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E tu ti fidi del senso perfetto?

Bisfrattato, sottovalutato e giudicato primitivo, l’olfatto è il senso da riscoprire. La neuroscienziata Anna D’Errico ci spiega perché

Gio 28 Gen 2021 | di Susanna Bagnoli | Attualità
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Nella ‘classifica’ dei sensi, l’olfatto non è tra le prime posizioni. Anzi, per tanti motivi storici e culturali, finisce per essere poco preso in considerazione. «Fin dall’antichità è sempre stata data più importanza alla vista e all’udito come sensi nobili. Olfatto e tatto venivano assimilati alla sfera animale, degli istinti e si pensava che il naso umano fosse inadeguato a sentire alcune molecole», racconta la divulgatrice scientifica Anna D’Errico, che al naso ha dedicato un libro e molta attività di ricerca. Lei lo chiama il ‘senso perfetto’, ‘una provocazione per stimolare il lettore a saperne di più. L’olfatto è un senso potente, ad esempio di allerta. Ci comunica il pericolo se sentiamo odori ‘inaspettati’ e imprevedibili’. Ed è anche protagonista dell’attualità.  

C’è una relazione tra Covid-19 e perdita dell’olfatto?
«Il meccanismo ancora non si conosce, ma essendo una malattia delle vie respiratorie non sorprende che interessi l’olfatto. Sappiamo che ci sono due tipologie di pazienti, quelli che perdono e recuperano  rapidamente olfatto e gusto e poi ci sono i pazienti in cui il recupero è molto lento. Non è un fatto anomalo e non bisogna spaventarsi. La rigenerazione dei tessuti olfattivi è lenta». 

Da dove partire per riscoprirlo? 
«Riavvicinandoci al nostro corpo e alle nostre sensazioni. Capiamo l’importanza dell’olfatto quando lo perdiamo per un raffreddore; pensiamo a quanto sia importante l’odore delle persone che amiamo e che ci sono care. Un esercizio interessante è annusare, esplorare, prestare attenzione e rallentare. L’olfatto è un senso lento, riflessivo, che ci permette di prenderci il nostro tempo».

L’effetto descritto da Proust nella “Ricerca del Tempo Perduto” esiste? 
«Sì, ma di solito se ne parla come se qualunque odore servisse a collegarsi alla memoria e non è così. Con l’olfatto c’è un passaggio diretto delle informazioni dal cervello all’area limbica, delle emozioni. Nell’effetto Proust succede che odori particolari, legati a memorie d’infanzia o a esperienze significative si legano nella nostra memoria alle emozioni che abbiamo provato in quel momento. Un collegamento potente per cui quando ritroviamo quell’odore scatena un flashback che ci riporta alle sensazioni provate in passato».

Gli odori possono essere anche delle armi?
«Gli Usa già nel secolo scorso hanno provato a mettere a punto una bomba puzzolente da usare per disperdere le folle e creare il panico. Alla fine giunsero a una sorta di ‘zuppa’ creata mischiando odori di feci, latrina, con altre sostanze. Per arrivarci furono fatti degli studi sulla popolazione che rivelarono che è impossibile creare una puzza universale. Ogni odore viene sempre contestualizzato da chi lo percepisce, in base a esperienze e a elementi culturali». 

Dunque non esiste un odore buono per tutti o cattivo per tutti….
«È così. Quindi non fermiamoci e diffidiamo dalle etichette dove sta scritto ‘rilassante’ o ‘anti depressivo’. L’odore ha il potere di farci rilassare e farci stare bene, ma dipende dalla nostra relazione con lui. Dobbiamo esplorare e scoprire che cosa è più adatto alla propria persona. Non è possibile che un odore abbia su chiunque uno stesso effetto». 

Avremo un giorno odori digitali?
«L’odore è fatto da molecole, oggetti fisici che non possono essere digitalizzati. Però in futuro potremmo avere dei dispositivi divertenti. Sono in corso molti studi sulla realtà virtuale e immersiva con prototipi di visiere e mascherine che rilasciano odori. L’MIT sta lavorando su piccoli orecchini, tipo pearcing per il naso con mini cartucce che rilasciano odori».                        

 


Mai sottovalutare il naso

Anna D’Errico è neuroscienziata e ricercatrice presso la Goethe Universität di Francoforte, dove vive da circa 10 anni. Appassionata e collezionista di profumi - ne ha oltre cento - ha scritto “Il  Senso perfetto. Mai sottovalutare il naso” (Codice Edizioni) per 'riabilitare' l'olfatto e condurre alla scoperta dei poteri di questo senso spesso poco preso in considerazione. Con questo libro si è aggiudicata il secondo posto nell’ultima edizione del Premio Letterario Galileo per la Divulgazione Scientifica 2020. 
Cura il blog perfectsenseblog.com. 

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