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Il meraviglioso mondo dei papā

Diego Di Franco, social media specialist, dopo la nascita della secondogenita ha deciso di fare il padre a tempo pieno

Mer 28 Apr 2021 | di Francesca Favotto | Attualitā
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Nel 2021 non dovrebbe fare notizia, ma tant'è. La storia di Diego Di Franco, napoletano d'origine, ma milanese d'adozione, va in controtendenza: nel momento in cui nasce la secondogenita Eva – oggi un anno - e sua moglie Raffaella decide di tornare a lavoro, prende la decisione di stare lui a casa con i piccoli (hanno anche Enrico, di 7 anni, ndr), occupandosi di tutto, faccende domestiche comprese. 
Social media specialist, oltre che papà a tempo pieno, nel suo blog di successo “Il meraviglioso mondo dei papà”, che ha anche un profilo Instagram corrispondente di più di 25mila follower, ha cominciato a raccontare la gioia di essere diventato genitore da un punto di vista maschile, diventando poi un punto di riferimento per tutti gli uomini che hanno a che fare con pannolini e biberon, ma non solo. 
In un mondo di mamme (blogger), lui è un po' la voce fuori dal coro. 

Di cosa ti occupavi nella tua vita di prima?
«Ho fatto prima l’animatore turistico per dieci anni in giro per il mondo, dopodiché ho lavorato per nove anni per una società di grandi eventi a Milano. Ho rivestito vari ruoli: sono stato Project Manager, Social Media Manager e negli ultimi anni Social media Specialist».

Quando hai deciso di mollare tutto per dedicarti alla tua famiglia? Com'è stato quel passaggio?
«Era un pensiero che mi sfiorava da un bel po’, dato che passavo la maggior parte del mio tempo in ufficio e sentivo il bisogno di poter vivere mio figlio meglio di quanto stessi facendo. Dal 2014 mi racconto sul web e avevo pensato di farne un lavoro, ma ovviamente c’è sempre stata tanta paura, perché vivere a Milano senza avere due stipendi fissi un po’ spaventa. Poi è successo che la mia azienda ha cominciato a fare un po’ di tagli al personale a novembre 2019. Me l’hanno comunicato due giorni prima che firmassi il rogito per la mia prima casa. Avevo mia moglie incinta di sette mesi di Eva. Da novembre a marzo ho fatto tantissimi colloqui, ma nessuno che mi convincesse pienamente. Poi è arrivato il Covid e quando mia moglie dopo 3 mesi dal parto ha deciso di ritornare a lavorare (è ingegnere edile - ndr), la scelta più ovvia (che poi una scelta non è stata perché è stato tutto automatico) è stata che stessi io a casa a occuparmi dei piccoli».

Tu oggi come ti definiresti? 
«Se dovessi scegliere, la mia definizione preferita sarebbe “Stay at home dad” (papà casalingo), però sono anche un content creator e un blogger. Ma la mia priorità assoluta sono i figli e la casa. Ma le persone faticano a capire: nonostante io dica chiaramente che sono un papà casalingo a tempo pieno continuano a chiedermi che lavoro faccio, oppure a chiamarmi “mammo” come se i figli fossero una prerogativa femminile. La maggior parte delle volte, quando mi chiedono che lavoro faccio rispondo girando la domanda “Tu che lavoro fai?”. Il 99% delle volte la risposta è “casalinga”, a cui io controbatto rispondendo “Ecco! Anche io!”». 

Descrivimi una tua giornata tipo, dalla sveglia alla nanna.
«Verso le 6:45 la mia piccola si sveglia e mi chiama, perché lei non piange o si lamenta come fanno gli altri bambini, si mette in piedi sul lettino e comincia a urlare “Papàààà”. La prendo, andiamo in cucina e le do il latte. Dopo circa una quindicina di minuti, si sveglia anche mia moglie che fa colazione e si prepara rapidamente per andare al lavoro. Dopo il latte lavo e vesto la piccola e comincio a svegliare Enrico, che alle 8.30 comincia la DAD. Gli preparo la colazione e mentre mangia gli imposto la postazione PC, mi lavo e mi vesto. Mentre Enrico è in DAD, pulisco casa, seguito da Eva, che ogni tanto vuole essere presa in braccio. Di solito verso le 10.30, addormento Eva e comincio a cucinare il pranzo per lei e per noi. Alle 12.30 la faccio pranzare. Finito lei, mangiamo noi. Lavo i piatti e aiuto Enrico a fare i compiti, mentre Eva comincia a fare i capricci. Finiti i compiti giochiamo un po’, qualche volta quando riesco li porto fuori a prendere un po’ d’aria. Verso le 19 arriva mia moglie e prepara la cena. Faccio partire lavatrice e asciugatrice e faccio mangiare Eva. Dopo cena la preparo per la notte, le do il latte e l’addormento. Faccio lavare Enrico e lo metto a letto. La maggior parte delle volte mi addormento nel suo lettino di fianco a lui, poi mi sveglio di notte, lavo i piatti e vado nel mio letto. Quando invece non mi addormento, lavo i piatti, provo a leggere o a guardare qualche serie tv, ma dopo dieci minuti mi addormento sul divano. Insomma un uomo distrutto». 

In quale faccenda domestica te la cavi meglio?
«Un po’ di tutto, ma la pulizia del bagno e la stiratura sono le mie specialità. Sono un maniaco della pulizia in generale, ma mia moglie dice che sono troppo lento. Preferisco fare le cose con calma piuttosto che farle veloci e male».

Che messaggio volevi lanciare quando hai cominciato a comunicare la tua vita sui social?
«Inizialmente volevo semplicemente comunicare a tutti la mia gioia di essere padre, poi la cosa si è evoluta. Adesso parlo di parità di genere, di mascolinità tossica, di faccende domestiche e cucina. C’è una cosa che vorrei dire alle mamme, ma soprattutto ai papà. Mamme, non siate troppo accentratrici, ricordatevi che quando nasce un figlio non nasce solo una madre, ma anche un papà. Imparate a delegare e abbiate fiducia nei vostri uomini. A parte il parto, sono in grado di fare esattamente le stesse cose che fate voi. E cari i miei papà, datevi una svegliata! Essere padri non significa concepire e poi lavarsene le mani! Non basta lavorare e portare la pagnotta a casa per essere un buon padre. Non siete stanchi solo voi, ma anche le vostre compagne, soprattutto se devono occuparsi della casa e dei figli».

Rifaresti questa tua scelta? 
«Sì, perché posso vivermi i miei figli senza guardare l’orologio e penso sia il dono più grande che io abbia mai ricevuto».          

 


Stay at home dad
Diego Di Franco non sarà l'unico papà blogger del web, ma quasi sicuramente è stato uno dei primi, aprendo il suo blog “Il meraviglioso mondo dei papà” nel 2014, dopo la nascita di Enrico, il suo primogenito. Oggi si racconta, oltre che sul suo sito www.immdp.it, anche sull'omonima pagina Instagram, che conta 25mila follower. Si definisce orgogliosamente “stay at home dad”, papà casalingo, ma è anche social media specialist. 

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