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Francesca Michielin e Fedez: a volte ritornano

Di nuovo insieme dopo 10 anni. Tra insicurezze e speranze. Ecco cosa ci sarà all’indomani di Sanremo per Fedez e la Michielin

Ven 26 Feb 2021 | di Nadia Afragola | Interviste Esclusive
Foto di 5

Francesca Michielin e Fedez di nuovo insieme: a ‘ricongiungerli’ ci ha pensato il 71esimo Festival di Sanremo, quello senza pubblico in programma a marzo, con il brano “Chiamami per nome”, scritto, tra gli altri, da Mahmood.  Non è la prima volta su quel palco per la Michielin, che torna in Liguria dopo il secondo posto nel 2016 conquistato con “Nessun grado di separazione”, brano che l’ha portata poi a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. Mentre per Fedez si tratta di un debutto. 
 
Quale emozione il palco di Sanremo?
Michielin: «Una grande emozione tornare a Sanremo e farlo con Federico! Ci siamo ritrovati dopo tantissimi anni, quasi 10 rispetto a quando abbiamo iniziato a lavorare a “Cigno Nero” (2013), anche se solo virtualmente, duettando dai balconi, e dopo l’emozione scaturita da questo incontro abbiamo deciso di tornare a lavorare insieme. La prima volta a Sanremo è stata un’emozione pazzesca, avevo 20 anni e l’ho vissuta con lo stesso approccio che hai al primo campeggio. Federico sta prendendo questo Festival con una serietà che è istruttiva anche per me, stiamo provando tutti i giorni, ci confrontiamo su ogni minimo dettaglio, studiamo dallo stesso maestro di canto».
Fedez: «Penso sia normale che il primo Sanremo scateni un’ansia folle, però ho voglia di vivermi questa esperienza come tale. Per me è tutto abbastanza nuovo, scopro ritualità di questa tradizione che sono fantastiche. In passato sono già stato a Sanremo in qualità di manager pro bono, con Lorenzo Fragola. Allora mi resi conto che non ce l’avrei mai fatta a salire su quel palco… e questa volta è una bella terapia d’urto».
 
Parliamo del pezzo di Sanremo.
Michielin: «Mi emoziona molto, il che non accade spesso. Sono molto legata a questo pezzo, ecco perché a volte in studio mi scende la lacrimuccia. Rispetto alle nostre collaborazioni passate si vede una consapevolezza diversa, un’evoluzione sia dal punto di vista testuale che musicale. Il testo può anche essere un brano d’amore, però è più trasversale rispetto a “Magnifico” e a “Cigno Nero”. La struttura del duetto è diversa. È un brano pop con un arrangiamento estremamente minimale, a cui ho voluto aggiungere quello che considero la mia “coperta di Linus”, il suono del mio sintetizzatore Korg M1, che mi riporta all’infanzia e si sposa perfettamente con l’orchestra».
Fedez: «Entrare in una stanza con 60 persone è già di per sé un’emozione di questi tempi. Non ho mai suonato con un’orchestra così completa. La parte di testo del brano, del quale mi sono occupato, affronta delle tematiche basic che riflettono però le insicurezze del momento, mantenendo vivo, soprattutto nel duetto, il grande privilegio della speranza. Per questo brano abbiamo deciso, dopo il lockdown, di fare delle sessioni in studio, adattandoci al periodo che stiamo e che abbiamo vissuto. È stato un momento di socialità importante: anche solo darsi appuntamento con Francesca e con Mahmood su Zoom e poi vedersi tutti in studio ha dato una boccata di ossigeno in un momento in cui la routine era per tutti abbastanza pesante».
 
Altri progetti musicali in cantiere? 
Fedez: «Non c’è un progetto discografico mio che verrà promosso nell’immediato. Il progetto da muovere è quello di Francesca».
 
Perché nessun progetto discografico? 
Fedez: «Ho solo una visione diversa rispetto a quella di prima. Ho voglia di cambiare, di respirare musica con gli amici senza concentrarmi troppo sulle dinamiche. Abbiamo scritto la canzone senza pensare a Sanremo e solo successivamente ci siamo detti “perché no?”. Sto lavorando a delle canzoni, ma non so cosa verrà. In passato mi davo delle scadenze, perdendo per strada la magia del viaggio».
 
E per lei che progetti ci sono?
Michielin: «Il 5 marzo esce un altro capitolo di “Feat (stato di natura)”, un progetto corale con il featuring di Fedez, Colapesce e praticamente metà del cast di Sanremo. Sono tutti lì, dai Maneskin, a Max Gazzè, ai Coma Cose. E poi il 25 febbraio, giorno del mio compleanno, è uscito il mio primo podcast con ospite Matilda De Angelis, con cui ho parlato di body positivity, ossia quanto è importante amare il proprio corpo. È un’attrice, ma è senza maschere e per me è di grande ispirazione avendo la mia stessa età. Nei prossimi inviterò donne e uomini a parlare di vari temi a me cari».
 
Mahmood è tra gli autori del brano di Sanremo: come vi siete trovati?  
Michielin: «Mahmood lo conosco da quando ero piccola, abbiamo fatto un viaggio in treno lunghissimo. Ci siamo piaciuti dal primo incontro e la nostra collaborazione è nata con “Cheyenne”. Compongo musica e non è sempre facile lavorare con autori che scrivono per me. Come scrittore di melodie è fenomenale, soprattutto con la lingua italiana che non valorizza certe voci, certe sfumature blues e soul. L’italiano fa tutto “dritto”. Mahmood mi ha aiutato a crescere a livello melodico».
 
Che ne dite delle polemiche intorno al Festival 2021? 
Michielin: «Tutte queste polemiche le ho trovate assurde. Personalmente sono felicissima, perché questa macchina rimette in moto un sacco di persone che lavorano con la musica. Sanremo quest’anno è simbolicamente molto potente anche per il messaggio che si porta dietro».
Fedez: «Sanremo male non fa, diciamo! Poi subito dopo divento papà per la seconda volta, quindi non ho tanto tempo da dedicare alle polemiche».
 
Come si struttura un progetto a distanza? 
Fedez: «Ci siamo visti in studio e un po’ ci siamo affidati alla didattica a distanza. È stato un lavoro in cui tutto è filato liscio, tranne un pezzettino di testo su cui abbiamo trattato fino a trovare la formula giusta. Il pre-inciso ci ha portato via tre settimane. Non ho visto un disvalore nel lavorare a distanza o via zoom. Non dico sia il nuovo modo di fare musica, ma è il paradigma dei tempi che corrono». 
 
Cantare senza pubblico, come si fa?
Fedez: «È diverso, ma in un momento come questo il segnale da dare è esserci a prescindere e tenere il faro accesso sulla musica e sulle persone che vivono di musica. A mio parere è una problematica accessoria».  
Michielin: «A fine febbraio ho fatto i miei primi live senza pubblico ed è stata un’esperienza surreale, perché quando sali sul palco normalmente è come se il concerto lo facessi metà tu e metà il tuo pubblico. Quindi oggi manca una parte fondamentale».
 
In che modo il lockdown ha cambiato il modo di intendere la musica?
Fedez: «Ero fermo da un anno. Durante il lockdown, quello duro, ho ricreato uno studio in casa, abbiamo lavorato e fatto uscire “Le feste di Pablo” e questo ha dato il via ad una serie di brani tra cui “Bimbi per Strada”, “Bella Storia”, “Problemi con tutti”. È stato un nuovo inizio musicale, con una mentalità completamente diversa». 
 
Cosa resta del 2020?
Fedez: «Questo periodo ha rinnovato in me uno spirito di appartenenza che non sentivo, la sensazione di essere parte di una collettività. Percepire di far parte di un paese. Per me è una condizione nuova, fin da giovane ho sempre avuto una certa repulsione nell’identificarmi con questo senso di appartenenza. Spero che abbia un seguito e sono orgoglioso di tutto quello che io e mia moglie abbiamo realizzato insieme, che non sarebbe valso a nulla se non ci fosse stata una condivisione di intenti con tante altre persone».
Michielin: «Il podcast e l’esigenza che ho di parlare di certe tematiche. Faccio canzoni, ma ho delle responsabilità e mi piace condividere messaggi con il mio pubblico».                        

 


FEDERICO LEONARDO LUCIA: FEDEZ

Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, classe 1989 inizia il suo percorso nella musica ai tempi del liceo artistico. Si fa notare sul suo canale YouTube. Nel 2011 il primo disco autoprodotto “Penisola che non c’è”. Nel 2012 si aggiudica il premio come Song of the year agli Mtv Hip Hop Awards grazie alla canzone “Faccio brutto”. Nel dicembre 2013 ha fondato la propria etichetta discografica Newtopia insieme al rapper J-Ax. Nello stesso anno il singolo “Si scrive schiavitù si legge libertà” anticipa “Cigno nero” in cui canta Francesca Michielin. Nel 2014 pubblica l’album “Pop-Hoolista”, il suo quarto disco in studio, registrato a Los Angeles. Dal 2014 al 2019 è uno dei giurati di XFactor, accanto a Mika, Morgan e Victoria Cabello. A gennaio 2020 parte il suo podcast “Muschio selvaggio”, con Luis Sal. A dicembre il comune di Milano conferisce a lui e alla moglie Ferragni l'Ambrogino d'oro per l'impegno nella raccolta fondi a seguito della pandemia. A Sanremo 2021 arriva con il brano “Chiamami per nome” scritto da lui, Michielin, Davide Simonetta, Mahmood, Alessandro Raina. 

 


FRANCESCA MICHIELIN

Inizia a studiare pianoforte a 9 anni. Nel 2011 vince X Factor a soli 16 anni. Poi è la volta del singolo “Distratto” e della sua prima apparizione a Sanremo, accanto a Chiara Civello. Nel 2013 duetta con Fedez nel singolo “Cigno Nero” ed apre i concerti di Gino Paoli, Cristiano De André e Franco Battiato. Nel 2014 debutta a teatro come protagonista de “La ragazza con l’orecchino di perla”. Nel 2014 emoziona il pubblico con Fedez e il brano “Magnifico”. Nel 2015 arriva il successo con l’album “L’amore esiste”. Torna a Sanremo nel 2016 con “Nessun grado di separazione”. Si classifica seconda dopo gli Stadio e viene selezionata dalla RAI per partecipare all’Eurovision Song Contest, dove si piazza 16esima. Nel 2018 esce il terzo album, anticipato dai singoli “Vulcano” ed “Io non abito al mare”. In piena pandemia pubblica “Feat (stato di natura)”, quarto album in studio.

 


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