologia – può essere valorizzata coniugando salvaguardia dell’ambiente e crescita economica. Possiamo recuperare il 100% delle materie prime seconde provenienti dai prodotti assorbenti per la persona usati, dunque cellulosa, ma anche plastica e polimero super assorbente che possono essere riutilizzati». Da una tonnellata di rifiuti raccolti in maniera differenziata è infatti possibile ricavare fino a 160 kg di cellulosa, 80 kg di plastica e 80 kg di polimero super assorbente, da impiegare nei principali processi di lavorazione, per dar vita a grucce, giocattoli, tavoli di plastica, prodotti tessili e fertilizzanti. E d’ora in avanti anche a carta di elevata qualità.                                            

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