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Rumori molesti? Ci pensano i funghi!

L’ultima frontiera dell’economia circolare prevede l’utilizzo del micelio, l’apparato vegetativo dei funghi, per limitare l’inquinamento acustico

Ven 26 Feb 2021 | di Domenico Zaccaria | Casa

Un valido sostituto della plastica, un solido materiale per l’edilizia sostenibile e ora anche un materiale fonoassorbente ecologico. Oltre le nostre tavole, i funghi si prestano a una molteplicità di applicazioni nel campo dell’economia circolare. L’ultima in ordine di tempo impatta direttamente sulla qualità della vita: l’inquinamento acustico. Secondo i dati dell’Agenzia europea per l’ambiente, un abitante su cinque del vecchio continente è esposto a livelli dannosi, mentre 6,5 milioni soffrono di disturbi cronici del sonno; Belgio, Italia, Lussemburgo, Malta e Portogallo sono gli Stati con la più alta percentuale di persone esposte, all’interno di aree urbane, al rumore degli aerei e del traffico. Da qui sono partiti gli studiosi dell’istituto tedesco Fraunhofer, nel tentativo di fornire una risposta ecologica al problema: al momento, infatti, la maggior parte dei pannelli fonoassorbenti utilizzati nelle pareti o negli arredi sono realizzati in fibre minerali o schiume sintetiche, non sempre sostenibili e difficilmente riciclabili. 

COME FUNZIONA IL PROCESSO
L’idea è stata quella di concentrarsi sul micelio, l’apparato vegetativo dei funghi: costituito da un intreccio di filamenti detti “ife”, cresce naturalmente sottoterra e, a seconda della specie, può raggiungere una dimensione di oltre un chilometro quadrato. I ricercatori hanno inizialmente coltivato i fili miceliali in laboratorio, per poi unirli a un substrato vegetale costituito da paglia, legno e scarti della produzione alimentare. La miscela è stata poi stampata in 3D nella forma desiderata, lasciando che le strutture filiformi crescessero attraverso l’intero substrato formando una struttura solida. Una volta raggiunto questo punto, il materiale è stato essiccato in un forno ad alta temperatura, uccidendo il fungo per impedirgli di crescere ulteriormente: il risultato è una struttura porosa ideale per l’isolamento acustico. Oltre ad essere realizzato con materie prime biodegradabili e rinnovabili, il grande vantaggio di questo materiale è che - attraverso la stampa in tre dimensioni - si possono creare delle particolari strutture interne, per renderlo ancora più performante nell’assorbimento dei suoni. I prodotti finali, hanno spiegato gli studiosi, potrebbero anche essere utilizzati come isolante, ma in questo caso sarà necessario un ulteriore step della ricerca; e con ogni probabilità, in un futuro non troppo lontano, il micelio potrà essere utilizzato anche per produrre pellame, tessuti e plastiche. Una nuova strada dell’economia circolare sembra insomma tracciata.                                

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