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Quel dolore al petto... che non sempre infarto

A volte bruciore di stomaco, a volte esofagite da reflusso, a volte un attacco di cuore: sintomi simili per differenti malanni

Ven 26 Feb 2021 | di Dottoressa Maria Giovanna Graziani | Salute

Il dolore toracico è un disturbo frequente, ma è la conseguenza di situazioni cliniche molto diverse, la più temibile delle quali è l’infarto cardiaco. Un sintomo comune, che tuttavia non deve essere mai sottovalutato per non rischiare ritardi nel caso di emergenze mediche.
Non è sempre facile distinguere un forte bruciore di stomaco da un attacco di cuore. Diversi disturbi gastrointestinali infatti (come reflusso gastroesofageo, ulcere, spasmi muscolari a carico dell’esofago, pancreatite) possono causare dolore al petto e altri sintomi simili a quelli legati a un attacco di cuore o all’angina. Il bruciore di stomaco, inoltre, è uno dei sintomi con cui può presentarsi un attacco di cuore. L’ambiguità dei sintomi è dovuta dalla mancanza di chiarezza del segnale sull’origine del dolore che i nervi del cuore e dello stomaco inviano al cervello.

Bruciore di stomaco: i sintomi
Il bruciore di stomaco è una sensazione di fastidio o di dolore che dalla parte alta dell’addome sale verso il petto e spesso si manifesta dopo aver mangiato o dopo essersi sdraiati o chinati. Può accompagnarsi a un sapore amaro in bocca – dovuto agli acidi gastrici che risalgono l’esofago – e a fenomeni di rigurgito. Il bruciore di stomaco può presentarsi anche di notte, con disturbi del sonno e risvegli, soprattutto se non sono trascorse più di due ore tra la fine della cena e l’addormentamento.

ESOFAGITE DA REFLUSSO
L’esofagite da reflusso si verifica a causa della risalita degli acidi prodotti dallo stomaco, ossia il reflusso gastroesofageo, patologia associata ad una mancanza di tenuta della valvola situata fra stomaco ed esofago (cardias). Al contrario dello stomaco, internamente rivestito da una mucosa protettiva, l’esofago è vulnerabile all’attacco dei succhi acidi. Quando viene a contatto con il contenuto gastrico, si infiamma e può scatenare un dolore retrosternale, che si irradia agli arti superiori e alla schiena, e bruciore al petto.

DOPO I PASTI 
Talvolta, i dolori da reflusso sono così simili a quelli dell’infarto da far temere il peggio. 
Il dolore da esofagite si manifesta soprattutto dopo i pasti, in particolare se ci si sdraia e se si indossano cinture strette. Talvolta, il dolore non è facilmente riconducibile ad un disturbo digestivo, perché la risalita degli acidi può non essere avvertita in sé dal paziente.
Nelle forme lievi la terapia inizia con l’assunzione di farmaci a base di acido alginico e ialuronico, protettivi della mucosa esofagea da prendere al bisogno.
Nei casi più importanti, il gastroenterologo prescrive da subito gli inibitori della pompa protonica.
Per i pazienti affetti da reflusso gastroesofageo lo stile di vita conta quanto i farmaci nel tenere sotto controllo i sintomi della malattia.
È importante:
• Non sdraiarsi subito dopo avere mangiato.
• Rinunciare al fumo da sigaretta.
• Modificare la dieta, da cui occorre eliminare le pietanze elaborate.
• Rinunciare all’alcol e ridurre il consumo di caffè, tè e cioccolato.

L’ATTACCO DI CUORE
L’attacco di cuore, nella maggior parte dei casi, si manifesta con improvviso dolore al petto e difficoltà a respirare. I sintomi però possono variare da persona a persona e anche il bruciore di stomaco può essere annoverato tra i segnali di un attacco di cuore. I sintomi caratteristici sono:
• Sensazione di dolore, pressione o schiacciamento al petto o alle braccia, che può estendersi al collo, alla mascella e alla schiena.
• Nausea, indigestione, dolore addominale e bruciore di stomaco.
• Fiato corto.
• Stanchezza.
• Vertigini improvvise.

COSA FARE?
È bene recarsi in pronto soccorso qualora si avvertano un dolore al petto improvviso e opprimente, aumentata sudorazione, pallore e debolezza.
È sufficiente consultare il proprio medico di fronte a un fastidio al petto che tende a migliorare o a scomparire stando a riposo. Potrebbero comunque essere necessari esami di approfondimento per individuare eventuali problemi cardiaci.                                 
 

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