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Io? Disordinaria: storia della mia rinascita

Maurizia Triggiani da buyer e ragazza ‘giusta’ a donna semplicemente felice e se stessa

Mer 30 Dic 2020 | di Francesca Favotto | Attualità
Foto di 8

«Ero problematica e disordinaria. Ora, rimango solo disordinaria», che nel suo linguaggio significa «quella che alza le mani per parlare, quando non lo fa nessuno». Così si definisce al telefono Maurizia Triggiani, quasi 40 anni o giù di lì, autrice di “Io, disordinaria”, edito da DeAgostini, in cui raccontando il suo percorso di vita di ragazza molto problematica, «sempre alla ricerca di qualcosa che potesse farla sentire meglio», offre alcuni spunti su come è riuscita lei a trovare la felicità.

Ce lo racconti?
«Vuoi la verità? Non esistono alternative alla ricerca della felicità. Nessuno, credo, può davvero pensare: “Ah, che bello, voglio una vita di merda”. Vogliamo stare bene, tutti. Io ho cambiato tutto quello che potevo cambiare, ho accettato quello che non si poteva cambiare e ho imparato a distinguere una cosa dall’altra». 

Cosa hai cambiato nella tua vita?
«Avevo pericolosamente imboccato il tunnel delle scelte “obbligate”: dopo la laurea nella facoltà “giusta”, ho cominciato a lavorare come commerciale, prima nelle HR, poi come buyer nel settore accessori moda. È arrivato poi il matrimonio con l'uomo “giusto” e un figlio al momento “giusto”, Dario, che oggi ha 11 anni. Era tutto così giusto: e allora perché mi sentivo soffocare? Ero la classica insoddisfatta cronica, cambiavo taglio e colore di capelli ogni 15 giorni, desideravo sempre qualcosa di nuovo in quella vita perfetta. Dentro di me urgeva il cambiamento, ma non sapevo come fare: è risaputo che se vuoi dare una sferzata alla tua vita, poi la gente pensa che sei un'ingrata. Perché l'opinione altrui porta ad accontentarsi di quello che si ha. Fino a che la vita ci ha messo lo zampino...». 

Qual è stato l'evento che ha scatenato l'effetto domino?
«Mi sono innamorata di un altro uomo, Marco, il mio attuale marito, conosciuto sull'allora posto di lavoro. Siamo stati amici per due anni, ma dentro di me sapevo che lui era altro per me. Ma io ero sposata, lui fidanzato. Fino a che non abbiamo preso coscienza entrambi che così non poteva andare...». 

E avete dato vita a una famiglia disordinaria?
«Già. Abbiamo deciso di essere felici, insieme. E prima ancora di divorziare ero già incinta di Ottavia, la nostra bambina, che oggi ha 3 anni». 

Perché con Marco funziona?
«Marco è stato la mia botta di fortuna. Con lui ho scoperto la multipotenzialità: non esiste un unico modo giusto di essere, ognuno di noi ha un approccio diverso alla vita e alle cose che succedono, ma questo non significa essere sbagliati. Marco è come me: una ne fa, cento ne pensa. Facciamo tutto insieme: abbiamo deciso di lasciare il (buon) posto di lavoro che avevamo per metterci in proprio e aprire più società; abbiamo figli di carne  e di carta (insieme hanno scritto “Dis-ordinary family”, edito da Sperling & Kupfer, in cui raccontano la loro famiglia non convenzionale - ndr); abbiamo anche la stessa visione della vita. E ci amiamo, molto». 

Mai un problema?
«Ma che scherzi, le discussioni e i problemi organizzativi sono all'ordine del giorno, come per tutte le coppie. Inoltre, ogni traguardo raggiunto ci ha insegnato a prenderci la responsabilità delle nostre scelte: è chiaro che il lavoro di prima ci avrebbe permesso una vita più tranquilla, ma la condizione di oggi ci ha regalato una vita felice. In ogni caso, ogni conquista è stata frutto di tantissimo lavoro. Perché alle persone felici sembra che tutto esca sempre facile. Ma no, ci vuole estremo impegno e anche un po' di coraggio». 

Merito quindi dell'amore questa nuova Maurizia?
«Di certo, l'aver incontrato Marco ha innescato tutta una serie di fortunati eventi. Ma il tutto è partito dalla presa di consapevolezza di me stessa: che shock scoprire che una vita era possibile, senza essere la solita secchiona! Ho trovato davvero me stessa solo quando ho sradicato gran parte dei cartelli che avevo piantato sulla mia strada: mi sono dovuta perdere per ritrovarmi». 

Oggi quindi chi è Maurizia?
«La Maurizia di ieri era sempre insoddisfatta, eccessiva. Oggi affronto tutte le difficoltà senza lasciarmi scoraggiare; anzi, imparando sempre qualcosa di nuovo, accettando ciò che non si può cambiare, ma combattendo contro ciò che deve essere cambiato. Ho imparato a spegnere la radio rotta, che rimandava solo il brusio di sottofondo dei consigli non richiesti. Voglio essere felice come mi verrà in mente di esserlo».               

 


Chi è Maurizia Triggiani?

Maurizia Triggiani nasce agli albori degli anni Ottanta, cresciuta da due genitori che l’hanno lasciata libera di fare karate, giocare con le macchinine e di fare i buchi per le orecchie quando pareva a lei. Si è laureata alla Bocconi e ha lavorato a lungo nelle agenzie per il lavoro e come buyer. Ora è un’imprenditrice, scrive, ed è appena diventata editore di @discorsionline, assieme al marito Marco. Su FB e IG è insieme a Marco e ai loro figli la @disordinaryfamily. 
                                                       

 


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