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Alice Merton: la vertigine di Alice

A tu per tu con l’artista da 500 milioni di stream che, dopo “No Roots”, torna ad aprile con “Vertigo”

Lun 29 Mar 2021 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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Ve la ricordate “No Roots”? Era il 2017 e Alice Marton era al suo esordio: primo singolo del primo album registrato in studio. Da quel momento ha conquistato un Disco d'oro negli Stati Uniti e in Italia, un disco di platino in Germania, Austria, Francia, Polonia, Svizzera, Turchia, e ancora doppio disco di platino in Italia. Con più di 500 milioni di stream, quello di Alice Merton è stato uno degli esordi discografici più brucianti degli ultimi dieci anni. Oggi la cantautrice “senza radici" ritorna con “Vertigo” in rotazione ad aprile. Un brano che racconta la sua fragilità, che è forza e non debolezza.

Che cosa è una vertigine per lei? 
«Penso che la vertigine sia un segno di una sfida, ma credo anche che serva per ricordarci che c’è sempre spazio per crescere». 

Cosa significa essere artista?
«Essere una artista secondo significa avere una visione e fare ad ogni costo in modo che quella visione diventi realtà, anche assumendosi dei rischi».

Cosa la spinge a scrivere una canzone? Cosa vuole raccontare? 
«Ciò che mi fa scrivere una canzone è se sento che c’è un messaggio. Io voglio condividere con le persone. Qualche volta una esperienza, qualche volta solo una sensazione, qualche volta i pensieri che corrono nella mia testa». 

Per una donna calcare un palco e indossare una corazza è più complesso o è nella nostra natura indossare armature per non essere ferite?
«Penso che come donne noi indossiamo sempre un tipo di armatura, noi siamo molto più forti di quanto crediamo».

La forza nasconde spesso fragilità. E gli artisti ne sono un esempio: come ha affrontato questa fragilità nella vita?
«Ogni volta che entro in una sessione e scrivo una canzone mi sento molto fragile. È molto importante per me essere onesta e aprirmi quando scrivo musica, così i miei fan posso sentire l’autenticità. Non è semplice, ma voglio che così sia la mia musica e voglio che i miei fan siano in connessione con questo». 

I premi ripagano i sacrifici?
«Non penso che i premi compensino i sacrifici. Io penso che compensino i momenti speciali in cui si suona dal vivo e la gente canta le tue canzoni».

Quanto sono importanti la famiglia, gli affetti stabili, le amicizie?
«Penso che siano molto importanti. Io amo la mia famiglia e mi tengo vicino gli amici più stretti. Loro sono il supporto di cui si ha bisogno».

Ha traslocato moltissime volte in diverse città, in Stati diversi, in continenti diversi: in cosa trova l'equilibrio?
«Io trovo l’equilibrio nella mia musica e nelle storie. Io racconto. Ma trovo equilibrio anche nel cucinare al forno».

Come si 'sopravvive' all'instabilità? 
«Io sopravvivo all’instabilità ricordando a me stessa che sono più forte di quanto io creda. E ricordando che sono circondata da un amorevole gruppo di amici che mi dà sostegno a qualunque costo».

Cosa le dà forza?
«Esibirmi sul palco mi dà forza».

C'è un luogo (anche mentale) nel quale ama rifugiarsi? 
«Mi piace tornare con la mente in alcuni luoghi in cui sono stata e in cui ho trascorso del tempo quando ero bambina. Mi tranquillizza e mi fa sentire all’istante felice».

Cosa fa prima di salire sul palco?
«Prima di salire sul palco mi piace immaginare la folla, prima di andare e fare esercizi per tranquillizzarmi». 

L'ha cambiata la popolarità? 
«Non mi sento cambiata a causa della popolarità».

C'è qualcuno che la conosce profondamente e che è il suo specchio?
«I miei genitori mi conoscono molto bene».

Questo anno di pandemia mondiale l'ha cambiata? 
«Questo anno ha cambiato definitivamente il modo in cui io vedo il mondo. È incredibile notare come tutto possa cambiare rapidamente. Come alcune cose siano fugaci nella vita e come sia prezioso il nostro tempo sulla terra».

Perché la fragilità spaventa?
«Penso che la fragilità sia un punto di forza, più che una debolezza, e dovrebbe essere abbracciata più che temuta».                         

 


LA FORZA DELLA FRAGILITÀ

Il suo è stato uno degli esordi discografici più brucianti degli ultimi anni. Disco d'oro negli Stati Uniti e in Italia. Disco di platino in Germania, Austria, Francia, Polonia, Svizzera, Turchia, e ancora doppio disco di platino in Italia. Più di 500 milioni di stream... Con "No Roots" (2017), Alice Merton, metà inglese e metà tedesca, ha lasciato un segno indelebile. Dopo aver dato seguito al successo folgorante dell'esordio con la pubblicazione dell’album “Mint” nel 2019, ritorna ad aprile 2021 con un’ode alla fragilità. Con “Vertigo” (in uscita il 9 aprile) Alice esce allo scoperto con un manifesto della sua indole: essere fragili è un punto di forza. La ragazza ‘senza radici’ che a soli 27 anni ha traslocato 13 volte crescendo in Canada e in Germania per poi stabilirsi a Berlino, oggi vuole dimostrare che la sua forza nasce dalla consapevolezza delle insicurezze. 

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