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Luis Bacalov: vi presento la mia Norma

Lun 23 Nov 2009 | di Alma Pentesilea | Interviste Esclusive
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Premio Oscar per la colonna sonora de “Il Postino", compositore, arrangiatore di molti successi di Nico Fidenco, Claudio Baglioni, Rita Pavone e Mia Martini, Luis Bacalov è nato in Argentina, ma per la sua carriera e la sua vita ha scelto l'Italia.

Tra le sue ultime “fatiche” la composizione della “Norma - Libera fantasia e variazioni per Pianoforte e Orchestra”, che sarà eseguita dal Maestro Rossana Tomassi Golkar, accompagnata dall’Orchestra Sinfonica dell’Europa Unita (Oseu), per la prima volta al mondo, il 20 dicembre presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Come è nata questa collaborazione con il Maestro Golkar e l’Oseu?
«Ti racconto una storia. Un po' di tempo fa mi recai a Montpellier. Mi attendeva un amico ingegnere e compositore dilettante. Dopo cena aprì un cassetto e prese una busta dicendomi: “l’ho trovata nella mia soffitta, cercando un documento di famiglia in una valigia di mio nonno Gustavo. Vorrei sapere cosa ne pensi”. Con mia grande stupore mi trovai tra le mani una partitura firmata “Gaston De la Villette, année 1911”. Il titolo recava la dicitura “Libre fantasie et variations sur airs, thèmes et fragments de l’Opera Norma de Mr. Vincenzo Bellini”. Scartata l’ipotesi che si potesse trattare di un falso composto ad hoc dal mio amico, al mio ritorno a Roma provai a scoprire qualcosa circa questo misterioso compositore. Il risultato fu un buco nell’acqua: forse il suo era solo lo pseudonimo di un compositore che si era divertito a scrivere un lavoro “a’ la manière de…”? In quei giorni mi domandavo: “e se avessero commissionato a me un lavoro simile, cosa avrei fatto?” Senza imbrigliare del tutto la fantasia, ho analizzato razionalmente le tre ipotesi più plausibili: avrei potuto proporre la pura e semplice trascrizione dall’originale ad un lavoro strumentale; oppure avrei potuto osare una contrapposizione-fusione fra il testo di Bellini e l’apparizione “a macchie” di una scrittura destabilizzante e straniante; altresì avrei potuto intraprendere la medesima strada seguita da Mr. De la Villette, forse limitando la discontinuità stilistica. Tra le tre ipotesi ho scelto la terza. E, deus ex machina, proprio in quei giorni la Pianista Rossana Tomassi Golkar mi contattò chiedendomi di scrivere, udite udite, un lavoro per Pianoforte e Orchestra sulla Norma di Bellini! Facile immaginare la mia sorpresa. Poi, visto che conosco Rossana da anni e che la stimo professionalmente, ho deciso di accettare la proposta».

Ha cominciato come compositore nella sua terra natale per poi arrivare in Europa?
Perché ha deciso di lasciare l'Argentina?

«Per curiosità, pensavo che mi potesse arricchire, per trovare altre cose, per avere altre esperienze, muovermi in una situazione più ampia, mi sembrava una cosa giusta. Ho avuto il coraggio, c’è chi ha paura di queste cose qua. Prima di venire in Europa, sono stato in molti paesi dell’America Latina».

Che differenze ha notato e nota nell'approccio alla musica in Sud America e in Europa?
«Ora cominciano ad esserci meno differenze. Ora gli accademici cominciano a considerare alcune cose della musica leggera e del cinema, cose che un musicista “serio” non dovrebbe frequentare. Quando ho cominciato a lavorare per il cinema molti musicisti contemporanei, che vivevano in un mondo estremamente ristretto, hanno dimostrato una certa diffidenza. Rota e Morricone hanno sofferto per questa situazione e l’hanno vissuta male. Io, venendo da una terra in cui, per campare, si fanno tante cose diverse e in cui non ci sono delle barriere così forti, non ho vissuto alcun dramma».

Che dire del fenomeno Giovanni Allevi?
«Il tema Allevi è un tema semplice e complesso. Allevi suona il pianoforte con garbo, non è un cattivo pianista, ha studiato ed anche bene. Il suo stile musicale nasce negli Usa e, da un punto di vista strutturale, ha a che vedere con la musica pop anni '60-'70. Io ho vissuto nella musica leggera per tanti anni e conosco quel tema. Se senti Simon e Garfunkel, trovi gli stilemi di Allevi. Diciamo che lui è un musicista pop. E la sua forza è proprio questa ed io non ho niente contro di lui, anzi: io ci ho campato tanti anni con gli arrangiamenti! Ma non è un musicista classico, tutto qua. Per quanto riguarda il fatto che abbia una grande accettazione da parte dei ragazzi si può dire che è la stessa che ebbe De Andrè. La novità è che fa musica strumentale».

Che rapporto ha con la musica pop?
«Mi ha permesso di vivere! Ci sono cantanti che considero interessanti e creativi: Paolo Conte, Endrigo, De Andrè sono persone che hanno creato qualcosa che ha diritto di cittadinanza nella musica. Fare un paragone con Bach è una pura idiozia, ovviamente, ma dire che tutta la musica pop è spazzatura non è giusto! Lo è il 95%!».

Da quasi 50 anni compone per il cinema: come nascono le musiche per un film?
«Nascono dopo aver visto il film, discutendo con il regista. Questa "attività", tuttavia, non è nata per passione, ma per una pura casualità. Mi hanno chiamato, è andata bene e ho lavorato tanto! Ammetto di non essere neanche un patito per il cinema».

Quale colonna sonora avrebbe voluto comporre?
«Credo che Morricone abbia scritto delle cose di grande acutezza ed ironia e divertimento. Ha inventato di tutto. Avrei voluto comporre alcune cose che ha composto lui!».

L’emozione del Premio Oscar?
«La reazione è stata di gran divertimento, non me l’aspettavo in assoluto, è stato come comprare un biglietto della lotteria a Monza e scoprire a Messina di aver vinto un sacco di quattrini. Non ho mai mitizzato i premi, nessun premio: penso che siano il prodotto della circostanza, della fortuna, del momento giusto. E il fatto che l'Oscar sia tra le bambole di mia figlia la dice lunga!».

Perché ha scelto l’Italia?
«Ho scelto l‘Italia perché al momento di lasciarla mi hanno offerto un lavoro. Vivevo da 4 anni in Francia. è stato il caso o il destino. In qualche modo, senza nessuna arroganza è l’Italia che ha scelto me: sono contento che questa cosa mi sia capitata».

Quali differenze tra la situazione delle Orchestre in Italia e nel resto del mondo?
«Dal punto di vista professionale c’è stata una crescita nelle Orchestre italiane. La disgrazia di questo Paese sono i tagli feroci alla cultura in generale e in particolare alla musica. Non esiste una cultura del privato, come negli Usa, che si occupa di finanziare una parte della cultura. E la situazione comincia ad essere grave: chiudono le orchestre e ci sono sempre meno soldi per i concerti, i festival e le commissioni e oltretutto ci sono giovani molto bravi che escono dai conservatori e non sanno cosa faranno».

 

Rossana Tomassi Golkar: sarà la Callas al pianoforte

Con l’Orchestra Sinfonica dell’Europa Unita, eseguirà la ‘Norma’ di Bacalov per il Concerto di Natale
Ha suonato nei principali teatri di tutto il mondo, ha emozionato migliaia di ascoltatori, ha sacrificato tutto in nome del suo grande amore, la musica. Ed oggi, dopo 22 anni di brillante carriera, ha coronato il suo sogno: far nascere una Orchestra che sia espressione dell'Europa tutta, trampolino di lancio per i giovani e portatrice di valori che solo le note eterne sono in grado di suscitare. E, proprio grazie al suo entusiasmo, Rossana Tomassi Golkar, con l'Orchestra Sinfonica dell'Europa Unita, di cui è Direttore Artistico, domenica 20 dicembre salirà sul palco della Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica di Roma per una prima mondiale: l'esecuzione della “Norma", composta per l’occasione dal Premio Oscar Luis Bacalov e concessa al Maestro Golkar in esclusiva per un anno.

Come è nata l'idea di scrivere una "Norma” del 2000?
«L’idea di pensare, scrivere, provare e mettere in scena “Libera fantasia e variazioni per Pianoforte e Orchestra” della “Norma” belliniana, nasce indubbiamente da un azzardo artistico, una sfida intrigante quanto complessa: far vivere per la prima volta Norma esclusivamente attraverso la sublimazione delle emozioni dei suoni e non grazie alle arti recitative. Toccare e far vibrare le corde dell’anima attraverso le note del pianoforte e non con la voce. Impresa ardua, visto che alla Norma si lega il ricordo della voce della Callas nella interpretazione di “Casta Diva”. Noi, quindi, abbiamo deciso di non far cantare, ma far esprimere attraverso il pianoforte tutte le emozioni di Norma, attraverso la mia esecuzione».

Perché ha coinvolto Bacalov?
«Perché per temperamento, audacia, sensibilità creativa e alta competenza nella scrittura, l’ho reputato il musicista più indicato per raccogliere le mie intuizioni, le mie suggestioni, realizzando nel modo più affascinante l'operazione artistica. E così è stato. La “Norma” di Bacalov racchiude la modernità di un’opera che mette in scena la forza dell’amore, della passione, del peccato e della disperazione umana: la sublimazione di sentimenti atemporali, senza confini né epoche. Così la storia di una sacerdotessa dei Druidi, madre, amante e donna gallica, viene a rappresentare l’archetipo e il compendio di uno spettro di emozioni umane e universali, dal coraggio alla fragilità, dal desiderio all’eroismo, dall’ira al perdono. Arte e mistero senza tempo che, partendo da Bellini, passando per la polvere di una soffitta e una valigia che racchiude il segreto di Gaston De la Villette, arrivano al cuore e alla penna di Luis Bacalov, fino a divenire note che volano su questo pianoforte».

Ad accompagnarla l'Oseu.
«L'Orchestra, compagine di Professori di elevato livello artistico, è nata nel 2006 e si è distinta in questi anni in eventi di primario livello, come i Concerti Evento Pontefice che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone. La Norma, in scena il 20 dicembre all'Auditorium e il 22 in replica al Teatro Alba Radians di Albano, non farà che consacrarla alla fama (www.oseu.it)».


 


Gratis alla prima mondiale con Acqua&Sapone, su Rai Uno
Per la prima mondiale del 20 dicembre, che sarà trasmessa da Rai 1 come Concerto di Natale, nella sala principale dell’Auditorium di Roma, Acqua&Sapone mette in palio 20 biglietti che saranno assegnati, sorteggiando 10 fortunate lettrici che riceveranno 2 biglietti ciascuna. Invia una e-mail a info@ioacquaesapone.it con scritto in oggetto: “Prima di Bacalov” e il tuo nome e numero di telefono.

 


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