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Diabete: più di 4 milioni di italiani colpiti

Come si manifesta, quale stile di vita seguire e perché rispettare le terapie

Mer 28 Apr 2021 | di Maurizio Boerio | Salute
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La vita sedentaria degli ultimi lunghi mesi ha influito negativamente sulla salute, favorendo fortemente anche l’insorgenza del diabete di tipo 2 e il peggioramento di chi soffre già di questa patologia. «Abbiamo assistito alla riduzione delle opportunità di svolgere attività fisica, all’aumento delle occasioni a tavola e alla diminuzione dei controlli nelle strutture, sia a causa delle restrizioni che dei timori personali». Francesco Giorgino è presidente della Società Italiana di Endocrinologia e professore ordinario all’Università «Aldo Moro» di Bari, città in cui è anche direttore del reparto di Endocrinologia del Policlinico. 
Il diabete colpisce oltre quattro milioni di italiani e può essere di due tipi. Il primo è una malattia autoimmune che si manifesta soprattutto in giovane età. Il secondo è multifattoriale, riguarda il 90% del totale e compare solitamente da adulti.

Lo stile di vita è determinante.
«Cambiarlo non può non avere un impatto sulla malattia. Uno studio che abbiamo condotto sulle persone affette dal tipo 1 ci ha permesso di confrontare l’andamento della glicemia in due settimane del lockdown di marzo con quello precedente alla pandemia. Abbiamo registrato un incremento dei valori glicemici, spesso dovuti anche a una maggiore assunzione di alimenti dolci».

Come si manifesta?
«Sia per il tipo 1 che alcuni casi del tipo 2, la spia può essere rappresentata dalla frequenza delle minzioni, dalla perdita di peso, dalla persistenza di sete e stanchezza. Il più delle volte, il tipo 2 comporta un incremento progressivo della glicemia tale per cui non ci sono sintomi, anche per uno o due anni. In alcune circostanze si registra una maggiore propensione a soffrire di infezioni alle vie genitali, un ritardo nella guarigione delle ferite, la manifestazioni di complicanze alla vista o al sistema cardiovascolare».
 
Come identificarlo in assenza di sintomi?
«Per chi soffre di sovrappeso o obesità, per chi ha una familiarità di primo grado, alterazioni minime della glicemia, ipertensione arteriosa o malattie cardiovascolari, si consiglia il controllo della glicemia almeno una volta l’anno a partire dai 40-45 anni».

Si parla spesso di scarsa aderenza alle terapie.
«Il diabete è una patologia cronica. Questo vuol dire che bisogna essere sotto controllo e rispettare sempre le cure. Quello della scarsa aderenza alle terapie è una problematica che oggi abbiamo messo a fuoco molto meglio rispetto al passato. Il 30-40% dei pazienti non segue le indicazioni del medico, assumendo i farmaci in maniera discontinua o evitandoli completamente. Spesso questo comportamento si associa anche all’assenza di controlli. Per queste persone, c’è un rischio maggiore di complicanze e di accesso all’ospedale».             

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