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Dove la vita finý e tutto rest˛ eterno

Pompei, Ercolano e Oplontis: tra le pietre, i resti e le case delle cittadine cristallizzate e sepolte dai detriti del Vesuvio nel 79 d.C.

Ven 29 Gen 2021 | di Nicola Molise | Bella Italia
Foto di 22

Nel 79 d.C. la vita finì e tutto restò eterno. Sotto il Vesuvio, nell’immediata provincia di Napoli, il materiale eruttivo che schizzò in aria dal vulcano a chilometri d’altezza permette, a distanza di venti secoli, di vedere com’era la vita di allora: le strade, le abitazioni, gli oggetti, le persone stesse. Per me che sono cresciuto in quella zona da bambino era una continua opportunità di entrare nella storia e di tornare indietro nel tempo. Tant’è che, dopo essermi trasferito in un’altra provincia, sorrisi molto all’idea di una visita scolastica proprio in quei siti che conoscevo già molto bene. Ma, negli anni, i nuovi ritrovamenti e le nuove tecnologie hanno permesso di vedere ogni volta qualcosa di nuovo, tra i fasti, la quotidianità del popolo, di duemila anni fa. 

C’è chi preferisce alloggiare a Napoli e muoversi con in treno per raggiungere di volta in volta la destinazione prescelta. Ma un’altra soluzione, per chi vuole dedicare a questi luoghi un bel fine settimana immersivo, può essere quella di dormire proprio in uno di quei comuni: Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, dove i siti archeologici sono patrimonio dell’Unesco.


POMPEI
La stazione della circumvesuviana Pompei-Villa dei Misteri (circa 40 minuti da Napoli) ha nel proprio nome già un bel rimando a quanto state per vedere. L’ingresso degli Scavi è proprio lì di fronte, ad appena un minuto a piedi. Ma ne esistono anche altri due: uno è in piazza Anfiteatro (fermata della Circumvesuviana Pompei-Santuario), l’altro è in piazza Porta Marina Inferiore. Scegliete quello che vi è più comodo e preparatevi: il sito si estende per 44 ettari. Vicino ai tre varchi ci sono numerosi bar e ristoranti per mangiare e per bere qualcosa. Sì, per camminare tanto bisogna essere in forze. Se invece volete provvedere con un panino e una bibita, potete farlo usufruendo di una delle aree interne attrezzate, ma considerate che c’è anche un bar. 
Questa era una grande città, e per visitare tutto il parco archeologico ci vorrebbero almeno un paio di giorni. Il consiglio, allora, è quello di segnare i punti che vi incuriosiscono di più o di prenotare una guida turistica. Sul sito www.pompeisites.org è possibile scaricare le mappe di due percorsi, acquistare il biglietto online, consultare gli orari d’apertura e scaricare l’App My Pompei per muoversi in sicurezza. L’Anfiteatro dell’80 a.C., il Foro, i templi di Giove e di Apollo, la ricca Casa di Sallustio, gli affreschi della Villa dei Misteri, sono solo alcuni riferimenti da segnare sulla vostra agenda. E non dimenticate il cosiddetto “Orto dei Fuggiaschi”, un luogo nel quale, grazie alla colatura del gesso, sono conservati i corpi di alcune persone che cercavano di fuggire durante l’eruzione. 
Il sito ha una grande attenzione per le persone con disabilità motorie e si sta attrezzando anche per chi soffre di disabilità sensoriale.

ERCOLANO
Per chi arriva da Napoli, ci vogliono 20 minuti di treno con la circumvesuviana. Una volta usciti dalla stazione, basta imboccare via Vittorio Veneto (proprio di fronte) e proseguire su via IV Novembre per arrivare in meno di 10 minuti all’ingresso del parco archeologico. Ci sono molte differenze con gli scavi di Pompei. Innanzitutto, l’estensione. Qui si parla di 4 ettari e di un luogo che un tempo era una cittadina di villeggiatura: ve la cavate anche in un paio d’ore, ma il suggerimento è comunque quello di non andare di corsa e di immergervi in quelle suggestioni. In questo parco, infatti, molti elementi furono sommersi, ma non distrutti. È possibile vedere anche il Teatro di Herculaneum (a 25 metri sotto il livello della strada), il Tempio di Venere, le Terme Suburbane; alcune domus meravigliose come la Casa dell’Albergo, quella dell’Atrio a Mosaico e quella dei Cervi. E poi c’è la Villa dei Papiri, chiamata così perché vi sono stati rinvenuti quasi duemila papiri carbonizzati, ma ancora visibili grazie alla tecnologia. Un altro elemento importante, ma non archeologico, è che qui non ci sono aree pic-nic, quindi è meglio organizzarsi con uno dei ristoranti o delle rosticcerie limitrofe: la pizza a portafoglio è sempre una soluzione rapida e felice. Il parco ha anche una nuova mappa per chi si muove in sedia a rotelle.

TORRE ANNUNZIATA
Una manciata di minuti vi permette di raggiungere a piedi la Villa di Poppea dalla stazione della circumvesuviana di Torre Annunziata. E, trovandovi in zona, sarebbe un peccato non approfittarne. Siete nel mezzo del centro abitato moderno, ma al tempo stesso nell’antica Oplontis, considerata come una zona suburbana di Pompei e ricca di ville meravigliose. Qui ne sono state rinvenute una attribuita alla seconda moglie dell’imperatore Nerone e un’altra a Lucius Crassius Tertius, chiamata anche Villa B e non visitabile. 
Per la prima, invece, trovate informazioni sul sito del Parco di Pompei: è impreziosita da affreschi, colonnati, stanze e giardini. È molto ampia, tanto da ospitare anche un piccolo complesso termale; è ben conservata e immensa, nonostante la parte scoperta dagli archeologi non sia tutta la costruzione originaria.                                                                     

 


La scoperta dello street food

Oggi lo chiameremmo street food, cibo da consumare per strada. Per farlo, duemila anni fa si usava il thermopolium, vale a dire una piccola costruzione all’aperto per cibi e bevande. L’hanno ritrovato da poco nel Parco Archeologico di Pompei e il direttore Massimo Osanna ha detto che i visitatori potranno vederlo già a Pasqua. Insieme alla struttura, ci sono anche recipienti e alimenti, e studiare questo nuovo ritrovamento contribuirà ulteriormente a studiare gli usi, ma soprattutto le abitudini alimentari, di quel periodo.

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