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Cibo: ogni italiano ne butta 27,5 KG l’anno

Il fenomeno vale 15 miliardi di euro, a cui si deve accostare il numero troppo alto di bambini che non accedono ad un’alimentazione equilibrata

Ven 26 Feb 2021 | di Domenico Zaccaria | Ambiente

In Italia siamo campioni di spreco alimentare. Ogni anno, in media, ognuno di noi getta nella spazzatura 27,5 chili di cibo scaduto o non consumato. E anche nei punti vendita la situazione non è rosea, con uno sperpero medio di 220.000 tonnellate all’anno, che corrispondono a circa 2,89 chili per persona. Un fenomeno sempre più grave che vale ormai lo 0,9% del Pil, per una stima di oltre 15 miliardi di euro fotografato dall’indagine “Cibo e innovazione sociale”, condotta da Fondazione Feltrinelli in collaborazione con l’Osservatorio permanente Cirfood. Uno studio dal quale emerge la necessità di condividere una nuova visione per affrontare le sfide presenti e future messe in evidenza: la pandemia ha impattato sugli stili di vita e di consumo degli italiani, spingendo gli attori impegnati nel settore del food, della ristorazione e dell’educazione verso lo studio di nuove soluzioni - più efficienti e sostenibili - per rispondere ai bisogni sociali, territoriali ed educativi emergenti.

UN MILIONE DI BAMBINI IN PIÙ VICINI ALLA POVERTÀ ASSOLUTA
A quelli relativi allo spreco alimentare, infatti, si accompagnano altri dati che impongono una riflessione. Il tasso di persone sovrappeso in Italia è del 54,6% per gli uomini e del 36,1% per le donne, mentre quello di obesità è dell’11,3% per gli uomini e del 10,3% per le donne. Parallelamente, sono ancora troppi i bambini che non accedono ad un’alimentazione equilibrata, garantita all’interno del servizio di ristorazione scolastica: in Sicilia non accede alla mensa l’81,05% degli alunni, in Molise l’80,29% e in Puglia il 74,11%. Secondo Save the Children, alla fine del 2020 nel nostro Paese circa un milione di minori in più (il doppio dell’anno precedente) è scivolato vicino alla soglia della povertà assoluta. La pandemia, sottolinea la Csr manager di Cirfood Maria Elena Manzini, “non ha fatto altro che accrescere situazioni di difficoltà, peraltro già esistenti, spingendo gli attori impegnati nel settore food ad accelerare la progettazione di soluzioni innovative e sostenibili, capaci di garantire un’alimentazione sana e bilanciata da una parte e ridurre l’impatto sull’ambiente dall’altra”. In compenso, evidenzia l’indagine, l’esperienza del lockdown ha portato le famiglie a interrogarsi su come le proprie scelte in termini di alimentazione, acquisto e conservazione del cibo possano impattare sul proprio bilancio e sull’ambiente circostante.  
                               
 


GIORNATA NAZIONALE
Il 5 febbraio è la Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare istitutita nel 2014 dal Ministero dell’Ambiente. 

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