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La donazione di denaro

Quando è necessario l’intervento del notaio?

Mar 30 Mar 2021 | di Carlo Cervasi | Il notaio risponde

Accade spesso che i genitori vogliano donare una somma di denaro ai figli, talvolta per aiutarli a sostenere una spesa (l’acconto per la casa o una nuova automobile), altre senza alcuna destinazione specifica.
Spesso si pensa che sia sufficiente fare un bonifico a favore del proprio figlio o addirittura prelevare dei contanti e poi consegnarglieli, ma non sempre è così.
Infatti, ciò è possibile solo per le donazioni di modico valore, vale a dire quando l’oggetto della donazione sono beni mobili, per l’appunto di modico valore, incluso il denaro. Il modico valore deve essere valutato anche tenendo conto delle condizioni del donante: pertanto, si ha donazione di modico valore quando il bene donato è, per l’appunto, di modico valore e lo è altresì tenuto conto delle condizioni economiche del donante, perché non incide in modo significativo sul suo patrimonio. Ricorrendo le condizioni viste per la donazione di modico valore, questa è valida, senza che occorra l’atto notarile pubblico, con la semplice consegna dell’oggetto della donazione stessa, ad esempio con un bonifico o, addirittura, mediante la consegna di denaro contante (nei limiti in cui è consentita dalla normativa sull’uso del contante).
Salvo il caso appena visto della donazione di modico valore, perché una donazione sia valida occorre rivolgersi al notaio, che predisporrà un atto pubblico, con l’assistenza di due testimoni.
Ove si proceda solamente con il bonifico o la consegna del denaro, viceversa, la donazione sarà nulla per difetto di forma e il denaro potrà essere chiesto indietro in ogni momento dal donante o, dopo la sua morte, dai suoi eredi.
Come sempre, quando si fa un atto notarile occorre tenere conto dei costi fiscali. Nel caso di donazione, per valutare i costi, occorre considerare il rapporto di parentela tra donante e donatario. In particolare, in caso di donazione ai figli o al coniuge, l’atto sarà esente da imposta fino al valore di un milione di euro (c.d. franchigia) e assoggettato ad imposta sulle donazioni al 4% per l’eccedenza. Attenzione però: per valutare se la donazione rientra nella franchigia bisogna tenere conto anche delle donazioni precedenti: così se oggi dono 400.000 euro ed ho già fatto una donazione di 700.000 euro, la donazione sarà esente per 300.000 euro e assoggettata ad imposta per 100.000 euro. Nel caso di donazione ad altri parenti o ad estranei, infine, le aliquote saranno differenti e vi sarà una franchigia di 100.000 euro solo per le donazioni in favore dei fratelli.                                                                   

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