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La casa: il nostro quartier generale

Come rimanere sempre connessi, anche quando il segnale non è molto potente?

Mer 28 Apr 2021 | di Giuseppe Marino | Tecnologia

Attrezzare meglio la casa, farla diventare un quartier generale da cui è possibile dirigere tutte le operazioni necessarie a una vita confortevole, anche quando si è sotto assedio. È la lezione strategica che ci lasciano questi ultimi abominevoli dodici mesi. 
E la prima dotazione è, ovviamente, internet. Comunicare con l’esterno, anche a grande distanza, è ormai essenziale. E se il segnale di internet o del wifi è incerto, diventa difficile usufruire del crescente numero di servizi che si va sviluppando. Negli ultimi anni abbiamo recuperato parecchio terreno per quel che riguarda la copertura della connessione a banda larga, ma nel frattempo sono arrivate nuove infrastrutture di connessione e sulle più recenti siamo di nuovo indietro.
In ogni caso, se tra le mure domestiche il segnale non arriva potentissimo, una serie di gadget possono aiutare. Il più banale è il range extender: un apparecchio simile al normale router che distribuisce il wifi, che capta il segnale nelle zone dove arriva debole e lo amplifica. Nell’acquisto bisogna prestare attenzione al tipo di wifi, quello che raggiunge la massima larghezza di banda è l’802.11 AX, detto anche wifi6, ma anche tipologie con una banda minore possono andar bene. Meglio controllare che sia anche dual band: il wifi in genere viaggia su due frequenze e se una non prende bene, si può tentare con l’altra. Con 20-40 euro si trovano prodotti che vanno bene.
Una soluzione più sofisticata è il wifi mesh, cioè una rete di ripetitori che si distribuisce nella casa. Il vantaggio rispetto al range extender è che i vari ripetitori mesh contribuiscono insieme allo sforzo di ricevere bene il segnale in tutte le stanze. Per una casa grossa, che ha più di un punto “in ombra”, è la soluzione migliore. Il prezzo varia a seconda anche del numero di ripetitori. Il Tp-link con tre ripetitori si aggira sui cento euro, con il router Google si vola verso i 180 euro.
Se non è indispensabile il wifi, ma l’importante è avere una connessione, anche via cavo, c’è una soluzione molto semplice: i powerline. Sono apparecchi gemelli: uno si collega al router della società telefonica che abbiamo in casa e alla presa di corrente, l’altro a una presa di corrente nella stanza dove vogliamo avere la rete: il segnale internet viaggia anche attraverso i fili di rame dell’elettricità. I classici tp link si acquistano con 30-50 euro e ci sono modelli che sono dotati di una presa elettrica, così l’accesso alla corrente può essere sfruttato anche da altri apparecchi.
Se invece l’esigenza è di avere la connessione in una casa in cui non si ha la rete fissa, ad esempio una casa in campagna, se la casa è raggiunta da un buon segnale di telefonia cellulare, si può usare un router mobile, cioè un apparecchio che assomiglia ai normali router che vengono installati dalle compagnie telefoniche, ma che in realtà prende il segnale non dalla rete fissa, ma da una sim che ha all’interno, chiaramente pagando un abbonamento. Il vantaggio è di poterlo usare anche fuori casa, magari in viaggio o in vacanza.
Infine, c’è la possibilità che sia il segnale della linea telefonica cellulare ad arrivare debole. In questo caso l’operazione è un po’ più complessa. La cosa migliore è scaricare sul cellulare un’app come Opensignal che misura la potenza del segnale. La misura è espressa con un valore negativo, per cui 0 è il massimo e -100 comincia a essere un segnale molto debole. Una volta capito quale ripetitore dà il segnale migliore, si può comprare un booster, cioè un apparecchio che amplifica il segnale.          

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