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Nicola Fabbiano & Silvia Morelli in camper da Prato a Tenerife

L’incontro, l’amore e la scelta di lasciare l’Italia per andare sull’isola spagnola dove vendono gioielli e fanno gli artisti di strada, vivendo in un camper

Lun 29 Mar 2021 | di Maurizio Boerio | Attualità
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Il trasferimento è stato pianificato per bene, in un anno, ma non è stato comunque senza imprevisti. Però loro sono andati avanti lo stesso. Nicola Fabbiano e Silvia Morelli hanno 29 e 21 anni. Sono toscani, di Prato. E abitano in Spagna, a Tenerife, in un camper.

Prima cosa facevate?
«Silvia aveva appena finito il liceo linguistico e aveva iniziato a lavorare con me che facevo i miei gioielli, ed ero anche un barman. All’inizio della nostra relazione, abbiamo capito subito che ci accomunava il desiderio di viaggiare e di non stare in un solo luogo per tutta la vita. Così una notte abbiamo immaginato il nostro futuro e abbiamo deciso che avremmo comprato un camper per avere la nostra casa sempre con noi. Quindi abbiamo programmato dei mesi di duro lavoro, senza spendere nulla. Silvia ha fatto anche la cameriera per mettere da parte ancora di più».

Perché Tenerife?
«Perché è un’isola magnifica, con un ottimo clima tutto l’anno. Anzi, ha tantissimi microclimi. Una volta eravamo al mare a fare il bagno e dopo un’ora eravamo sul vulcano in mezzo alla neve. Quando siamo venuti qui per la prima volta, per una sorta di sopralluogo, siamo stati ospitati da una coppia di amici che si era già trasferita. Dopo due settimane, siamo rientrati a Prato per salutare la famiglia e per sistemare le ultime cose. Due giorni prima di partire, con il biglietto di sola andata già pronto, i nostri amici ci hanno detto che stavano tornando in Italia. Noi non ci siamo fatti scoraggiare e siamo partiti. Il giorno dopo essere atterrati, un negozio ci ha ordinato un bel po’ dei nostri gioielli. È stato un ottimo inizio». 

E il camper?
«Abbiamo scoperto che sull’isola i prezzi erano abbastanza alti, quindi siamo andati a vivere in un appartamento, poi in una casetta e in una stanza. La svolta è arrivata quando abbiamo trovato un ostello da gestire. Per tre mesi è stato sempre pieno e il proprietario della struttura ci aveva avvisati d’averlo messo in vendita. A fare l’offerta d’acquisto è stato un gruppo di ragazzi che ci ha dato anche un’ottima buonuscita, nonostante non fosse tenuto a farlo. Con quei soldi, uniti alla restituzione della caparra, abbiamo comprato il camper e abbiamo iniziato a muoverci sull’isola e su quelle accanto. Poco dopo è arrivato il Covid e, se avessimo avuto ancora l’ostello, per noi sarebbe stata davvero difficile».

Quindi non pensate di rientrare in Italia.
«Per salutare le nostre famiglie e i nostri amici: ci mancano. E vorremmo fare una scorpacciata di buon cibo toscano. Ma in questo momento non pensiamo affatto di vivere di nuovo in Italia. Inoltre, per chi conduce una vita semplice come la nostra, Tenerife ha dei prezzi molto contenuti. Certo, ci sono tanti luoghi costosi, ma pure numerose possibilità di mangiare e bere con poco. E l’assicurazione e il carburante costano decisamente di meno».

Quindi è lì che continuerete a vivere?
«Possiamo decidere dove svegliarci e dove addormentarci, sempre con il mare di fronte. Ci chiamano per dei servizi fotografici, comprano i nostri gioielli e lavoriamo molto sui social per farci conoscere. Qui ci sono tantissime opportunità e crediamo che tutto questo non sarebbe accaduto se fossimo rimasti in Italia. Appena le restrizioni per il coronavirus ce lo permetteranno, riprenderemo a viaggiare, spostandoci anche altrove».

E con il lavoro?
«Abbiamo i gioielli da creare e da vendere in ogni luogo. Facciamo anche gli artisti di strada. Un’assicurazione ci ha proposto di procacciare clienti. E adesso vogliamo iniziare a promuovere chi deciderà di farci da sponsor, sia andando in giro che sfruttando i nostri canali social».                                   

 


IL POTERE DI SOGNARE 

Hanno scelto di raccontare la loro avventura in un volume in uscita ad aprile. Si chiama “Il potere di sognare” e raccontano il cambiamento al quale sono andati incontro. Nicola e Silvia parlano di due vite irrisolte, alla ricerca della chiave per la felicità. E dicono di averla trovata incontrandosi e liberando i loro desideri e la voglia di viaggiare. Il sottotitolo “Lasciati ispirare dagli stray cats” richiama invece il loro amore per i gatti e il nome che hanno dato ai loro profili social.

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