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Gaia Dominici “La mia vita nella savana”

Gaia, conosciuta come @siankiki sui social, oggi vive alle falde del Kilimangiaro, dopo aver girato il mondo. Cosa l'ha portata qui? La fotografia e... l'amore

Ven 26 Feb 2021 | di Francesca Favotto | Attualità
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“Cosa vuol dire esperienza? Questa che sto facendo non è un'esperienza, è la mia vita”. Gaia è diffidente, è selettiva. Il motivo? La sua è una storia davvero particolare: Gaia è rinata a nuove vite tante volte. Fino a quella attuale, che la vede abitare in mezzo alla savana, con le giraffe in giardino, un marito guerriero Maasai, una piccola monella ricciolina che addomestica le caprette, una famiglia numerosissima, un enkaji (casa in lingua Maasai) come tetto sopra la testa. 

Gaia è Gaia Dominici, 28 anni, alias @siankiki su Instagram, dove conta quasi 60mila follower e dove racconta, con foto mozzafiato e parole che arrivano dritto al cuore, la sua storia. “Rilascio pochissime interviste”. 

A noi ha detto sì!

Quante vite hai già vissuto?
«Tante. Sono nata nel 1992 in Colombia, ma sono stata adottata a pochi mesi da una coppia benestante di Genova: mio padre è avvocato e mia madre è casalinga. Da subito, manifesto una sensibilità spiccata, che mi fa chiedere a mia madre: «Ma io soffrirò per sempre?». Ero solo una bambina. Al liceo classico ero la borderline, l'outsider, quella fuori dal coro. Un po' per il mio aspetto fisico, un po' per come ero io: sempre molto arrabbiata, aggressiva, un misto di determinazione e rancore. Finito il liceo, avevo voglia di perdermi in un posto in cui nessuno conosceva la mia storia. Così sono finita in Australia, viaggio solo andata. Un anno che mi ha restituito me stessa: finalmente la mia diversità non era un limite, ma un valore aggiunto». 

E poi, che succede?
«Ho sempre avuto la passione della fotografia, così mi iscrivo all'università in Cornovaglia, dove frequento il corso di Press and Editorial Photography. Il primo anno parto per il Brasile, dove scatto un documentario sul turismo sessuale minorile. Il secondo ho la possibilità di scegliere una nuova meta: o Kathmandu, in Nepal, o Nairobi, in Kenya. Scelgo la seconda opzione. Comincio a scattare tra le baraccopoli e le discariche della città, per documentare la condizione dei bambini, malati di Aids o drogati. Capita poi l'occasione di addentrarmi nell'entroterra, per scattare un documentario sui Maasai. Mi accolgono subito con entusiasmo e calore, mi ribattezzano “Naramatisho”, ovvero “persona che si preoccupa per gli altri e su cui gli altri possono contare”. Mi dedico alla ritrattistica: voglio immortalare le donne Maasai in vestiti tradizionali, all'interno delle loro abitazioni. Ed è proprio in un boma che conosco mio marito». 

Ntoyiai, un guerriero Maasai...
«Lui era l'amico del marito della ragazza che stavo fotografando. Non appena lo vidi, le nostre anime si riconobbero, come se lo avessi già conosciuto in un'altra vita. Ci fu subito molta complicità, tanto che acconsentì a lasciarsi fotografare da e con me. Per lui decisi di rimanere». 

Fino al 2017, quando la tua malattia ti costringe a tornare in Italia per un anno e mezzo...
«Io soffro di artrite reumatoide giovanile, una malattia autoimmune cronica e degenerativa, che porta le articolazioni a sgretolarsi. Allora dovetti tornare in Italia per essere operata e io e Ntoyiai ci perdemmo del tutto. Ma lui non ha mai smesso di aspettarmi e io anche. Tanto che nel 2018, non appena tornai in Kenya, lo cercai, ci ritrovammo e... non ci siamo più lasciati». 

Vi siete sposati e oggi avete Lily Rose Naresiai, una bellissima Maasai di un anno e mezzo...
«Sì, la nostra Nare è un piccolo vulcano: a un anno pretendeva di portare al pascolo le capre con i cugini più grandi! A mia figlia auguro di trovare la sua strada, la sua voce. Di essere libera, di non avere regole. Di essere felice. Proprio come lo sono io oggi».                                          

 


Chi è Gaia Dominici?

Gaia Dominici, 28 anni, colombiana d'origine, italiana e oggi kenyota d'adozione, è conosciuta come @siankiki (che in lingua Maasai significa “giovane donna”) su Instagram, dove conta quasi 60mila follower. Dopo una vita in giro per il mondo come fotoreporter, è approdata in Kenya, dove ha messo radici, sposando Ntoyiai, guerriero Maasai, con il quale ha avuto Lily Rose Naresiai. «Per ora, la mia vita è qui. Non so dire dove sarò tra qualche anno. Ma so dire come mi sento oggi: felice». 

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