acquaesapone Bella Italia
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

I Campi Flegrei

Da qui si entra nell’Ade o si va ad interrogare la Sibilla

Mar 30 Mar 2021 | di Maurizio Boerio | Bella Italia
Foto di 20

Da qui si entra nell’Ade o si va a interrogare l’oracolo della Sibilla. C’era anche la flotta militare navale voluta dall’imperatore Augusto. E qui fu fondata la prima colonia greca in Italia, nel 720 a.C., subito dopo un avamposto sull’isola di Ischia, praticamente di fronte. A ovest della città di Napoli ci sono i Campi Flegrei, una zona compresa nei comuni di Pozzuoli, Bacoli, Quarto, Monte di Procida, Procida, Ischia e Napoli. Ma si tratta pure di un’area di quasi 450 chilometri quadrati di campo vulcanico, che nei secoli hanno caratterizzato, e continuano a farlo, storia, natura e architettura di questi luoghi. Non basta un giorno per visitarli. Si va da un sostanzioso weekend a una settimana intera, e forse di più. Anche perché c’è un’ottima enogastronomia che merita di essere scoperta. Però è meglio andarci in auto o prenderla a noleggio sul posto per essere liberi di muoversi, senza dover sottostare a un trasporto pubblico tutt’altro che entusiasmante.

UN PONTE DI BARCHE PER CALIGOLA
Da molo di Pozzuoli fino a quello di Baia, l’imperatore Caligola fece costruire un ponte di barche lungo più di 2,5 chilometri, per percorrerlo sul suo cavallo. Arrivando giù a Pozzuoli, una delle prime cose che si manifestano è il Tempio di Serapide, antico macellum del I secolo d.C. utilizzato di recente anche per conoscere gli effetti del bradisismo sulla città, vale a dire l’abbassamento e l’innalzamento della terra rispetto all’acqua. Costeggiate il porto girando a sinistra e poco dopo entrate nel Rione Terra, per un’esperienza capace di riportarvi nella Puteoli del 194 a.C., con un percorso sotterraneo che inizia da Palazzo De Fraja – Frangipane e promette di lasciarvi senza fiato.
A Pozzuoli i romani decisero di costruire anche l’Anfiteatro Flavio, il terzo più grande che abbiano mai realizzato, nonostante a pochi passi ce ne fosse un altro (Anfiteatro Repubblicano) diventato però troppo piccolo per le necessità degli spettacoli. E non tutti sanno che San Gennaro, nato a Benevento e diventato storico protettore di Napoli, fu ucciso in questa terra, dove c’è Il santuario di San Gennaro alla Solfatara. Qui il 19 settembre si attende il miracolo dell’arrossamento della pietra del martirio. Ma, a proposito di Solfatara, questo nome è legato soprattutto a un’oasi naturalistica di 33 ettari che contiene fumarole, mofete, vulcanetti di fango e boschetti, tutto dall’odore di zolfo. Purtroppo non è visitabile oramai da tre anni. 

BACOLI, IL MARE, MISENO E LA PISCINA MIRABILIS
Baia è una delle sue frazioni, un tempo molto amata dai ricchi romani. Passeggiare accanto al mare è rilassante, ma lo è pure visitare il grande complesso archeologico delle terme e il parco sommerso, con la barca dal fondo di vetro, in snorkeling o in immersione. Sul vicino Lago Fusaro, re Ferdinando IV di Borbone fece costruire un piccolo casino di caccia e pesca (la Casina Vanvitelliana), che è sempre meta di turisti. Poco distante, si cambia nuovamente secolo per scoprire il grande castello aragonese edificato nel 1495, da quasi trent’anni sede del Museo dei Campi Flegrei. Ma Bacoli ha anche il promontorio di Capo Miseno e l’omonimo lago. Il loro nome viene citato da Virgilio per ricordare il trombettiere di Enea, che fu ucciso dal dio Tritone. E poi c’è il centro cittadino. Arrivando nei pressi della villa comunale, affacciati sul Lago Miseno, la Piscina Mirabilis è a pochi passi. Non serviva per fare il bagno ma per approvvigionare la flotta romana: una cisterna scavata nel tufo per 12 mila metri cubi d’acqua, visitabile. Lì vicino, ci si arriva a piedi, l’antico borgo di Cento Caramelle ha le case dalla struttura a “monocellula”, in un reticolato di viuzze strette. Se non siete stanchi e volete proseguire, bastano dieci minuti per raggiungere la “Tomba di Agrippina”, che non è il sepolcro della madre dell’imperatore Nerone, bensì l’odeon di un’antica villa marittima.

NEL REGNO DEI MORTI
Il Lago d’Averno era stato individuato come l’ingresso nell’Ade, nel regno dei morti. Si trova tra Pozzuoli e Cuma. Le caratteristiche dei boschi che lo incorniciano, così silenziosi e quasi severi, contribuiscono a farne un luogo suggestivo da visitare. Spostandosi in auto, dove prima c’era un vulcano, adesso c’è un’oasi Wwf. È il Cratere degli Astroni, riserva naturale dello Stato da 247 ettari, con boschi, laghi e una fauna ricchissima: solo di uccelli si contano 130 specie diverse. Ma arrivare nei Campi Flegrei e non visitare Cuma sarebbe imperdonabile. Il suo sito archeologico, con ingresso nel territorio di Pozzuoli, è quello dell’antica città, colonia greca, che ci permette di ripercorrere il passato, di ritrovare l’Antro della Sibilla, i resti dei templi di Giove e di Apollo, in una acropoli posta su due terrazze diverse e con un affaccio meraviglioso sul mare.                                             

Condividi su:
Galleria Immagini